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Brown Dan - Il simbolo perduto |
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de "Il Codice da Vinci", un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi. Il simbolo perduto dello scrittore statunitense Dan Brown era forse il libro più atteso dell’anno. Adesso che lo possiamo leggere in Italia, grazie a una traduzione dall’inglese a più mani e fatta a tempo di record (The Lost Symbol è uscito negli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna solamente lo scorso 15 settembre), siamo felici di aprire questo sequel del bestseller Il Codice Da Vinci e di ritrovare il protagonista principale di quell’opera vendutissima e molto dibattuta, Robert Langdon. Archiviate le indagini sulla Chiesa, i misteri dell’Opus Dei e la vita di Gesù, nel nuovo romanzo il professore di simbologia dell’Università di Harvard indaga sulla massoneria americana.
Il romanzo ha un prologo di grande impatto scenografico: l’iniziazione misteriosa di un trentaquattrenne nella sala di un tempio massonico, che si trova a pochi isolati dalla Casa Bianca. L’iniziato, che ha davanti a sé la figura vestita di bianco del venerabilissimo Maestro, avvicina un teschio alla bocca, lo inclina e beve il vino rosso, scuro come il sangue, in lunghe sorsate, a sigillo del suo giuramento per la nuova fratellanza. Da qui, sempre nella stessa zona di Washington D. C. e nell’arco di una sola, lunghissima giornata, si dipana l’intrigo della narrazione, irresistibile e coinvolgente, come solo Dan Brown riesce a creare. Langdon, convocato nella capitale americana dal potente massone Peter Solomon per tenere un intervento di apertura al prestigioso istituto culturale Smithsonian, ben presto capisce che quella conferenza è un pretesto per attirarlo in una trappola e obbligarlo ad impegnarsi nel tentativo di svelare segreti millenari. Il viaggio del professore tra labirinti, oscuri templi, antichi riti iniziatici diventa così una vera e propria corsa contro il tempo, che prende l’avvio dopo il ritrovamento di una mano mozzata con all’anulare un anello istoriato da emblemi massonici. È la mano destra di Solomon e Langdon capisce di avere poche ore per ritrovare l’amico e un’unica arma, la sua abilità nel decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture di Washington.
Fulcro della storia è il ruolo della massoneria nella costituzione degli Usa: massoni furono i padri della patria americana, da Franklin a Washington, così come lo furono i presidenti Roosevelt, Truman e Ford. Il mistero ruota intorno a un oscuro pittogramma cifrato che è impresso sulla Chiave di Salomone: quest’ultimo potrebbe evocare il potere del re d’Israele di scatenare i demoni e sarebbe un’arma invincibile nelle mani sbagliate, capace di mettere a rischio l’intero pianeta. Contro Langdon, si misura un personaggio minaccioso, pieno di tatuaggi e imbottito di steroidi, che cerca di svelare quel segreto nascosto per secoli dalla massoneria, mentre la dottoressa Katherine Solomon, specializzata in scienza della relazione fra mente e corpo, è una sorta di eroina a fianco di Langdon nella soluzione dell’enigma, sospeso sul confine fra realtà ed immaginazione.
Fra mille colpi di scena, attraverso un ritmo serratissimo e i numerosi rompicapo creati da una piramide massonica che svela misteri sempre nuovi da decifrare, Dan Brown ci avvince e ci diverte, con questa nuova, grande narrazione che, ne siamo certi, replicherà l’enorme successo del suo famoso Codice.
Leggi il primo capitolo del libro.
Recensioni 1 - 20 di 181 recensioni presenti. Media Voto: 2.79 / 5Gianfri dettori78@libero.it (07-02-2010) Bel romanzo, niente da dire, soltanto se fosse uscito prima del Codice da Vinci credo che non avrebbe avuto neanche un decimo del successo che ha ottenuto, e infatti i libri di Brown usciti prima del Codice hanno venduto di più dopo l'uscita di questo libro, questo ha trovato un terreno più fertile. Voto: 4 / 5 |
Lidia (05-02-2010) pessimo, storia assurda, noioso. dan sembra sempre alla ricerca del secondo codice da vinci, ma ogni volta è una delusione. prezzo esagerato Voto: 1 / 5 |
Francesco (05-02-2010) Ma questo maledetto simbolo perduto che cambierebbe la storia se scoperto, alla fine cos'è????
