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Costanzo Maurizio - La strategia della tartaruga. Manuale di sopravvivenza | Maurizio Costanzo colleziona tartarughe. Di più: le ama, le ammira. Al punto di sperare di essere diventato come loro: "Continuo a provare invidia per la loro capacità di ritrarsi e mettersi nel guscio, in sicurezza. La tartaruga corre dei rischi solo se si ribalta o viene ribaltata. L'uomo corre dei rischi da quando nasce". La tartaruga piace a Costanzo perché va per i fatti suoi. Non ha alcun rapporto con l'uomo, la sua capacità retrattile è portentosa: il suo guscio la protegge dal mondo. Nasce grinzosa, quindi non deve neanche preoccuparsi di ritocchi estetici, tanto è uguale da giovane come da anziana. Vive a lungo, testarda e forte, obbligata dalla natura a cavarsela da sola. Essere tartaruga, vivere da tartaruga, ha aiutato il più famoso anchorman italiano a resistere cinquant'anni nella giungla del giornalismo, sempre stabile e sornione sul suo trono a forma di sgabello. Non solo: guardare il mondo con gli occhi delle tartarughe gli ha permesso di scrivere questo manuale di sopravvivenza. Un vademecum, reso vivo dall'esperienza, su come reggere agli assalti del tempo e dei sentimenti. D'altra parte, lo insegna Zenone, nemmeno Achille piè veloce per quanto si affanni riesce mai a raggiungerla, la tartaruga.
Media Voto: 3.5 / 5Silvano (18-02-2010) Ma guardate un po' quanta bella gente che conosco! Ma come so' modesto: accorto, saggio e tanto lungimirante. Ma quanto so' bravo!
Nonostante tutto, sono riuscito a terminare il libro (che mi è stato regalato). Ma... a cos'è che ci si dovrebbe riferire per una decorosa "sopravvivenza"? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pasquale Braschi (22-01-2010) Partendo dall'amore per le tartarughe, Maurizio Costanzo si racconta ai lettori attraverso riflessioni personali sui diversi temi della vita: l'amore, il lavoro, la politica, l'estetica, l'etica e la vecchiaia. Non è solo racconto di vita vissuta, anzi il progetto editoriale de "La strategia della tarturuga" ci restituisce un pezzo di storia giornalistica e televisiva dell'autore con una parte finale dedicata alla memoria, che raccoglie ben 12 ricordi di altrettanti personaggi del cinema italiano, tra cui Totò, Nino Manfredi e Vittorio De Sica.
Un libro di piacevole lettura che contribuisce a fornire un "ritratto" umano del più famoso ancorman italiano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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