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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

D'Avenia Alessandro - Bianca come il latte, rossa come il sangue

Bianca come il latte, rossa come il sangue TitoloBianca come il latte, rossa come il sangue
AutoreD'Avenia Alessandro
Prezzo
Sconto -15%
€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00)
Dati2010, 254 p., rilegato
EditoreMondadori  (collana Scrittori italiani e stranieri)
 
Disponibile anche usato a € 9,50 su Libraccio.it
 Disponibile in eBook a € 6,99

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Descrizione
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

La recensione di IBS
Sono pieni di sfumature gli occhi del professore quando racconta le storie delle Mille e una notte, quando racconta di uomini umili che non sanno di avere un tesoro sotterrato davanti all'uscio di casa e di viaggi a perdifiato attraverso il deserto alla ricerca di un sogno. Il professore "Sognatore", secondo la sua classe di liceali sedicenni, non sa niente della vita reale: dopo tutto è solo un supplente "sfigato"… ma quando guarda quei ragazzini scomposti e assonnati gli si para davanti tutta la tavolozza dei colori della terra e si accende di entusiasmo.
Per Leo, invece, le cose della vita possono avere solo due colori: il bianco e il rosso. Bianco è il vuoto, la noia, il silenzio, la solitudine. è la tremenda sensazione, che provano tutti i ragazzi, che il mondo ti sia completamente indifferente e avulso, che tutto sia insignificante e estraneo. Il rosso invece è il sangue che pulsa nelle vene prima di una partita contro la seconda D, è l'adrenalina che sale quando scatta "lo sfidone" in motorino con Nico. Rosso è Beatrice. Ogni mattina dopo la scuola Beatrice, con i suoi capelli rossi, aspetta alla fermata dell'autobus, mentre Leo le sfreccia davanti a tutta velocità rischiando ogni volta la vita. Farebbe qualunque cosa pur di attirare la sua attenzione, perché Leo è innamorato, è pazzo di Beatrice.
Per un ragazzo di sedici anni, stretto nella morsa di due genitori sempre presenti e attenti, non ci sono filosofie di vita da abbracciare, o sistemi morali da seguire. Non esistono le sovrastrutture e i giri di parole, l'autorità che i genitori devono dimostrare e la socializzazione forzata della scuola, gli orari, gli obblighi e le verifiche di matematica. Agli occhi di un adolescente innamorato l'unica cosa che conti è la vita, e la vita è un'eterna trepidazione. A volte, però, anche ai ragazzini belli e promettenti come Leo può succedere che tutto si sfaldi tra le mani. A volte, nella peggiore delle ipotesi, può succedere che l'entusiasmo si spenga all'improvviso, che i fili si spezzino di colpo, che il sogno di tutta la tua vita, quella cosa fragilissima e preziosa che faceva muovere ogni tuo passo, ti esploda in faccia.
Allora restiamo a guardare basiti. Noi, il professore sognatore che lo insegue per i parchi e le panchine della città, la sua mamma, che lo vuole tenere stretto come un bambino, e anche Silvia, la sua amica del cuore che vorrebbe regalargli per magia tutta la forza di cui può essere capace solo una donna.
All'improvviso nella vita di Leo tutto diventa bianco, come il sangue di una persona che ha una malattia in grado di spegnere, consumare, tutto il rosso che abbiamo nel corpo. Bianco come il dolore folle di chi non sa minimamente come si fa ad affrontare una malattia del genere, come la paura che ci fa scappare, correre lontanissimo, più in fretta che possiamo, lontani dalla morte.
Ed è scritta con un cuore semplice e una penna delicata, questa storia di adolescenti ricchi e per bene. è scritta da un professore di liceo che ha messo in ogni riga non solo i sentimenti, ma anche molte citazioni, immagini e rimandi che brillano di saggezza. Per tutti coloro che si aspettano l'ennesimo romanzo di formazione sarà una sorpresa. Così come lo è scoprire che l'adolescenza è molto di più di un'età, è un vento ineffabile e folle che ci scompiglia la vita.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 150 recensioni presenti.  Media Voto: 3.62 / 5 | Invia recensione