Romanzo a tratti bello e interessante, ma con parti noiosissime che non stanno nè in cielo nè in terra..
Mi spiace dare un voto basso perchè ho sempre apprezzato i libri di Dan, ma questo proprio se lo merita.
Per di più un prezzo esagerato.... Voto: 2 / 5 |
Andrea (30-01-2010) Dopo il Codice da Vinci il buio, è sempre la stessa storia gli stessi personaggi e le stesse situazioni vedi Angeli e Demoni, anzi in questo libro non si va contro la chiesa! Voto: 1 / 5 |
From 0 to hero (30-01-2010) Tre considerazioni: 1)Dan Brown dimostra che c'è differenza tra "scrivere libri" ed essere uno scrittore
2)Non puoi imbastire una caccia al tesoro di 600 pagine,arrivare alla fine e non avere la minima idea di come concludere.
3)Ha voluto strafare per dimostrare di non essere un autore da un colpo solo. Ha fallito.
Non mi aspettavo Steinbeck, ma neanche che si salvasse in corner e per giunta in affanno
Salvo solo le note storiche, effettivamente interessanti (anche se della massoneria grazie a voyager non se ne può più) Voto: 1 / 5 |
Matteo (28-01-2010) No, no, no , assolutamente no!!! Dan Brown calpesta la propria dignità di scrittore con un romanzo apparentemente appassionante che si rivela scontato, banale, noioso. Personalmene ho notato ENORME DIFFICOLTA' nel riuscire a costruire una trama coerente e con un filo logico. In poche parole Dan Brown incappa in errori da scrittore esordiente,in particolare la necessità di fare in modo che tutto accada in quel momento e in quel luogo in modo casuale(ad esempio quando Mal'akh è in carcere e "ascolta per caso i discorsi del padre")o ancora quando non è assolutamente in grado di trovare un movente che giustifichi l'atteggiamento profondo di Mal'akh, davvero troppo vago. E infine, l'epilogo è privo di senso compiuto, Dan Brown cerca di girare intorno alla Bibbia per condire il tutto ma davvero cade in errori banali che il lettore nota all'istante!! Lo chiedo per cortesia: non c'è la necessità di pubblicare tanti libri e subito; un romanzo esige di essere lavorato, modellato , rifinito. Dov' il "labor limae"?? Io vedo solo un ammasso di parole accostate senza senso. Voto: 2 / 5 |
Silvia (28-01-2010) Ho appena terminato la lettura dell'ultimo romanzo di Dan Brown, acquistato più per la fama trascinante dei precedenti 4 testi che per reale conoscenza della trama. La non conoscenza della trama non è quasi mai un limite (per mia personalissima esperienza) ma un modo per suscitare più curiosità poichè il lettore non sa cosa aspettarsi e quali personaggi entreranno in scena. Con tutti questi buoni propositi ho iniziato la lettura.......e ho mollato e ripreso il libro almeno 4 volte...
Premetto di essere una grande appassionata, e non mi era mai successo prima se non per
"il Discepolo" della Kostova (di argomento diametralmente opposto).
Sono i capitoli iniziali a suscitare la curiosità, scemata nei successivi. Il romanzo rialza la testa verso la metà del testo, ancora per qualche capitolo, sezione dedicata a fughe, lotte e ricordi/preparazione del "cattivo".
Quest'ultimo personaggio mi ha lasciata interdetta e a volte schifata (per certi rituali e certi atteggiamenti)e mi aspettavo una sua uscita dal romanzo molto differente, visti i forti legami con i personaggi centrali.
Langdon molto piatto, tutti ormai conoscono la sua fama (nel testo i suoi interlocutori affermano che egli ormai può superare/decifrare qualsiasi cosa dopo "i fatti di Roma e Parigi"), fama delusa però in quest'episodio...Langdon deve essere continuamente spronato e rimesso sulla giusta via per risolvere enigmi e codici...delude un po' le nostre aspettative.
Oltretutto, cambiando la città in cui si svolge un'indagine si cambia puire la fiamma....andiamo bene!!!!!!!!!!
Ultimi capitoli veramente prolissi, gli stessi 2/3 concetti continuamente rimaneggiati da 2 personaggi(ottica religiosa e ottica scientifica, infine ricollegate).
