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Ruiz Zafón Carlos - Il palazzo della mezzanotte | Calcutta, 1916. Una locomotiva infuocata squarcia la notte portandosi dietro un carico di morti innocenti. Sotto una pioggia scrosciante, quella stessa notte, un giovane tenente inglese sacrifica la vita per portare in salvo due gemelli neonati inseguiti da un tragico destino. Calcutta, 1932. Ben, il gemello maschio, compie sedici anni, lascia l'orfanotrofio St. Patricks e festeggia l'inizio della sua vita adulta. È anche l'ultimo giorno della Chowbar Society, un club segreto che conta sette orfani come Ben, riunitosi per anni allo scoccare della mezzanotte sotto un tetto di stelle, nella sala principale di un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte. I sette ragazzi sono sicuri che quella sarà la loro ultima notte insieme, ma il passato bussa alla porta di Ben: la bellissima gemella che non sapeva di avere entra nel Palazzo con una pazzesca storia da raccontare. Le braci dell'incendio di sedici anni prima ricominciano ad ardere. Per tre interminabili giorni i membri della Chowbar Society cercano di decifrare ciò che si nasconde dietro al passato di Ben e di sua sorella, mentre combattono contro un secondo terribile incendio appiccato da un'ombra misteriosa. E, quando ormai l'inferno sembra aver preso il sopravvento e il compiersi del destino inevitabile, il fuoco all'improvviso si spegne... e una candida neve scende sulle strade di Calcutta. Sembra quasi giustificarsi, Carlos Ruiz Zafón, nella nota che accompagna il suo nuovo romanzo. Quasi si schermisse del fatto di aver dato alle stampe la sua produzione giovanile, originariamente destinata a un pubblico di ragazzi. Pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1994, molti anni prima che lo scrittore ideasse la sua meravigliosa trilogia dedicata alla città di Barcellona (di cui attendiamo l’uscita del terzo episodio, dopo L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo), questo romanzo ha tutte le carte in regola per rientrare nella produzione più alta dell’autore catalano. La nota introduttiva, in cui si chiarisce la dimensione giovanile del romanzo, non ha ragion d’essere: in questo libro sono già presenti tutti gli elementi tipici della sua produzione letteraria.
La magia, il mistero, la suspense, il fascino dei personaggi, dipinti nella loro ingenuità e nel loro quotidiano eroismo, l’architettura di una città oscura e avvolgente, una trama che non lascia un attimo di respiro e la prosa semplice, accattivante e trascinante. Che i protagonisti di questa storia siano un gruppo di adolescenti non può che essere un valore aggiunto. Siraj, Isobel, Roshan, Seth, Ian, Michael e poi, naturalmente Ben, sono i sette componenti della Chowbar Society, la società segreta che si riunisce, tutte le notti a mezzanotte, all’interno di un vecchio casermone diroccato: Il palazzo della Mezzanotte. I membri della Chowbar Society, ospiti dell’istituto St. Patrick’s, orfani sperduti per le strade malsane e pericolose della Calcutta di inizio Novecento, hanno un’unica missione comune: affrontare insieme ogni pericolo. Per molti anni si sono riuniti tutte le notti per ascoltare le leggende della città nera, declamare versi, abbozzare ritratti e mettere in scena drammi.
Fino a quel torrido maggio del 1932, l’anno in cui tutti avrebbero compiuto sedici anni e sarebbero stati liberi di uscire dall’orfanotrofio e di seguire la propria strada. Ma proprio la notte in cui venne fissata l’ultima seduta della società segreta, alla porta del direttore, Thomas Carter, si presentarono una donna e sua nipote Sheere. Il direttore conosceva molto bene quella donna, era la moglie del suo migliore amico e aveva già bussato alla sua porta nel 1916, quando gli aveva affidato un neonato. Ai tempi Carter aveva accolto il bambino senza fare troppe domande, aveva accettato di proteggerlo e lo aveva chiamo Ben, in onore di Benjamin Franklin. Ora quella donna era tornata a Calcutta insieme a una ragazzina della stessa età di Ben, la sua gemella, scampata anche lei, dopo moltissime peripezie, alla furia assassina di un pericoloso criminale, che, chissà per quale oscuro motivo, voleva distruggere la progenie dell’anziana donna.
Lo scetticismo dell’uomo di scienza si arrese di fronte alla realtà solo quando un devastante incendio distrusse il suo ufficio rischiando di travolgerlo. Solo allora capì che i due ragazzi erano davvero in pericolo.
Sulle tracce di un indizio in grado di riportarli in un misterioso passato, il gruppo di ragazzi e Sheere percorreranno la strada verso la verità. Due di loro cercheranno dei vecchi documenti nella biblioteca dell’Industria, tre andranno alla ricerca del vecchio palazzo progettato dall’ingegner Chandra Chatterghee, il padre dei gemelli, e altri tre si ritroveranno alla stazione di Jheeter’s Gate, un vecchio capannone distrutto da un incendio nel 1916. In quel terribile incidente, oltre ad andare in fumo l’opera di ingegneria più importante di Chandra Chatterghee, perderà la vita la loro giovane madre mentre un convoglio di trecento orfani stipati su un treno entrerà in stazione avvolto dalle fiamme. Per conoscere il loro destino Ben e i ragazzi della Chowbar Society avranno a disposizioni tre lunghe notti, in cui dovranno affrontare le loro paure più profonde: il buio, la solitudine e una pericolosa lingua di fuoco.
