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Defilippi Alessandro - Danubio rosso. L'alba dei barbari | Anno 376 d.C. Il vecchio mondo sta morendo. I figli delle streghe e degli spiriti del male, hanno lasciato le steppe dell'Asia centrale seminando morte e distruzione nel loro cammino verso ovest. Costretti ad abbandonare le proprie case e ormai ridotti alla fame, i Goti ora premono sui confini dell'Impero Romano. Vogliono passare il Danubio, chiedono cibo e terre da coltivare. La decisione spetta a Valente, tormentato imperatore d'Oriente, vecchio e malato: accogliere le loro richieste oppure affrontare il nemico in campo aperto? Per le trattative l'imperatore invia al confine il suo più fidato consigliere, ponendolo sotto la scorta di Batraz, magister della sua guardia personale. A fronteggiare Fritigerno, il temuto capotribù dei Goti, si trovano così due barbari romanizzati, diversissimi per temperamento e propositi: pagano fedelissimo all'imperatore, Batraz; potente monaco del Cristianesimo in ascesa e profeta dell'imminente avvento dell'Anticristo, l'altro. Mentre dalla sponda romana del Danubio osserva la lunga fila dei carri barbari pronti ad attraversare il fiume, Batraz sa che niente rimarrà uguale a prima, ma allo stesso tempo sente che nel mondo nuovo che si prepara non potrà più esserci posto per lui. Tra presagi nefasti e scontri sanguinari, fra tradimenti meschini ed eroismi disperati, corpi e anime convergono ineluttabilmente verso lo scontro conclusivo: Adrianopoli, "il giorno del sangue" che segna il tramonto dell'impero.
Media Voto: 3.5 / 5Claudino (12-02-2012) Collocato a metà tra lo storico e il fantasy, possiamo valutare D.R. un buon libro. I salti temporali tra i vari capitoli possono creare un po' di confusione e ci può stare, - considerando che la trama si sviluppa tra il presente del protagonista (Batraz), narrato da una voce "fuoricampo" che sembra essere sempre lui in modo impersonale, ed i suoi "flashback" narrati in modo diretto - ma al tempo stesso contribuiscono a rafforzare quell'alone di forza e mistero che circonda la sua figura di condottiero impavido, eroico, gentile e potente, che piace tanto all'immaginario collettivo.
Precisi riferimenti storici, azione più che sufficiente e sentimenti repressi non mancano a rifinitura di un'opera abbastanza gradevole che lascia sempre un po' d'amaro in bocca agli amanti del genere, riportando il pensiero sulla caduta dell'immenso impero di Roma. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (06-02-2011) Un buon libro, una buona storia che dà uno spaccato del periodo.Poteva però essere sviluppata meglio la figura del protagonista, da leggere per gli amanti del genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro (06-02-2011) Purtroppo non posso dirmi soddisfatto di questa lettura, anche se lo spunto è originale e l'ambientazione, in astratto, molto affascinante... La narrazione procede a singhiozzo (forse perché si cerca di creare in questo modo una suspense che però cade puntualmente a vuoto) e, spesso, è piuttosto confusa, cosa che non riesce a rendere avvincente il racconto; i personaggi sono stereotipati e, salvo qualche annotazione scolastica su usi e costumi di Goti, Unni e Romani del tardo Impero, la vicenda potrebbe essere ambientata in un posto qualunque e in un'epoca qualsiasi; la trama consiste perlopiù non di azioni, ma di semplici descrizioni, dai toni spesso melodrammatici, dei crucci che assillano i personaggi stessi. Da ultimo, il continuo saltellare dei capitoletti da un posto ad un altro (con tanto di indicazione in apertura della data e del luogo, come se fosse un romanzo di Tom Clancy o di altri autori americani, però buffamente secondo il calendario romano), alla lunga diventa fastidioso. Insomma, la sponsorizzazione con la faccia di Valerio Massimo Manfredi esibita in copertina mi aveva fatto sperare in qualcosa di meglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Laura (30-01-2011) avvincente e appassionante Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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