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Tani Cinzia - Lo stupore del mondo | Roma, 1201. Il piccolo Pietro si è appena abbandonato all'abbraccio della levatrice, quando un tuono improvviso irrompe su palazzo Graziani, la balia perde la presa e il primo dei due gemelli appena venuti alla luce le scivola dalle mani. In quel tuono inspiegabile, a ciel sereno, è racchiuso il cattivo presagio che condiziona il destino di Pietro: nel suo volto, irrimediabilmente deturpato dalla caduta. Con il tempo l'isolamento rende il ragazzo diffidente, cupo e determinato, almeno quanto suo fratello Matteo cresce fiducioso e remissivo, ben voluto da tutti. Solamente il sogno di diventare cavaliere sembra accomunarli. Lontano da Roma, vivono invece gli altri protagonisti del romanzo, la bella Flora e il suo amato e sfuggente Rashid. Separati dai conflitti religiosi di una Sicilia assolata e rigogliosa, i due si ritroveranno nuovamente insieme, adulti, nella reggia pugliese dell'imperatore, a Foggia. Ed è proprio Federico II, l'uomo potente impegnato nei continui conflitti con il Papato e la Lega Lombarda, a muovere Pietro, Matteo, Flora, Rashid e tutti gli altri personaggi, a spingerli a congiungersi o scontrarsi seguendo l'amore e la gelosia, il tradimento e la vendetta. Fino al rogo della città di Victoria, alle porte di Parma, dove l'imperatore ha trasferito il tesoro, l'harem, i serragli con gli animali esotici e il suo prezioso trattato sulla caccia con il falcone. E dove ogni destino troverà compimento.
Gianca (23-05-2012) Ma come si fa a scrivere un romanzo con pretese storiche citando patate (p.266) e giaguari (p.261) che ancora non erano conosciuti perchè l'America ancora non era stata scoperta? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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