|
|  |
Littizzetto Luciana - I dolori del giovane Walter | "Per noi la Jolanda è un oggetto d'uso. Ci basta che funzioni bene e fine. Per i maschi, invece, il Walter è come l'automobile: uno status symbol. Allora ecco che inventano la pomata che lo fa risvegliare di colpo: da spinacio a zucchina in un nanosecondo. E per te maschio che soffri di caduta libera, che hai il walter che fa bungee-jumping, c'è la calamita che te lo tira su come il ponte levatoio dei castelli. Senti anche il rumore: sradadadadan... E poi c'avete sfrantecato con 'sta storia del vostro lato femminile. Non ne possiamo più di vedere uomini che si depilano, tutti Ponzi Depilati. I maschi di oggi son tutti senza peli come pesche noci. Certo, anche noi donne abbiamo i nostri sporchi trucchi. Tipo il Virginity Soap, un sapone che serve a ricostruire la verginità. Se prima della insaponata la vostra Jolanda era una autostrada a quattro corsie, dopo diventa una mulattiera. Se prima era una saccoccia da grembiule, dopo diventa un'asola. Se prima era una nave scuola, dopo diventa una gondola." Parlare di Walter e Jolanda è un modo per parlare del mondo. Luciana Littizzetto lo ha capito. Nelle sue pagine i nostri organi genitali diventano qualcosa di superiore, quasi metafisico: lo yin e lo yan, i due assi cartesiani dell'universo. E come per magia la comicità si allarga e diventa satira. Nel mondo mutevole e scostante, in questi tempi di cambiamenti rapidi e pensieri volatili, a volte basta una sola certezza a cui appigliarsi per non soccombere. Basta un consiglio spassionato, uno sguardo critico, una bella iniezione d’ironia, per riportare ogni tua opinione al suo stato naturale: fermamente attaccata alla realtà.
È questa la chiave del successo di Luciana Littizzetto. Lei non tradisce mai. Non ha retro pensieri, né doppi fini, non compiace il potere e non si auto incensa, non risparmia nessuno, non è politicamente corretta, spesso non si rende conto di quello che dice. Pur essendo un grande personaggio Pop è l’esatto contrario dei tipici prodotti televisivi di oggi, standardizzati e senza cervello. Dal suo scranno di Che tempo che fa, la trasmissione di Rai Tre che la ospita ormai da qualche anno, lancia strali contro i politici e le mode, dissacrando i vizi e le virtù nostrane. Tra una “notizia farlocca” e l’altra la Litti nazionale sgancia delle bombe esilaranti provenienti dalle fonti più varie dell’informazione mondiale. Qualunque cosa può esserle d’ispirazione, dal servizio di costume del TG1 al trafiletto della Settimana Enigmistica, per arrivare a quell’argomento che le sta tanto a cuore: il difficile rapporto tra il “Walter” e la “Jolanda”, le loro trasformazioni negli ultimi anni e l’influenza che hanno questi due “personaggi” ormai leggendari sulla vita politica italiana.
Il momento in cui Luciana Littizzetto dà il meglio di sé è proprio quando si rivolge direttamente ai nostri politici. Sembra di sentirla, mentre vede passare in TV i faccioni dei nostri governanti e gli urla dietro qualunque cosa. Un esempio spassoso?
Siamo veramente dei dementi. Napisan? Rinchiudici tutti in manicomio e butta via la chiave che sei l’unico che ha ancora un po’ di senno a questo mondo. Dico, avete visto l’ultima scheda elettorale? Una scheda enorme. Saranno stati due ettari di cellulosa. Non era una scheda. Era un pareo. Una tovaglia da picnic dove potevi usare i simboli dei partiti come sottobicchieri. Se ci facevi un buco in mezzo la potevi utilizzare come poncio. Un incubo pure il ripiegamento. La mia ha fatto la fine di una cartina stradale che come la pieghi la pieghi non c’è niente da fare, non si sistema più.
