|
|  |
Camilleri Andrea - L' intermittenza | Una grande azienda, la Manuelli, che sostiene l'economia del Paese e dà lavoro a migliaia di operai. Il suo presidente, vecchio padre della rinascita industriale italiana. Il figlio di lui, inetto e velleitario. Il direttore del personale, abile e cinico. E il direttore generale, il solo a non mostrare cedimenti: Mauro De Blasi. Su questa realtà si allunga l'ombra della crisi: e allora bisogna tagliare e cassintegrare, trattare con ministri e sottosegretari, fronteggiare sindacalisti e occupazioni. Ma la Manuelli tiene botta, anzi, fiuta l'affare: si tratta dell'azienda Birolli, il cui proprietario è assillato dai creditori e pronto a svendere tutto pur di salvarsi. Un solo bene nemmeno il curatore fallimentare potrebbe togliergli: la nipote Licia, superbo esemplare di femmina determinata, intelligente e sensuale. Ancora una volta Mauro De Blasi si dimostra più furbo di tutti anche se c'è qualcosa, uno strano fenomeno, che inizia a manifestarsi con inquietante frequenza nelle sue giornate: l'intermittenza. Un thriller finanziario spietato, un dramma che ha il passo implacabile che Camilleri ci ha già mostrato in "Un sabato, con gli amici", quando i suoi personaggi appaiono scolpiti con scabra efficacia, quasi con crudeltà, rastremati attorno alle pure motivazioni del loro agire: l'odio, il desiderio, la vendetta, il potere.
18 recensioni presenti. Media Voto: 2.66 / 5Salvatore Palma (29-09-2011) Il mondo delle grandi aziende del Paese, la loro concorrenza sleale e spietata, il cinismo e la spregiudicatezza dei manager che pur di affermarsi sono disposti a qualsiasi compromesso anche a danno dei lavoratori, i tradimenti incrociati conditi con qualche scenetta erotica (inserita forse più per motivi di "cassetta" che per reali esigenze narrative): in questo ambiente si dipana la trama di questo piccolo romanzo-thriller. La maestria di Camilleri rimane invariata ma questa volta non appare all'altezza della sua fama che anzi si appanna di fronte a performance così scadenti. Si avverte una sensazione finale di "piattezza" e di noia assolutamente inattesa per per un autore tanto importante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Albert alberto.caruso2@alice.it (08-07-2011) Ho letto questo libro perchè mi è uscito in regalo in seguito ad un ordine che ho fatto. Spendere 18, 00 Euro per un libro piccolissimo che si legge in poche ore, non ci avrei pensato proprio. E' ben lungi dal definirlo un thriller, più che altro sembra un soggetto da film tv. Parla di una società priva di valori, di una morale, di manager spregiudicati dove esiste solo il denaro, il potere, le belle donne, che quest'ultime non si tirano indietro di fronte le avances di questi play boy. L'autore si è troppo soffermato sulle scene di sesso, e non mi è piaciuto che sia andato proprio nei dettagli, sarà che sono un pò all'antica. La parte che più mi è piaciuta è stato il finale in cui il protagonista principale che si credeva tanto Onnipotente viene colto dalla fatalità del destino Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lettore4 (28-04-2011) Medesima sensazione di molti lettori che mi hanno preceduta: libro orribile, confuso, scritto male con ripetizioni che richiederebbero, per rispetto del lettore, almeno una buona revisione delle bozze. I personaggi sono stereotipati, così come le situazioni e non accade nulla di realmente interessante. Anche con la lista, ad inizio libro, dei personaggi ci si perde perché nessuno di loro riesce a farsi amare, odiare, ricordare, insomma. Camilleri non può ovviamente scrivere troppi episodi della saga di Montalbano, ma perché deve compromettere il suo rapporto con il lettore? Non credo sia una questione economica, probabilmente si lascia tentare dalla vanità di essere sempre presente in classifica. Ed è un peccato. Perché, pur amando il suo esperimento linguistico nei romanzi con Montalbano, dopo questo libro ed il precedente su Caravaggio, non comprerò più nulla di quest'autore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maunakea (05-04-2011) Piaciuto molto, altro libro in italiano, questo alternarsi di generi lo trovo molto interessante, non crea monotonia. La descrizione dei personaggi è il punto di forza del libro, aggiungendo che non si capisce fino quasi alla fine dove possa mani andare a parare. Molto interessante io lo consiglio anche se non mi sorprende che abbia deluso molti fan attaccati al solito canovaccio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fiorella (22-02-2011) Quando