Insomma:
Personaggi 2/5;
Ambientazione 4/5;
Trama 2/5;
Stile scrittura 3/5;
Coinvolgimento 2,5/5 Voto: 3 / 5 |
Avvocato (26-01-2010) Strutturalmente rappresentato da una perfetta simbiosi tra il romanzo e il trattato, questo lavoro rappresenta un buon contenitore di tutte quelle tipiche rappresentazioni dei moderni misteri. Brown mescola ancora una volta sapientemente realtà e finzione fornendoci interessantissimi spunti sul intrigante mondo della massoneria e sul suo mito più profondo, quello degli antichi misteri sulla trascendenza dell'animo umano. Uno stile nitido, semplice e asciutto, arricchito da un impressionante numero di notizie legate alla dogmatica massonica, contornato da una suspence crescente e da buoni picchi di tenzione. Più che per la trama, comunque buona, il libro colpisce il lettore per i contenuti che generano notevoli spunti di riflessione e per l' inequivocabile livello di interesse che gli argomenti trattati provocano da sempre nel pubblico. Voto: 4 / 5 |
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (25-01-2010) Squadra vincente non si cambia. Stesse argomentazioni, stessi temi sia pure riveduti da altre ottiche di racconto, stesso personaggio con variante di accompagnatrice. Stesso personaggio negativo. Dan Brown, spera, giustamente, nelle stesse vendite dei precedenti, con gli stessi diritti venduti a qualche casa cinematografica, con stessi attori di richiamo, che gaurdano il film con gli stessi nervi tesi o gli stessi sbadigli. Stavolta, si spera solo che la Chiesa Cattolica, non gli faccia la stessa pubblicita' dell' altra volta, con gli stessi anatemi. Sono sicuro che il Signor Brown ci spera. Voto: 2 / 5 |
sdf1 (24-01-2010) Sicuramente non un capolavoro ma un libro bello e godibile. I temi trattati sono sempre molto affascinanti e la storia risulta scorrevole. Concordo sul finale un po' deludente e per questo do una stellina in meno. Per chi ha già letto e apprezzato Dan Brown questo libro sarà sicuramente gradito. Voto: 4 / 5 |
Rosco (21-01-2010) Lettura scorrevole e molto coinviolgente, soprattutto dopo la metà del libro, peccato per il finale che invece è stato estrememente deludente e troppo banale. Purtoppo non è riuscito a tirar fuori la stessa enfasi come nei primi due libri (Il Codice da Vinci, Angeli e Demoni). Dopo le banalità e la trama altamente scantata de "La verità del ghiaccio" e "Crypto" speravo in qualcosa di meglio. Voto: 3 / 5 |
Geronimo il perfido (20-01-2010) Un romanzaccio d'appendice !!! Meglio sarebbe stato che Dan Brown avesse continuato a vivere di rendita, sia letteralmente che letterariamente !!! Voto: 1 / 5 |
Angela (17-01-2010) Sono una grande ammiratrice di Dan Brown...
molto intrigante e avvincente l'inizio del libro...splendida la correlazione del simpolismo celato dietro le opere d'arte
Tuttavia, poi l'autore cala in un banalismo completo...le ultime 100 pagine servono solo ad aumentare la noia della lettura...il finale veramente deludente!!!!!
Voto: 3 / 5 |
Cristina (13-01-2010) Sono una grande fan di Dan Brown, ho amato tutti i suoi libri, quest'ultimo libro è scritto bene, in modo chiaro, pieno di colpi di scena, la storia ti prende capitolo per capitolo e poi quello che amo di più dei suoi libri sono le tante cose che si apprendono sui simboli, sulle opere d'arte, sulla storia, amo queste storie di misteri, codici da svelarte, vite da salvare... mi aspettavo di più ma è un bel libro da leggere, per gli amanti del genere lo consiglio. Voto: 4 / 5 |
vitt12 (13-01-2010) Dopo le prime pagine avevo deciso per un bel 5, alla fine son scesa a 2 e se la tirava lunga ancora un po' sarei arrivata a 1. Fotocopia esatta del Codice Da Vinci, cambia solo l'argomento. Identico ritmo troppo serrato ( quante cose riescono a fare questi in una notte...), solito cattivo che poi cattivo fino in fondo non è o per lo meno ha le sue brave ragioni per esserlo(qui è tatuato, là si flagellava), solito buono che ti dà una mano finchè non scopri che sotto sotto non è del tutto angelico e così via. E poi la noia di quelle ultime 50 pagine... Scommetto che se le avesse lette Langdom si sarebbe addormentato pure lui.