Impossibile fermarsi, impossibile trattenere una risata. Questo è un libro che si legge a voce alta, per far ridere un po’ tutti, magari imitando quella voce stridula e quell’accento torinese di cui non riusciamo più a fare a meno. E come nell’ultimo libro dedicato a lei, “la Jolanda” (La Jolanda furiosa, 2008) anche in questo nuovo libro dedicato al “Walter” e alle sue ultime prodezze possiamo gustare l’ormai imperdibile lettera a Babbo Natale che, naturalmente, si commenta da sola…
”Tante cose abbiamo da chiederti, Babbo mio, Babbo santo, Babbalone bello. È vero che Brunetta è uno dei tuoi elfi che costruiscono i regali? Sei stato bravo a mandarcelo. Ci ha insegnato che siamo fannulloni. Ora però che lo abbiamo capito, per cortesia, riprenditelo.
Caro Babbo. Portaci tanti doni. Anche se non siamo stati tanto buoni. Porta delle balle nuove a Napisan che a forza di girare gli si sono consumate e a Maroni un completo diverso che vestito così gli manca solo il dente d’oro e poi lo prendono per uno zingaro. Dona una esse funzionante a Nicky Vendola che dice delle cose tanto belle ma se pronuncia la esse esce solo saliva. Fa che Schifani e Bondi si fondano insieme e diano vita a un nuovo organismo vivente, lo “Schifondi” e porta una nuova moglie a Berlu che dopo la Veronica è tanto solo. Sceglila tu, però ricordati che è vero che la bellezza non conta, ma se gliela trovi racchia siamo di nuovo punto e a capo”.
7 recensioni presenti. Media Voto: 1.85 / 5giorgio g (22-11-2011) Ho letto cinquanta pagine del libro e mi sono arreso. A questo punto non mi resta che riportare quanto avevo scritto a proposito di un altro libro ("La Jolanda furiosa") della popolare Luciana: "La comicità cambia se è recitata, magari con un appropriato tono di voce e una mimica particolare, se è condensata in una mezza colonna di giornale o se è spalmata sulle quasi duecento pagine di un libro: questa considerazione è alla base dell'indubbio successo di Luciana Littizzetto nelle sue apparizioni televisive, dove le si perdonano tutte (o quasi) le scurrilità verbali, dell'accettazione un po' rassegnata delle sue esternazioni su quotidiani e riviste e del senso di fastidio che ci arreca un intero suo libro. Non me ne voglia la simpatica Luciana: è una sensazione che si riscontra per quasi tutti i libri del genere. Quale il rimedio? O smettere di scriverne (e i diritti d'autore?) o - per il lettore - smettere di comprarne (e i diritti d'autore?)." Ma perché ho ripreso in mano un libro della Littizzetto? Mah, nessuno è perfetto Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Cristina V. (27-06-2011) 199 pagine passate a ridere con le lacrime agli occhi, mi avranno sentita pure i vicini. La Liti con ironia ti racconta il mondo che viviamo, contro le ipocrisie dei giorni nostri.Finalmente un po' di leggerezza! CONSIGLIATISSIMO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vitt (05-02-2011) Sempre le stesse cose, fritte e rifritte. I primi libri erano divertenti, pieni di brio e controcorrente, anche perchè unici nel loro genere. Ma adesso, soprattutto quest'ultimo è sempre noioso, prevedibile e scontato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
adriana (03-02-2011) L'ho trovato giù di tono e noioso: monologhi sempre uguali a quelli già utilizzati in tv.
Annoia il lettore, non cattura la sua attenzione. Dovrebbe accantonare l'idea di fare monologhi e magari scrivere un vero libro con un inizio e fine. Però ciò non toglie che rimane sempre una grande artista. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Zoe (11-01-2011) Una delusione su tutta la linea, per me che ho tanto amato la Litti delle "verdure". Basta, è l'ultima volta che compro un suo libro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
baby (05-01-2011) in effetti non c'e' nulla di nuovo rispetto ai suoi monologhi in tv speravo qualcosina di meglio Voto: 2 / 5 |  |  |  |
paola (03-01-2011) è da 10 anni che scrivi le stesse cose, che sono anche quelle che dici in trasmissione. Poichè molte volte ci descrivi la vita in maniera comica ma realista, perchè non fai dei libri che non ripetano continuamente la storia di walter o di iosalnda, o di calzini e pigiami larghi..
E noi donne ci siamo mai guardate come ci riduciamo ? Banale, ripetitivo, sciocco Voto: 1 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Littizzetto Luciana |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|