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Lolli Massimo - Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio | A Vicenza si fa sesso per cooptazione. Non è importante corteggiare, è importante accrescere la propria appetibilità sociale. E Andrea Bonin, manager di successo dei Tessuti Brustolon, è l'uomo più cooptato in città. Ma da tempo non lo si vede più in giro, pare che lavori a Milano. Eppure lui è a Vicenza, non a Milano, ma non si fa vedere. Perché ha perso il lavoro da più di un anno, e non ne trova uno nuovo. Inganna il tempo spedendo curriculum, seducendo giovani donne, raccattando tardone nelle balere. Ma non può nascondersi la verità: lui che era un figo è diventato uno sfigato. L'unica speranza è a diecimila chilometri di distanza, a Shangai, dove ha un appuntamento con Mr. Ma, top manager della Whang Corporation...
Media Voto: 3.33 / 5anna (22-04-2012) un libro gradevole, realistico e pervaso da una leggera inquietudine che finisce col coinvolgere, facendoti in parte provare le sensazioni che il protagonista descrive. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
xpot63 (13-01-2012) diversi anni fà Massimo Lolli mi aveva fulminato con quel gioiellino di originalità per tematica e forma che era "volevo solo dormirle addosso", quindi fiducioso ho acquistato il suo nuovo romanzo attratto da un titolo azzeccatissimo e noostante la copertina più orrenda della storia dell'editoria. Pessima Idea. L'ho trovato socntato nella descrizione delle sensazioni della perdita del lavoro e dello status, prevedibile nello slang aziendale,orrendo nella scelta dell'uso del veneto, noioso nello svolgimento. Un pregio ....è abbastanza breve. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucio lubongiovanni@yahoo.it (29-12-2011) L'idea è buona, il soggetto attuale. Per di più il tema della disoccupazione "referenziata" è trattato con ironia, senza enfasi o commiserazione.
Emerge il dramma quotidiano di un uomo consapevole di essere finito in un "cul de sac", dal quale non può uscire senza modificare radicalmente l'immagine che ha di se stesso e che pretende abbiano gli altri. Un uomo che si sottrae alla possibilità di un ridimensionamento, che non accetta di "rientrare in se stesso" e, quindi, consapevolmente costruisce un'esistenza farlocca, menzognera, ridicola e tragica, che gli appare l'unica strada percorribile.
Mi pare sia proprio questo il tratto più inquietante del racconto: l'impossibilità di "sparigliare" le carte, di cambiare le regole del gioco, di pensare in modo differente allorquando la vita lo impone, restando ingabbiati all'interno di categorie mentali che ci costruiamo da soli e che costituiscono l'unica castrante certezza della nostra vita.
Lo stile piano contribuisce ad evidenziare la quotidianità del dramma narrato.
Grandioso il personaggio del Provider. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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