Camilleri descrive la società attuale(come è accaduto anche in "Un sabato con gli amici")dimostra una negatività eccessiva, descrizioni di sesso volutamente? volgari, un cinismo a senso unico che non salva nessuno e lascia con l'amaro in bocca. Capisco che il mondo che ci circonda è pieno di persone che passerebbero anche sul cadavere della madre per raggiungere i loro scopi, ma non esiste solo questa umanità, c'è sempre qualcosa o qualcuno che ci fa ricredere. Ecco questo rimprovero al Maestro che la sua vecchiaia partorisca libri così cinici che non dà alcun piacere leggere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giorgio g (21-02-2011) Camilleri ci trasporta dal sole della Sicilia alle nebbie del Nord: cambiano il paesaggio, l'ambiente, i personaggi ma la sua maestria resta immutata. Qui non si tratta dei piccoli o grandi delinquenti di Vigata ma di una delinquenza più subdola, quella dei cosiddetti colletti bianchi, i supermanager delle grandi industrie che lottano senza esclusione di colpi per sopraffarsi a vicenda; delle loro donne, mogli, segretarie, amanti; dei loro galoppini complici in ogni turpitudine in un succedresi di colpi di scena da lasciare senza fiato. Una quantità di personaggi in cui si rischia di smarrirsi; per fortuna ci soccorre l'indice dei personaggi al'inizio, come in ogni buon romanzo giallo. Che dire, in conclusione? E' un libro da leggere in un fiato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leo (23-01-2011) Non sono per niente d'accordo con le stroncature che ho letto nei commenti. Ho l'impressione che in molti abbiano criticato il romanzo solo perché esce dai temi e dallo stile dello scrittore. Per me è stato il primo libro di Camilleri e mi è piaciuto. Credo abbia effettivamente dei meriti. Prima di tutto l'ambientazione è originale e molto attuale. Non c'è nessuna indagine, non c'è la Sicilia, non c'è omicidio, solo l'intreccio delle vite di successo degli "squali aziendali" disposti a mettere da parte qualsiasi morale pur di ottenere successo, soldi e donne... tutto in questo romanzo è prostituito non c'è sentimentalismo ma solo la feroce ottica del fine che giustifica i mezzi. Fotografia di ciò che manca nel mondo aziendale -e non solo- di oggi: l'etica. Nello sfondo di una società ormai ipersessualizzata gli uomini sono guidati dalla lussuria e le donne sono impegnate a fare valere il "capitale erotico" con risultati intermittenti.
Lo stile di scrittura è arido, vuoto e spietato come lo sono i personaggi. Se Camilleri voleva sperimentare (a 85 anni!) secondo me ci è riuscito bene. Il mio voto sarebbe 4/5 ma vado per il 5 per bilanciare i giudizi negativi che non merita assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gloria (23-11-2010) A me è piaciuto molto...sbaglia chi paragona tutta l'opera di Camilleri a Montalbano - L'intermittenza è veloce, attuale e godibilissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lucio Forma (21-11-2010) Peccato senile del Maestro???? Glielo perdono. Hanno ragioni alcuni lettori una shoap opera tv. ..aloha Voto: 2 / 5 |  |  |  |
pipposapienza (17-11-2010) Più che un romanzo, sembra una sceneggiatura (anzi: un canovaccio) per una fiction televisiva di basso livello, scritta in un italiano scialbo, senza muscoli e senza nervi. Voto: 1, perchè meno non si può dare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
NADIA3 (15-11-2010) Se questa soap opera simil-pruriginosa l'avesse scritta un autore qualsiasi ci poteva anche stare ma Camilleri che c'azzecca? E poi che bisogno c'era di scriverla? Per me esiste solo Montalbano gli altri esperimenti sono solo tempo perso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Cristina (04-11-2010) I recenti avvenimenti che coinvolgono le più alte cariche dello Stato, dovrebbero far riflettere i lettori che hanno stroncato questo romanzo bollandolo come inverosimile, volgare con troppi riferimenti sessuali, ecc...
Molti dei personaggi di questo romanzo appaiono come vermi e pusillanimi, le donne senz'anima e vendute al migliore offerente: embè?
La realtà supera ampiamente la fantasia di Camilleri che, ancora una volta, mi pare perfettamente collegato.
Ho apprezzato molto l'intrigo societario e l'escamotage utilizzato dagli affaristi protagonisti del romanzo (che non svelo, ovviamente) dato che mi sono occupata per anni di Società quotate in Borsa.
Ottimi anche i passaggi "nevrotici"che ci svelano il pensiero intimo e la visione di questi esseri torbidi ed egoisti.
E' un'affresco gotico,tremendamente attuale e teso.
