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Forte Franco - La compagnia della morte | Anno Domini 1176. Nelle campagne vicino a Legnano, i trecento uomini della Compagnia del Carroccio si oppongono all'avanzata dell'esercito del Sacro Romano Impero, guidato da Federico I il Barbarossa. La loro è l'ultima, strenua difesa prima che l'invasore germanico riesca a occupare il Nord Italia, per soffocare nel sangue il fremito d'indipendenza dei Comuni Padani, riunitisi nella Lega Lombarda dopo il giuramento di Pontida. Al comando della Compagnia del Carroccio c'è Rossano da Brescia, soldato di ventura e comandante coraggioso che ha un conto in sospeso con il Barbarossa... Da allora Milano è risorta, e insieme ad altri comuni ha dato vita a un esercito che intende fermare i propositi egemonici del Barbarossa in Italia. Alla guida di questo esercito, un condottiero il cui nome è già leggenda: Alberto da Giussano. Il comandante lombardo ha dalla sua la forza di intere coorti di giovani combattenti, la più famosa delle quali, la Compagnia della Morte, è composta da novecento valorosi votati a tutto per difendere la Lega, La Compagnia della Morte ha come simbolo e baluardo il Carroccio, un enorme carro su cui svettano le insegne della Lega, la Martinella - la campana che sprona gli uomini alla difesa dei loro diritti e del loro territorio -, e il gonfalone con la croce papale. Ed è in onore di papa Alessandro III che i comuni padani hanno fondato Alessandria, una fortezza eretta per resistere all'avanzata del possente esercito imperiale.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.75 / 5Geko (01-03-2012) il libro è di sicuro interesse e si legge con piacere!...peccato vi siano strafalcioni storici che per fortuna non inquinano troppo la lettura; su tutti la coscia di "tacchino" che il Barbarossa getta verso il suo consigliere (tacchino nel 1176 d.C.???)... a parte tali sviste, Franco Forte sa narrare avvincendo il lettore! ora leggerò "i bastioni del coraggio". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Antonella (17-09-2011) Concordo con chi ha apprezzato il personaggio femminile di questo romanzo, Angelica, davvero ben caratterizzato, fresco, moderno, eppure perfettamente inserito nell'epoca descritta. Ho letto altri romanzi di Franco Forte, che ho apprezzato molto (soprattutto "I Bastioni del Coraggio", ambientato nella Milano del 1500), ed ho notato questa sua capacità di costruire personaggi femminili davvero molto forti e tridimensionali, capaci di emergere dalla carta come persone vere. Proprio come Angelica di questo bellissimo "La Compagnia della Morte". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara Adami (15-09-2011) A me Angelica, l'eroina di questo romanzo, è piaciuta moltissimo. Forse a chi ha inserito una critica (vedo un certo Stefano che ha messo per ben due volte lo stesso messaggio, che a me pare davvero campato per aria) avrebbe preferito la classica madamigella dell'epoca che se ne sta zitta e buona in un angolo, a farsi comandare dal maschio di turno e a farsi trattare a pesci in faccia da tutti. Be', invece Angelica è un'eroina straordinariamente moderna e capace di andare al di là degli schemi machisti tipici di chi legge (e spesso anche di chi scrive) romanzi storici, e questo dal mio punto di vista è solo un gran bene. Quindi, da donna, dico: fantastica Angelica!!! E per il resto del romanzo, non posso che spendere belle parole, perché nonostante l'argomento per me un po' ostico, e le tante battaglie e assedi descritti, i personaggi sono credibili e si muovono in uno scenario di vasta portata storica, ottimamente ricostruito dall'autore, di cui ho appena letto un articolo che ha scritto su Focus Storia (come dire che di Storia ne capisce eccome, al contrario forse di chi sputa critiche e sentenze come se ci fosse di mezzo... qualcosa di personale). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (08-09-2011) "di facile lettura, cosa che forse è la migliore del romanzo. Ben documentato ma con uno stile che lo rende più che un romanzo storico, una lettura di avventura ambientata nel medioevo. i personaggi sono un pò stereotipati e si dividono tra buoni e cattivi. taluni, Angelica su tutti, sono poco credibili, quasi imbarazzanti. per usare un'espressione fin troppo cara all'autore, per commentare questo romanzo ""aprì l bocca per dire qualcosa, ma poi la richise e rimase zitto"". Adatto ad un pubblico giovane o a chi non abbia dimestichezza con il genere.
i cultori del personaggio rimarranno stupiti nello scoprire che Alberto da Giussano non è mai esistito." Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio Eluani (02-09-2011) A me questo romanzo è piaciuto molto, e ho apprezzato la ricostruzione storica di un periodo ben poco conosciuto. Così come ho trovato entusiasmanti le pagine dell'assedio di Alessandria, un evento di cui pochissimi hanno parlato (se non nessuno) e, soprattutto, le magnifiche e cinematografiche scene finali dedicate alla battaglia di Legnano, descritte con una verosimiglianza e una intensità tali da lasciare sbigottiti. Se poi vogliamo parlare dei personaggi, Rossano Da Brescia mi pare uno dei migliori charachter storici che siano mai stati costruiti da autori italiani di questo genere letterario, e la figura di Angelica è un'eroina moderna calata nei tumulti di quegli anni, che ben trasmette il desiderio di combattere per la propria terra che servì a un manipolo di soldati a fermare il Sacro Romano Impero.
In definitiva un romanzo molto bello che consiglio vivamente agli appassionati di storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (24-08-2011) di facile lettura, cosa che forse è la migliore del romanzo. Ben documentato ma con uno stile che lo rende più che un romanzo storico, una lettura di avventura ambientata nel medioevo. i personaggi sono un pò stereotipati e si dividono tra buoni e cattivi. taluni, Angelica su tutti, sono poco credibili, quasi imbarazzanti. per usare un'espressione fin troppo cara all'autore, per commentare questo romanzo "aprì l bocca per dire qualcosa, ma poi la richise e rimase zitto". Adatto ad un pubblico giovane o a chi non abbia dimestichezza con il genere.
i cultori del personaggio rimarranno stupiti nello scoprire che Alberto da Giussano non è mai esistito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco (01-06-2011) Alberto da Giussano e la sua compagnia della morte restano sullo sfondo delle vicende dei protagonisti quasi tutti inventati con scarsa fantasia e ampio uso di stereotipi: c'è il prode cavaliere puro e senza paura, la nobildonna bella e intraprendente, il ragazzo scapestrato di buon cuore, i cattivoni di turno. Molte le ingenuità storiche (gli assediati non rovesciavano olio bollente dagli spalti, un cavaliere non avrebbe mai ruotato su se stesso per calare un fendente) e colpi di scena prevedibili presi direttamente dal cinema. Come a volte accade, l'autore sembra essersi reso conto di dover chiudere e dopo essersi dilungato sull'assedio di Alessandria lascia i protagonisti sul campo di battaglia a Legnano. Non lo definirei un libro indimenticabile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marco77 (21-09-2010) bel romanzo storico,ottimi i personaggi di rossano e angelica leggero' altri suoi libri,la martinella suonera' ancora..! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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