Recensioni 1 - 20 di 83 recensioni presenti. Media Voto: 3.02 / 5Andrea andripoly@hotmail.it (16-12-2011) Ho trovato strano il fatto che Zafòn ambientasse un romanzo a Calcutta, perché la città ha ben poco a che fare (credo) con le sue origini, ma ora invece penso che nessun'altra città potrebbe essere stata migliore di questa come scenario di un altro mistero da risolvere, e di questa storia particolarmente. La storia in sé è molto intrigante e appassionante e lo Zafòn che traspare è quello di Marina? ma ho purtroppo notato che è "prevedibile" nelle situazioni descritte. In alcune parti del libro infatti è facile capire come andrà a finire. Per altre invece (come è solito dell'autore)? un vero colpo di scena! 4/5: il libro mi è piaciuto molto (intendo come modo di scrivere, come dialoghi, ecc.), la storia mi ha coinvolto (anche se, ripeto, alcune parti potevano essere scritte in modo meno scontato) e poi perché è Zafòn! E solo lui sa catturarti in un modo indescrivibile Voto: 4 / 5 |  |  |  |
india (08-09-2011) Dopo aver letto "L'ombra del vento", capolavoro indiscutibile e "Il gioco dell'angelo", "Il palazzo della mezzanotte" mi ha deluso. Trama inconsistente nonostante l'ambientazione a Calcutta che è ciò che mi ha attirato e nonostante la scrittura di Zafòn sempre fluida ed accattivante. Vero è che è nato come romanzo per ragazzi, ma mi pare comunque scontato anche per loro! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
annamaria (28-07-2011) ho finito da poco di leggere questo libro e devo dire che, nonostante sia un libro dedicato ad un pubblico adolescente. mi è piaciuto molto. La sua lettura mi ha catturato fin dalle prime righe e pur di sapere l'epilogo di questa storia, l'ho letto tutto di un fiato nel giro di due giorni. Certo il paragone non regge con L'ombra del vento, ma comunque un libro da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Salvatore (18-06-2011) L'altro giorno ho terminato questo bellissimo libro...che dire...come hanno già sicuramente detto è destinato ad un pubblico giovane anche se la storia un pò intricata può essere tranquillamente letta da un pubblico adulto.
Questo perchè inizia come qualsiasi libro un pò di fantascienza però poi emerge quel lato originale dello stesso scrittore che dà alla storia una svolta al quanto originale!
Molto bella inoltre è la morale finale e il significato nascosto che ti lascia dentro. Appurato il fatto che son diventato un ammiratore di Zafon ora comprerò gli altri suoi libri! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tiziana (11-06-2011) originale, fluido, scritto in stile impeccabile e avvolgente. Ruiz Zafon non sbaglia un colpo e stupisce sempre, coinvolge e crea attesa.Davvero uno scrittore interessantissimo e da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giacomo (07-06-2011) Di questo libro mi è piaciuta solo una cosa: lo stile di Zafon..nonostante a mio avviso una storia poco riuscita in vari aspetti, l'autore si dimostra un genio nel dipingere le atmosfere sempre sognanti dei suoi libri. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
betty (31-05-2011) Un libro deludente...una favola poco riuscita... peccato, ho letto tutti i libri di Zafon e questo è il primo che devo bocciare...confido nel prox... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
rockhound (21-05-2011) Si nota senza fatica come il libro appartenga all'opera di Zafòn precendente l'Ombra del vento; forzature nella storia, finale non convincente, personaggi che non catturano. Resta il fatto che anche se Zafòn pubblicasse una lista della sua spesa giornaliera varrebbe la pena leggerla, per il suo stile ricco di fascino. Da leggere solo se si ha già divorato i primi 3 pubblicati. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MB (08-04-2011) Bellissimo, magari non come i precedenti, ma è difficile uguagliare "l'ombra del vento" quindi.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
asterix (05-04-2011) "Il palazzo della mezzanotte" é un libro scritto per ragazzi; per questo motivo la trama non é paragonabile a quella de "L'ombra del vento" e altri libri di questo autore. Lo stile inconfondibile di Zafón cattura il lettore fin dalle prime pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bobo83 (04-04-2011) Non si può definire il suo miglior libro, ma ha sempre quell'aura di mistero. Si nota subito che si tratta di una storia rivolta ad un pubblico adolescenziale, ma già qui si intravede il suo stile che ne farà in seguito un grande scrittore.
Nulla da dire per il modo di scrivere, scorrevole e avvolgente.