lalla (03-03-2014)
Non capisco come si possa dare un voto basso a questo libro. . . secondo me è molto profondo e bello, la storia è molto interessante e coinvolgente, i personaggi sono descritti in modo così dettagliato e realistico da farli sembrare veri, nonostante le tante metafore, la lettura scorre veloce e non è mai noiosa. Complimenti all'autore per aver trattato un argomento così delicato e particolare come la malattia e la morte in modo sereno. Un inno all'amore ed alla vita con i suoi pregi ed i suoi difetti. Un libro che colpisce e resta nel cuore. Assolutamente da leggere.
Voto: 5 / 5
Roberta (31-01-2014)
Non credo che un romanzo si possa definire adolescenziale solo perchè il protagonista ha 16 anni.. Io al contrario di altri lettori l'ho trovato molto bello, profondo e maturo. Molto belli i personaggi di Silvia e del Prof. Sognatore. Da leggere!!!
Voto: 4 / 5
Lucia D (28-11-2013)
Ho comprato questo libro perchè delle amiche sono andate a vedere l'omonimo film e me ne hanno parlato benissimo. Sinceramente Mi aspettavo un libro piu' profondo; invece mi sono ritrovata davanti ad un altro "Moccia". Ebbene si, stessa struttura e stessa semplicità di dialoghi. Peccato, la storia, se strutturata diversamente, poteva dar vita ad un bel libro
Voto: 2 / 5
tamara (09-10-2013)
libro adolescenziale, scritto per adolescenti o adultescenti e neanche tanto curiosi di sapere, considerando la semplicità della trama e della stesura del testo! consigliato ad un pubblico piccolo!
Voto: 2 / 5
Corra xaver@libero.it (16-05-2013)
Ho sentito l'autore in tv scandalizzarsi per un eventuale paragone tra lui e Moccia. Che dire? La trama del libro è davvero semplice, spesso scontata. C'è davvero poco di originale e il protagonista non è lontanissimo dai personaggi di Moccia e comunque non è così reale. Vi immaginate un adolescente che chiede alla madre che cosa è l'amore? L'adolescente fa a pugni col mondo dei genitori.Insomma dovrei dire che non mi è piaciuto eppure mi ha tenuto incollato e l'ho finito davvero in fretta. Perciò nonostante tutte le brutte premesse, almeno nel mio caso ha funzionato, non mi lascerà granchè ma mi ha fatto trascorrere qualche ora in buona compagnia.
Voto: 3 / 5
Filippo (15-05-2013)
Ho letto recensioni scandalosamente basse. Mi par di capire che chi parla addirittura di libro poco approfondito (vedasi qualche recensione sotto l'edizione economica) semplicemente NON lo abbia compreso. Indubbiamente è una lettura "immatura" (io per primo non ho apprezzato la cosa, abituato a Eliot, Tolkien, il Berlicche di Lewis et similia), ma ciò non significa che manchi di profondità. Il target è chiaramente l'adolescente ed è un'opera prima di un insegnante di liceo e tutto questo va tenuto in conto prima di affettare giudizi come salami perché "Tutto ciò che non è complicato è falso" (Gomez Davila). Non è, di per sè, un demerito. E' un fatto. Posta questa cornice, si tratta di capire l'entità del libro. E l'entità NON è quella di un Moccia qualunque: NON si descrive la gioventù d'oggi, ma anzi si forniscono ad essa mezzi per salvarsi dall'emozionalismo e dal nichilismo alla Moccia, oggi dilaganti. Il testo, al di là della storia, al di là dei personaggi, spiega un principio filosofico e spirituale molto semplice: inseguire i sogni è giusto, ma i sogni per lo più si infrangono perché possa nascere la realtà, perché la si possa vivere, anziché rifuggirla in nome del sogno. Si descrive poi implicitamente la realtà umana (e trascendente) dell'amore che NON è desiderio, possesso, ma amore oblativo, dono. La malattia (e il segreto aiuto) di Beatrice permette al protagonista di vedere quello che si rifiutava di vedere: che l'amore è prossimità, non volo pindarico. E' servizio, aiuto concreto, non tempesta ed emozione. Tutto questo NON è Moccia, ne è la NEGAZIONE. E, soprattutto, è una ricetta per il male (l'inconsistenza, la mancanza di solidità) che affligge oggi i ragazzi e preparata col linguaggio dei ragazzi stessi. Scusate se è poco! Sarebbe questa l'assenza di profondità? No, ripeto: semplicemente chi lo dice non ha capito il testo perché lo ha letto per puro "svago" e non con occhio autenticamente critico, o perché manca del tutto delle categorie cririche.
Voto: 5 / 5
Sophie (28-04-2013)
Questo libro merita di essere letto... colpisce la problematica della malattia e della morte con un tono comunque sereno, tipico di un adolescente... tanto di cappello ad Alessandro D'Avenia.
Voto: 4 / 5
Emma (02-02-2013)
Libro dal discreto potenziale ma che non spiacca il volo e che finisce, anzi, per risultare poco credibile; forzato nella trama e nell scrittura per poter piacere a tutti; sforzo che, a mio parere, lo rende invece innaturale e falsamente ricco di spunti di riflessione. Adatto ai più giovani.
Voto: 2 / 5
Alessandro (24-01-2013)
