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De Crescenzo Luciano - Ulisse era un fico | "Perché leggere l'Odissea?" potrebbero chiedersi i ragazzi di oggi. Perché perdere tempo con la mitologia che racconta storie di migliaia di anni fa quando adesso esistono i videogiochi, la televisione e i film in 3D? Perché, parola di Luciano De Crescenzo, le storie degli eroi e degli dèi dell'Olimpo sono piene di colpi di scena, di amori, tradimenti, viaggi da sogno e vendette alla "Rambo". Perché la mitologia è "la capostipite di tutte le telenovelas, la madre di tutti i romanzi d'avventura, il prototipo di tutti i serial". Perché Ulisse era, più di tanti vip del nostro tempo, un vero "fico". Dopo "Socrate e compagnia bella", De Crescenzo dedica al nipote, e ai giovani come lui, questo atto d'amore per Ulisse e tutti i miti greci, nella speranza di trasmettere, come un contagio, la sua passione: "Vorrei farti travolgere dalle avventure di Ettore e Achille, farti sorridere per le bisbocce fra Zeus ed Era, commuovere per la vicenda di Orfeo ed Euridice. Tu che così tanto tempo passi davanti allo specchio, avrai da pensare leggendo il mito di Narciso, e troverai un compagno della tua voglia di ribellione nel testardo Prometeo. L'amore, che in questi anni stai scoprendo, lo troverai riflesso ed esaltato nella favola di Amore e Psiche, ma anche nei suoi aspetti meno 'platonici', nei ritratti di Dioniso e Afrodite. In mezzo a dèi ed eroi ritroverai pregi e difetti di noi umani, e ti sorprenderai che storie raccontate migliaia di anni fa abbiano così tanti punti in comune con la tua vita di ogni giorno".
Media Voto: 4.5 / 5Giovanni giovanniturrisi@yahoo.it (06-11-2010) Buon libro, ultimo della serie dell'Ing. De Crescenzo.
Ideale per chi vuole conoscere qualcosa sulla mitologia greca, ben scritto come tutti i libri dell'autore.
Libro che si legge velocemente. Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Arkadin arkadin70@yahoo.it (03-05-2010) Ennesimo divertissement miticoletterario di uno degli autori più simpatici e preparati del panorama librario italiano. L'autore nella vana speranza di far innamorare dell'epica greca il suo giovane nipote, ci rinarra con gustosa acutezza le gesta del personaggio mitico più "richiamato" della letteratura di sempre Ulisse.
Tra le righe si evince nell'autore un sentimento comune a molti, e cioè il non aver ancora accettato dopo sei secoli che l'eroe degli eroi nella mitica Divina Commedia dantesca sia dovuto esser posto ipocritamente e per calcoli politici nell'Inferno. Un'ingiustizia che ancora brucia forte nei cuori di chi considera la cultura ellenica come la vera progenitrice del nostro attuale occidente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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