Consigliato per una lettura tranquilla e spensierata Voto: 3 / 5 |  |  |  |
carmela marino mannarino (24-03-2011) Libro ricco di tensione, nel quale l'autore opta come sempre per i toni fortemente drammatici che, uniti ad un gusto sicuro per il macabro, delineano ogni genere di elementi e di effetti terribili destinati a creare orrori scenografici, ai quali si assiste come vedendoli davanti agli occhi. Grazie a uno stile incisivo mostra segni grafici fin nei particolari con la precisione e l'accuratezza di un grande narratore. L'azione sale in un crescendo di sentimenti, mai inerti, mai esitanti nel confronto con una sorta di desertificazione operata dall'odio nefasto, e procede fino a mostrare il non senso dell'orrore e della devastazione, offrendo un esempio significativo per eliminarlo con semplicità, quasi con umiltà. Non una lettura di mera evasione, non una banalità per passare il tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luisa luisatedesco@gmail.com (14-03-2011) Non è un capolavoro, di sicuro un bel romanzo e molto scorrevole, ma non ha assolutamente niente a che vedere con "L'ombra del vento" che rimane unico per sempre. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vito (22-02-2011) E' il primo libro di Zafon che leggo e, ne sono sicuro, non sarà l'ultimo. Non è un capolavoro, ma è sicuramente godibilissimo, ricco di suspance e di mistero. Penso che alla fine il compito di un romanzo debba essere questo: catturare, rapire il lettore per trasportarlo in altri mondi. Penso che Zafon ci riesca in pieno. Romanzo per ragazzi ma ottimo anche per gli adulti. Il prossimo libro che acquisterò sarà "L'ombra dell'angelo"... ne parlate tutti bene e mi avete fatto venire la curiosità.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alberto (19-02-2011) Al di sotto delle mie aspettative. Età giusta per la lettura di questo romanzo! 15. Da Zafon mi aspetto altro, ha una scrittura dinamica ed entusiasmante. Spero vivamente che il prossimo sia di più alto livello.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Edd (21-01-2011) Una bella storia (fantastica) piena di tutti i valori che forse (e senza forse) oggi si sono persi. Se tutti cercassimo di assomigliare a quei ragazzi certamente il mondo sarebbe migliore. Ovviamente non è un capolavoro della letteratura, ma è godibilissimo: Bravo Zafon! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Libretta (17-12-2010) Non me la sento di dare il massimo dei voti a questo libro.
Premetto che è una bella storia che cattura da subito e soprattutto c'è quella souspance giusta che mette curiosità e voglia di scoprire come va a finire la storia.
La trama è originale anche per i protagonisti che vengono coinvolti in questo thriller .
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplessa è la fine. Nel senso... una volta scoperto chi fosse l'assassino mi è calato un po' l'entiusiasmo perchè pensi che una cosa cosi' non possa accadere. O comunque ti aspetti che l'assassino sia una persona in carne ed ossa.
Però, a parte questo, poi il libro scorre tranquillamente, e mi è piaciuta l'idea che l'autore ha avuto di raccontare alla fine come le cose e le persone fossero cambiate a distanza di anni. Il ricordo dei vecchi amici di infazia rimane sempre incastrato nel cuore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Enrico (26-11-2010) Bel libro, alla Zafon: ricco di mistero e trascinante. Letto in età giusta ( c.a 15 anni ) sarebbe stato un capolavoro. Chi, a quell'età, non ha sognato un gruppo di amici come nella storia narrata? Agli adulti lo consiglio a chi cerca un libro per distrarsi con piena immersione nella fantasia. Ai ragazzi lo consiglio a tutti, per loro è veramente un libro azzeccato perché ci sono anche molti valori che spesso, già in età adolescenziale, non si conoscono. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ferdinando (14-11-2010) Questo e' il secondo libro che leggo di zafon,il primo e' stato marina,e di sicuro leggero' anche gli altri due.Per quanto riguarda il palazzo della mezzanotte sinceramente lo reputo un libro che come marina ti rapisce,sia per la storia,sia per il modo in cui l'autore riesce a farti sentire parte della storia e non il semplice lettore.Mi dispiace non trovarmi d'accordo con alcuni che lo identificano come un libro di basso profilo,ma rispetto l'idea,e' un libro che comunque ti fa sognare e di sognatori in questo mondo ce ne davvero bisogno,e per sognare non c'e eta'..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bany7 (12-11-2010) Dò un volto alto solo perchè è Zafon. Questo è il libro che meno mi è piaciuto, ma c'è da dire che noi lettori stiamo scoprendo Zafon al contrario poichè L?OMBRA DEL VENTO è stato il suo ultimo libro...tutti gli altri sono precendenti, e siccome io penso che L'OMBRA DEL VENTO sia il suo capolavoro, leggere gli altri è come tornare indietro. Nn c'è paragone. Il palazzo della mezzanotte, come Marina, sono storie più adatte ad un pubblico molto giovane, e l'autore stesso l'ha detto nei suoi libri. In ogni caso non è noioso, il suo stile nn è in discussione, ma ci aspettiamo un passo avanti, o un pari passo tipo l'ombra del vento.
Che poi Zafon è in vita, perchè non scrive un nuov libro invece di far pubblicare a ritroso i suoi lavori??????????????? Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 83
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