Un bel voto lo darei solo a chi ha fatto tutte le ricerche storiche, spero che Dan Brown lo ripaghi con un sostanzioso assegno. Voto: 2 / 5 |
Dennis (13-01-2010) Divertente, scorrevole, con il consueto ritmo incalzante. La struttura narrativa è sempre la solita,e rende la lettura godevole. Un'avvincente "caccia al tesoro" piena di indizi da seguire...peccato però che l'Autore si perda in un bicchier d'acqua, inserendo improbabili quanto inverosimili colpi di scena che, a mio avviso, oltre ad essere inutili, rovinano il romanzo.
Consigliato a chi vuole qualche ora di "intrattenimento", non certo a che desidera letture impegnate. Tutto sommato a me è piaciuto, cmq qualche gradino sotto al Codice. Voto: 3 / 5 |
conteugolino (12-01-2010) Il solito dan brown, bellissimo e godibilissimo - comunque un tantino meno del codice da vinci - fin quando non decide di terminare il romanzo...questa cosa deve metterlo in crisi perchè non riesce mai a scrivere un finale degno del resto del libro Voto: 3 / 5 |
Robin (12-01-2010) Non è male, anche se secondo me è stato concepito per il grande schermo. La storia è fluida e scritta bene e tutte quelle pagine vanno via in fretta, ma il fatto è che le aspettative del lettore (le mie soprattutto) sono enormi e crescono col passare delle pagine. E invece non ci regala niente di niente. Alla fine ho avuto la sensazione di aver saltato delle pagine....
Sicuramente molto meglio il codice da vinci e angeli e demoni. Voto: 2 / 5 |
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (11-01-2010) Un romanzo convenzionale con una trama piatta e un ritmo fin troppo serrato che, proprio per questo, non raggiunge mai i picchi di godibile intellettualismo dei precedenti lavori dell'autore e che piuttosto ha la tendenza a far sprofondare il lettore in gole di catatonico disinteresse, specialmente per quel che riguarda la sorte del protagonista. L'autore, ormai ben consapevole di ogni aspetto del sistema che desta l'interesse attorno ai suoi libri, tenta di risvegliare l'attenzione dei lettori sparpagliando qua e la i suoi collaudati "enigmi simbolistico - massonici", ma qui più che nelle altre opere questi rompicapo hanno ormai il sentore di stantii giochetti enigmistici da spiaggia e alla resa dei conti neanche loro riescono risollevare le sorti di un romanzo che man mano lo si sfoglia sembra sempre più precipitare in una sorta di astenosfera letteraria autolesionistica. L'immancabile scontato epilogo farcito degli ormai noti vaneggiamenti filosofici dell'autore, rispecchia il resto del libro, ma più che una inevitabilmente adeguata conclusione sembra una rampa di lancio per conferire al romanzo il titolo di "Much ado about nothing post litteram". Approfondendo il discorso del finale, anche se è un po' come rigirare il coltello nella piaga, Dan Brown, per quanto di solito sia piuttosto ispirato alla pontificazione sui massimi sistemi del mondo, nelle ultime pagine de "Il simbolo perduto" più che un edotto illuminato divulgatore di arcane verità sembra uno strampalato oratore in preda ad un delirio mistico - tecnologico che adopera mirabilmente la sua favella non tanto per perorare la causa quanto per tentare di giustificare (o forse sarebbe meglio dire "porre rimedio a") quanto precedentemente scritto. Lo stile narrativo di Dan Brown è di facile appeal ma se mancano i contenuti è altrettanto facile che il lettore si stanchi. Detto questo è innegabile che sia una lettura divertente e quotidianamente intrattenitiva ma i capolavori sono altri. In una sola parola: un romanzo interlocutorio. Voto: 2 / 5 |
luca 57 (10-01-2010) concordo pienamente con enrico quando lo paragona a mike oldfield,
dopo il primo capolavoro il quasi buio !!! Voto: 1 / 5 |
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