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Guerritore Monica - La forza del cuore | La storia di una donna resa un'attrice, quand'era bambina, dall'imprinting del grande Giorgio Strehler che la volle nel ruolo di Anja in una memorabile messa in scena del "Giardino dei ciliegi". La Guerritore si racconta con gran ritmo narrativo: gli aneddoti divertenti alternati alle riflessioni intime. E racconta di intelligenze diverse, quella femminile e quella maschile, la sofferta delusione d'amore per Giancarlo Giannini e la meditata vendetta. L'incontro di lavoro e di passione con Gabriele Lavia che la rende madre, compagna, quasi alter ego e la separazione dolorosa come cammino faticoso della riscoperta di sé. La scrittura rilancia verso nuovi mondi interiori. Monica Guerritore ci sa parlare della bellezza femminile come di qualcosa in continua evoluzione, suscettibile di cambiamento e non per questo meno attraente. E di come siano molti i fattori che fanno di una donna una bella donna: il fascino, la forza, la cultura, il talento. Il volto non è mai un volto in generale, è il volto di qualcuno che porta su di sé i segni della singolarità, del tempo che passa, delle emozioni vissute, dei dolori, delle gioie. Compresa la malattia. La Guerritore racconta che la si può battere, anche se grave come un tumore al seno, e parla delle scelte che hanno fatto di lei quello che è oggi.
Media Voto: 3 / 5ant lomell@libero.it (13-04-2010) Questa biografia si sviluppa in tre parti:
1)gli esordi e le intemperanze caratteriali di una giovane ragazza che ha voglia d'imporsi
2) L'amore x Gabriele Lavia, la nascita delle due figlie, i trionfi a teatro in tv e al cinema
3) La presa di coscienza che bisogna osare nella vita e chiedere altro(nuovo amore x Roberto Zaccaria, i drammi familiari superati, nuovi spettacoli teatrali)
Piccolo sunto dei 3 segmenti, per quanto riguarda gli esordi beh..figura determinante sicuramente Giorgio Strehler, la determinazione di Strehler nel volerla a tutti i costi("portatemi quella ragazza che somiglia a Ingrid Bergman") per il suo "Giardino dei Ciliegi", e le ansie e le paure e tutte quelle sensazioni che fanno degli esordi nell'arte momenti struggenti e bellissimi.
Piccola cosa che ho colto, nell'allestimento dell'opera di Cechov la protagonista era Valentina Cortese e mi è molto piaciuto quello spaccato tutto intriso di sensibilità femminile a riguardo dell'arrivo in scena x le prime prove della Cortese.
La Guerritore narra che la Cortese, compagna non solo di scena ma anche nella vita di Strehler scopre il..tradimento(non con la Guerritore, con un'altra), e distrutta arriva in teatro con le flebo al braccio
Strehler impassibile gli chiede le battute come se niente fosse
Monica guarda ,ammira, piange e si domanda...
(ps lo spettacolo andò benissimo)
Gabriele Lavia:
la Guerritore lo descrive come il suo factotum
colui che l'ha resa donna, mamma, attrice, attenta, curiosa, pignola, detrminata, artista a tutto tondo insomma
tanti spunti di vita insieme anche qua
ma con Lavia finisce e lei prova a farcela da sola
3)...e così è
Spettacoli innovativi
(una Madame Bovary molto originale)
e sopratutto Giovanna D'Arco in questo terzo momento del libro la Guerritore affronta anche momenti molto delicati a riguardo della sua salute e di quella dei suoi cari.
Io ho sempre ammirato quest'artista non solo per motivi estetici, ma sopratutto perchè non l'ho mai vista fare le ospitate e la pagliaccia in giro Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito romolo.ricapito@libero.it (07-04-2010) Ho comprato questo libro perchè da sempre ammiro molto la Guerritore. Avevo sentito in radio una lunga presentazione fatta da lei. Il mio stupore nel leggere il volume si è concentrato sui soliti quattro aneddoti già rivelati dall'attrice via etere. La lite a teatro tra Valentina Cortese e Strehler, come ella fu scelta per il ruolo di Anja nel Giardino dei Ciliegi di Cechov, la vendetta contro Giancarlo Giannini sul set de La Lupa, lei e Lavia che abbandonano una trasmissione Mediaset. La prima parte mi è parsa abbastanza affrettata e superficiale; non viene spiegato a fondo il mistero della sua solitudine familiare, la freddezza della madre, il rapporto superficiale col fratello più grande, l'assenza del padre. L'attrice si immerge invece subito nel racconto della sua carriera professionale, come se volesse mettere il resto sotto il tappeto. E qua e là traspare purtroppo una certa presunzione. Culturale. Nella seconda parte il racconto migliora, con il racconto della sua crescita come individuo e donna, il rifiuto dell'estetica superficiale, (operazioni chirurgiche) la malattia della madre, il rapporto con Veronesi che la salva dal cancro. Qui la Guerritore appare più vera. Dunque la biografia nella prima parte doveva essere più approfondita, ma il libro ha il merito di farsi leggere. La Guerritore non ha usato un ghost writer, l'ha scritto di suo pugno. Questo è un pregio, anche se la narrazione è imperfetta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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