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Gallo Andrea - Così in terra, come in cielo | La sua cattedrale è la strada, i suoi insegnanti prostitute, barboni, tossici, tutte quelle vite perdute che sono anime salve. Don Andrea Gallo è da cinquant'anni un prete da marciapiede, da trentanove il fondatore della "Comunità di San Benedetto al Porto di Genova", che accoglie chi ha bisogno e chi vuole trovare un punto da cui ripartire a nuova vita. Con "Così in terra, come in cielo" don Gallo racconta la sua personale saga accanto agli ultimi, i suoi dissensi da una Chiesa che pure ama e a cui sente di appartenere, sviscera con ironia e preparazione le sue posizioni ribelli su temi quali il testamento biologico, l'immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l'aborto. Nel suo "camminar domandando" fa bizzarri incontri con monsignori, politici, transessuali, giovani inquieti, zelanti fedeli che non credono e atei che invece sperano, artisti come Vasco Rossi e Manu Chao. Lui, ottantaduenne che viaggia in direzione ostinata e contraria e che nonostante i molti meriti resta orgogliosamente un prete semplice, sgrana il rosario laico di Fabrizio De André, raccoglie le storie di bassifondi e vicoli che tanto somigliano a quelle delle Scritture, cerca l'efficacia storica del messaggio evangelico e impasta mani e cuore nelle realtà più dolorose, lavorando senza risparmiarsi affinché questa terra diventi cielo. Un prete "prete", anarchico, discusso, amatissimo.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5Daniela Domenici danidamavi@virgilio.it (06-07-2011) Già dal titolo, "Così in terra, come in cielo", si può avere un'idea di che tipo sia questo straordinario sacerdote genovese, ha rovesciato una frase della preghiera più amata, il Padre Nostro a suo uso e consumo per mettere subito in chiaro da che parte sta: dalla parte degli ULTIMI, SEMPRE, che siano extracomunitari, drogati, prostitute, senzacasa, disabili mentali e psichici, lui è sempre con loro; scegliendo di rimanere all'interno della chiesa cattolica ha combattuto e continua a combattere, dall'interno, per loro con una meravigliosa testardaggine unita a un'ironia infinita che è il suo lasciapassare per arrivare a "colpire" lasciando il suo "marchio di fabbrica". Grande don Andrea in questo suo secondo libro, dopo "Angelicamente anarchico" del 2005, scritto insieme a Simona Orlando e pubblicato dalla Mondadori, che splendida vitalità ha questo quasi ottantatreenne strenuo difensore di chi non ha voce; questo suo libro si legge tutto d'un fiato intriso com'è di amore, ironia, sorriso, riflessioni che entrano dentro e germogliano come questa, per esempio: "?la follia è una condizione umana, è presente in noi come lo è la ragione. Chi è pazzo e chi non lo è? Il pazzo è un malato fisico o è afflitto nello spirito? Spesso il pensiero e la sensibilità hanno in cima la follia. Spesso il matto è un saggio e un sognatore, uno che vive i suoi assoluti. E' un fuorilegge che agisce in contrasto con la classe sociale a cui appartiene, che soffre della discordanza fra la vita logica e la vita affettiva, fra l'interno e l'esterno. Ancora più spesso è una persona delusa e sola. Cos'è la ragione? Spesso è una pazzia condivisa come nel caso della guerra. La poetessa Ada Merini è l'emblema delle risorse che un pazzo può offrire se gliene viene data occasione. Disse: "io sono un dono di Franco Basaglia." Grazie don Andrea, prete anarchico, discusso, amatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca (06-11-2010) Grazie Don Gallo, ci infondi speranza e concretezza di ciò che è il vero messaggio cristiano e tu sei l'espressione del servitore giusto di Dio in questa terra devastata dai pregiudizi e dai falsi valori degli uomini di poca fede. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudia (23-06-2010) una lettura entusiasmante, anche per chi, come me, si è definitivamente allontanata dalla chiesa per le sue posizioni conservatrici e poco rispettose della laicità dello Stato e della libertà della persona. l'ho letto in una notte. anche laddove sono espresse convinzioni che non condivido, è un libro che fa riflettere sull'amore per il dialogo e il confronto, sull rispetto degli altri e della libertà individuale, sull'amore per l'uomo così coerentemente espresso con una vita dedicata all'umanità, sopratutto quella che, io per prima, poche persone hanno il coraggio di guardare in faccia veramente. un libro che ti fa per voglia di essere migliore.....Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio G. (11-06-2010) Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, credenti e laici. Finché l'umanità fa nascere uomini come don Gallo, c'è speranza in un mondo migliore. In "pillole" quest'uomo straordinario racconta le mille sfaccettature del suo confrontarsi con l'ingiustizia della società e con il desiderio di testimoniare la propria cristianità "degli inizi", non quella della Curia ma del Discorso della Montagna. Da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nello (13-05-2010) Un libro davvero bellissimo: aiuta a capire tutto (ma proprio tutto) quello che un sacerdote deve fare per recare il massimo danno possibile alla Chiesa, ai suoi valori, alla sua immagine nel mondo e alla comunità dei credenti. La domanda è: ma non c'è davvero nessun vescovo che faccia pacificamente notare a questo "prete" che aiutare una donna ad abortire è sbagliato ed è un peccato, tanto più se a farlo è un uomo consacrato? E un'altra domanda: per quale incomprensibilissimo motivo quest'uomo continua a stare nella Chiesa se, nella pratica di tutti i giorni, egli contravviene costantemente ad almeno mezza dozzina di comandamenti, a metà del Vangelo, alla quasi totalità del catechismo della Chiesa cattolica medesima nonché al buon senso? Don Gallo, come pure accade all'insigne Vito Mancuso, è senz'altro un individuo assai adatto a ricevere scroscianti applausi al talk show della Dandini: lì, infatti, il popolo DE SINISTRA si attende che la Chiesa si converta ai suoi bei comportamenti e alle sue progressiste idee. Fino a diventare inevitabilmente qualcosa di non molto dissimile da una bocciofila o un circolo del tennis, oppure a un bel CENTRO DIBBBBATTITI. Una proposta, che don Gallo e i suoi seguaci senz'altro approverebbero con entusiasmo: ma perché il Papa non lo facciamo eleggere in una bella assemblea di popolo? Lo troverei molto democratttttico!!! Concludo: ma perché la gente abbocca all'amo di questi benpensanti? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nicola Manniello (01-05-2010) Un libro bellissimo. Appena cominciato non sono riuscito a fermarmi più. Peccato che non si trova l'atro libro " angelicamente anarchico". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roger (22-02-2010) Bello. Mi sembra venga proposta una testimonianza concreta di come si possa vivere oggi, nella coerenza evangelica, la proposta cristiana. Molti cattolici bacchettoni si scandalizzeranno moltissimo, ma questo libro è prezioso soprattutto per loro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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