Libro profondo e' un inno a vivere la vita in tutti i suoi pregi e difetti
Voto: 4 / 5
anna (18-01-2013)
ho 14 anni e anche se non ho l' età del protagonista capisco perfettamente i suoi sentimenti... ho letto questo fantastico libro in solo 3 giorni... bello, reale e soprattutto molto commovente! lo consiglio assolutamente a tutti gli adolescienti!
Voto: 5 / 5
Giorgia (07-01-2013)
Ho 16 anni, è vero, ma questo libro mi ha fatto riscoprire il desiderio di non perdere nulla di quello che mi appartiene, dalla cosa più insignificante a quella più importante. Ne ho perse molte di cose nella mia vita, ma grazie a questo romanzo sono riuscita anche a ritrovarle. L'unica nota negativa, per quanto mi riguarda, è il linguaggio carente e adatto ai ragazzi: avrei preferito uno stile più complesso ma più avvincente.
Voto: 4 / 5
Valentina (17-11-2012)
avete 16 anni? leggetelo. altrimenti, passate oltre senza indugio. questo libro è la conferma che la pubblicità è assolutamente fasulla.
Voto: 1 / 5
Fabio Lugi fabiolugi@gmail.com (01-11-2012)
Un coro di alunni entusiasti mi ha "obbligato" a leggere questo libro. E io, per dare il buon esempio, non ho potuto esimermi dal farlo. In un giorno, per fortuna. Trama esile, prevedibile e strappalacrime (non struggente), personaggi solo abbozzati, dialoghi improbabili (la madre di Leo parla come un oracolo), uso della metafora e della similitudine eccessivo e compiaciuto. Diciamo un Moccia per aspiranti intellettuali. Almeno Step e Babi non ti citano Saffo e la Vita nuova (con la "U", professore, mi raccomando).
Voto: 1 / 5
cecilia (28-10-2012)
molto bello...nel finale mi sono emozionata come non mi capitava da molto tempo e molte letture!
Voto: 5 / 5
Ross (23-10-2012)
Un libro che consiglio a tutti di leggere, anche se forse può essere compreso e apprezzato solo da chi certe esperienze le ha vissute sulla propria pelle. Non è la storia in se a rendere questo libro a mio parere straordinario, quanto la capacità di D Avenia ad essere entrato nell intimo adolescenziale, descrivendo con grande introspezione stati d 'animo, paure, sensazioni, sentimenti , con i quali a volte purtroppo certi adolescenti ( non più bambini , non ancora adulti )sono costretti a rapportarsi quando il dolore si presenta loro in tutta la sua crudeltà; un dolore dal quale niente è nessuno potrà proteggerli, ma che offrirà loro un importante "occasione" di maturità e crescita.
Voto: 5 / 5
veruska (13-10-2012)
Questo libro scorre veloce..e' uno dei suoi pregi.Non ti annoia con lunghe descrizioni ma anzi rappresenta appieno la velocita' dei pensieri adolescenziali del protagonista. Era tanto che non piangevo per un libro...Il prof di questo libro dice "la verita' e' spesso scritta tra le righe". In questo libro ho trovato verita' nascoste bene ma da tempo dimenticate. Lo farei leggere a scuola.
Voto: 5 / 5
Roberta (04-10-2012)
Scrittura da tema delle medie,trama inconsistente e farcita di luoghi comuni e di citazioni letterarie che mal si adattano all'intreccio, personaggi insulsi e stereotipati,finale scontatissimo. Fortemente sconsigliato.
Voto: 1 / 5
Madame Selle 24 (24-09-2012)
Comprato e letto?anzi direi divorato. Le prime pagine non mi convincevano - e stavo li a pensare che non dovevo accettare il consiglio del mio libraio - ma poi mi ha preso e catturata. Il linguaggio è semplice, molto essenziale, proprio come sarebbe il linguaggio di un adolescente - in questo D'Avenia è stato bravo! Ha saputo essere l'alunno di se stesso. I personaggi adatti, ad ognuno ha dato il giusto ruolo ne troppo banale ne troppo marcato li ha saputi amalgamare bene e costruirci su una bella storia con diversi spunti di riflessione. Mi sono ritrovata a ricordare cose non piacevoli che ho vissuto, a riverberare nuovamente sulla vita, sull'importanza di non buttare via niente, di apprezzare ogni singola cosa. Concordo in tutto e per tutto con chi dice che quando un libro lascia il segno significa che ne è valsa la pena leggerlo. Una bella lezione di vita. Grazie a chi mi ha consigliato di leggerlo.
Voto: 4 / 5
Andrea Colucci (30-08-2012)
Un libro coinvolgente. Non solo per ragazzi ma anche per adulti i quali devono essere aiutati nello scoprire la vera forza dell'amore. Ma soprattutto il vero valore. Un autore - professore, se così posso chiamrlo, che sa parlare al lettore; che sa far appassionare colui che in quel momento è il "divoratore" di quell'"ammasso" di pagine colme di significati, di emozioni e di molto altro. Insomma come primo romanzo lo considerei un capolavoro costruito su un tema da sempre vivo. L'adolescenza.
Voto: 5 / 5
Giulia (28-08-2012)
Un bel libro tenero ed emozionante. Per certi versi mi ha anche ricordato l'attimo fuggente (la figura del professore). L'unico neo sta nel rimarcare troppo il concetto del rosso e del bianco.
Voto: 4 / 5
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