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Cohn Rachel; Levithan David - Va a finire che ti amo | Naomi e Ely sono amici da quando andavano all'asilo, e sono così legati che niente e nessuno potrebbe minacciare l'inossidabile "N. & E. Istitution". Niente o quasi: per questo hanno deciso di stendere una lista con le cose da non fare MAI per proteggere la loro amicizia, resistita alle peggiori calamità, tra le quali l'appartenenza a due universi lontani come quello maschile e femminile. Ma Ely è gay, e il prezioso vademecum consiste in un elenco di ragazzi da non abbordare nemmeno in caso di estinzione del genere umano: la Lista degli Imbaciabili®. Non a caso, è proprio contro il più intoccabile della lista che il patto si infrange: il ragazzo di Naomi. È la tragedia, e Naomi decide di non rivolgere più la parola al suo migliore amico. Ma non per la ragione più ovvia. Perché c'è una cosa che Naomi non vuole ammettere: ad andare in frantumi non è stata la sua fiducia, ma l'inconfessabile speranza che un giorno Ely si innamori di lei.
katia860 katia860@hotmail.it (17-07-2010) Ieri tornando con il pullman dal mare ho concluso questo libro ed è stato una via di mezzo cioè né brutto né bello, non ha suscitato niente di particolare in me.
Il romanzo parla di un’amicizia molto intensa tra Noemi ed Ely che ad un certo punto si spezza apparentemente perché quest’ultimo si innamora del ragazzo di lei, Bruce, ma in realtà sotto c’è ben altro. Naomi è segretamente innamorata di Ely che è gay e nelle sue fantasie spera un giorno di essere ricambiata tuttavia questi suoi sogni vengono brutalmente spezzati da Bruce e si sente tradita dall’unico ragazzo che abbia amato, Ely. Questo libro parla di amore e di amicizia e non può certo mancare il lieto fine.
Tra i personaggi principali ho preferito Ely anche se a volte mi è sembrato un po’ superficiale mentre non mi è piaciuta Noemi perché troppo snob, troppo possessiva, troppo superficiale e troppo egoista anche se poi nel finale migliora.
Ho trovato positivo il fatto che il libro venga, a turno, narrato in prima persona da più voci e questo permette di osservare un personaggio o un avvenimento da più punti di vista fornendo spessore alla narrazione.
Un’altra cosa che ho notato è la costante presenza del “condominio” come luogo dove si svolgono le vicende
e ogni volta che mi immaginavo le scene mi sembrava quasi fosse una rappresentazione teatrale, tra l’altro una trasposizione di questo genere non sarebbe male come idea.
Un ultimo commento lo faccio sulla presenza di mini icone che sostituiscono le parole; questo secondo me può dar fastidio a chi legge nel doversi fermare ed interpretare, comunque in un libro sono preferibili le parole alle immagini.
Concludo consigliando il romanzo a chi desidera una lettura leggera, omosessuale, magari sotto l’ombrellone, senza tante pretese.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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