Il romanzo è breve perchè la corda che viene tesa per tutto il romanzo è ovvio che non possa durare a lungo...
Chapeau Camilleri, ancora una volta! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristian (02-11-2010) Sottovalutato... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chicca63 (28-10-2010) Mi associo alla maggioranza dei commenti negativi.
Il libro è davvero brutto, insulso, volgare, con argomentazioni trite e scene déjà vu e déjà lit, al limite della noia.
Stupisce che questo Camilleri sia lo stesso che scrive (o dovrei dire scriveva) sublimamente del mitico commissario, anche se occorre precisare che le ultime puntate del suddetto Montalbano, qualche pecca di scrittura e plot l'hanno pure rivelata.
Nell'attesa di leggere l'ultimo capitolo della storia del commissario di Vigata, mi sembra corretto dire che il dubbio sulla paternità di questo libro (e di qualche altro) è ben più che legittimato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gi (10-10-2010) La prima domanda è: chi ha scritto questa cosa?
Che già chiamarla libro/romanzo mi sembra un'eresia; risposte possibili: 1) un ghostwriter di bassa lega; 2)un Camilleri inaridito; 3)un Camilleri alle prese con fantasie sessuali che non riesce più a mettere in pratica. Questo scritto, così d'acchitto mi fa venire in mente Beatiful, che, per fortuna, non ho mai visto ma sciaguratamente non ho potuto evitare di sentirne parlare. Potrebbe passare se letto come un abbozzo di sceneggiatura per una soap diinfimo ordine. E non è il primo scritto in cui il Camilleri scivola verso il vuoto; anche con "Il tailleur grigio", a mio parere ha preso uno scivolone. Beh, non nascondiamoci anche che gli ultimi Montalbano difficilmente possono essere messi in bella mostra ma, almeno, in un modo o nell'altro, il commissario, riesce a sopravvivere. Eppure non è passato molto tempo in cui il nostro autore ha prodotto delle bellissime storie, sia appunto come trama che come prosa; mi riferisco alla "trilogia": Il casellante, Maruzza Musumeci e Il sonaglio.
Questo "l'intermittenza", avrebbe potuto essere pubblicato come racconto a puntate su qualche settimanale da tavolino di parrucchiere; forse li non avrebbe stonato. Sicuramente l'editore, e il Camilleri che si è prestato, hanno fatto un'operazione meramente di lucro, alle spalle di lettori che comprano sovente sulla fiducia dell'autore. Non dimentichiamoci, infatti, che questa cosa viene venduta al modico prezzo di 18, dico diciotto, Euro. Profondamente deluso, peccato non si possa esprimere un punteggio inferiore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca (09-10-2010) non sono d'accordo con i commenti di chi mi ha preceduto. A me il libro è piaciuto molto, simile a "Un sabato con gli amici". Cruda e veritiera la storia, di che ci meravigliamo? la vita vera è anche quella raccontata nel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
massimo r. (27-09-2010) Si ha l'impressione che Camilleri abbia fretta di scrivere e idee che,se sviluppate e articolate, renderebbero meglio, vengono sprecate e immiserite proprio da un eccesso di superficialità. D'accordo che non ci resta un tempo infinito, ma non è preferibile aggiungere qualità e non quantità ...? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabrizio mailand (18-09-2010) E ci risiamo! Il mio grande e amatissimo Maestro di P.to Empedocle ( cui sono devoto da sempre, li ho letti tutti), a mio modesto parere, ha fatto ancora flop, ma ugualmente andrà in testa alle classifiche, perchè l'Autore è un grosso business per le editrici, qualunque cosa scriva. Come Biagi ai tempi d'oro.
Peccato, ma poi sarà realmente tutta farina del suo sacco?! i dubbi cominciano a farsi strada con sempre più frequenza e forza.
Allora... trama esile e scontata, trita e ritrita, personaggi appena abbozzati, ritmo velocissimo da scrittura per filmografia, un appiccicarsi di tante videoclip sceniche; ingredienti, i soliti di questa nostra società del molto apparire e del poco essere: ricchi industriali,aziende decotte, manager sopravvalutati e sovrappagati, affari loschi, intrallazzi con la politica, tanto sesso, corna, villone e macchinoni.
Scrittura (neanche convincente) in italiano.
A parte i luminosi sprazzi de "Il nipote del Negus" e de la saga montalbana " La caccia al tesoro", il 2010 - secondo me - è stato piuttosto grigio per il mio amato AC.
Sarà l'età o qualche ghostwriter non all'altezza?!? Boh... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Camilleri Andrea |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|