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Evangelisti Valerio - Veracruz | Siamo nel 1683, due anni prima degli eventi narrati nel romanzo "Tortuga". Il cavaliere Michel de Grammont, ultimo leggendario capo dei Fratelli della Costa che infestano il mar dei Caraibi, propone ai compagni un'idea folle: conquistare e saccheggiare Veracruz, la città più importante della Nuova Spagna, giudicata imprendibile. Un'impresa condannata anche da quella corona di Francia di cui i pirati si dicono gli agenti, che ha firmato con gli spagnoli un effimero trattato di pace. Prende il largo dall'isola di Roatàn la flotta più imponente che abbia solcato le acque centroamericane. Uomini spericolati, cinici, rotti a ogni crudeltà. Se esiste un ideale, è di arricchirsi in fretta e sperperare tutto nei pochi anni di vita che rimangono. Un quadro dei Fratelli della Costa al tempo stesso crudamente realistico e oggettivamente pittoresco, ma documentato con serietà. Quasi l'antitesi del romanticismo salgariano, e dell'abbondante saggistica che ha letto l'epopea dei pirati della Tortuga in chiave di rivolta libertaria. Lo sfondo ambientale sono isolette suggestive, mari cristallini, sabbie bianchissime, città costiere protette da banchi di corallo. Chi ha detto che l'inferno abbia colori cupi?
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Simone (13-03-2012) Ho ritrovato gli stessi sapori che già avevano accompagnato la lettura di "Tortuga": un esotismo sfrontato, un certo gusto nel ritrarre violenza e depravazione, personaggi ben delineati e forti, una figura femminile di primo piano e difficilmente dimenticabile. Le scene di battaglia sono minori e passano in secondo piano, infatti contano di più i rapporti umani, siano essi di sopraffazione, seduzione o amicizia. Evangelisti è un maestro del genere e leggerlo è sempre un piacere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sweeney (28-06-2011) Brutto. Sotto ogni punto di vista."Documentato con serietà" si legge nella sovracopertina. Già, peccato che Evangelisti si soffermi un po' troppo spesso con compiaciuta indulgenza sulle scene violente (premetto che non sono una viola mammola). Ritengo che quando si è descritto un paio di volte cosa succede ad un cranio fracassato da una sciabolata sia più che sufficiente. Il resto è solo disgustoso e sadico piacere nel descrivere la sofferenza altrui. Così bravo a descrivere le scene di massacri, Evangelisti, così poco credibile quando passa ai dialoghi, che sembrano tratti da un fumetto. Alcuni passaggi, poi, sono degni della sceneggiatura di Lady Oscar. Comico il passaggio dal registro avventuroso a quello sentimentale, per cui lo stesso pirata che prima mutila senza alcuna pietà, taglia gole come affettasse prosciutti, poi si strugge come in un romanzo d'appendice per la sorellina morente. La "femme fatale" Gabriela Junot Vergara è rappresentata come l'Angelica "marchesa degli angeli" in salsa marinara (guarda caso, anche l'eroina dei coniugi Golon rapita dai pirati...): tutto uno sfarfallio di ciglia, bacetti mandati sulla punta delle dita, ammiccamenti nei confronti di Macary, il quale è tanto credibile come pirata così come una suora tra pornostar. Che dire, poi della verosimiglianza di una donna imprigionata per mesi da pirati, sbatacchiata da una nave all'altra, violentata, strapazzata che, così come ammette lo stesso narratore "miracolosamente" ha sempre acconciatura elaborata di perline/nastrini, trucco perfetto e abiti nemmeno un po' spiegazzati?! E questo sarebbe realismo?! Non sto ad elencare le infinite incongruenze che si notano durante la lettura. Ad esempio: Gabriela è castano-bionda e alla fine ha i capelli nerissimi (ricrescita dopo tre mesi di prigionia?). Semplicemente ridicole alcune osservazioni del tipo "D'improvviso il cielo si illuminò di stelle". Luci a San Siro. Non manca naturalmente il pistolotto finale del pirata "eroe".Inaccettabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
David (14-09-2010) Sarà che sono un fan di Evangelisti, ma anche questo racconto mi è sembrato all'altezza delle aspettative. Le ambientazioni e lo svolgimento della storia sono affascinanti e come sempre lo stile è quello che ci si aspetterebbe dallo scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gaba gabagabry@yahoo.it (22-03-2010) Non c'è la vena romanzata e quasi epica di Salgari nè la dettagliata ricerca d Nelson, ma Evangelisti ha creato il suo stile piratesco con maestria e in maniera decisamente accattivante!! Dopo Tortuga, che già avevo apprezzato, questo secondo libro non mi ha affatto deluso e ha riconfermato questo scrittore capace di letture avvincenti e ben ritmate, senza eccessi nelle citazione storiche o marinare, e con una buona caratterizzazione dei personaggi.
Attendo un seguito! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (21-11-2009) Pari a Tortuga per le ambientazioni e lo stile narrativo. Povero invece di grandi battaglie e anche la trama a mio parere lascia desiderare. D'altra parte mi é piaciuto questo genere piratesco quindi seppur trovando qualche pecca posso dire di averli letti con passione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giunio bruto crippa (19-11-2009) Secondo romanzo, o meglio prequel, del brillante Tortuga uscito 1 anno fa; E' peraltro lo sviluppo di un breve racconto apparso anni fa nella raccolta Anime nere che ha poi invogliato Evangelisti a dedicarsi al mondo dei pirati della tortuga e a usarli come pietra di paragone della nostra società. Libro interessantew e accattivante lettura che trascina il lettore fino alla fine(?) e che promette gli sviluppi che si avranno in Tortuga; A ridurre il valore rispetto ai precedenti è una certa ripetitività nei dialoghi tra i pirati sulle navi e il paragone con il racconto, folgorante, che era apparso su Anime Nere Voto: 3 / 5 |  |  |  |
massimo (17-11-2009) Torna a sventolare la Jolie Rouge, la bandiera rossa e successivamente nera dei pirati.
In questo prequel di Tortuga, Evangelisti continua a narrare la storia dei pirati senza nessuna concessione al romanticismo salgariano. Lungi dall'essere una comunità libertaria e ribelle, i pirati dei caraibi aprono una nuova storia, quella feroce del libero mercato e del più brutale capitalismo. Critica storica e romanzo di cappa e spada convivono felicemente.
Una folla di personaggi percorre il libro, pirati dalla cinica filosofica, una femme fatele erotica ed ereticamente devota.
Per chi ama il romanz storico e le atmosfere del romanzo d'avventura è un libro imperdibile. Io no soy marinero, soy capitan...
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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