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Toscana, fine del XIX secolo. Tre giovani anarchici insofferenti alle leggi e alle costrizioni famigliari lasciano l'Italia illudendosi di poter raggiungere selvagge terre lontane dove divampa la febbre dell'oro. Sognano libertà e fortuna. Non sarà facile. Iniziata la fuga, i tre cancellano i loro nomi di battesimo e scelgono di chiamarsi come i venti più impetuosi: Libeccio, Grecale e Maestrale. Insieme affronteranno un mondo sconosciuto, dovranno superare ostacoli imprevisti, vivranno situazioni emozionanti ma anche drammatiche. Dei tre, Libeccio sarà il solo a non lasciarsi mai abbattere, deludere, vincere. Non lo fermerà nemmeno la dolcezza d'una donna straordinaria, che gli donerà felicità e sicurezza ma non riuscirà a soffocare il suo desiderio di libertà. Con i due compagni, Libeccio proseguirà senza voltarsi indietro il cammino verso la loro meta lontana. Sino a giungervi, infine: per vivere le stagioni terribili del grande nord ma anche il lungo momento della felicità sognata. Cinquant'anni dopo la partenza dall'Italia e l'abbandono della famiglia, Libeccio torna alla sua casa, in un piccolo paese non lontano da Lucca. Non narrerà mai nulla della sua odissea; ma poco a poco mille diversi indizi ne riveleranno momenti ed episodi.
Media Voto: 4 / 5ilbaronerampante (13-03-2012) Mi spiace abbassare la media ma, a mio avviso, è un libro piacevole, certo nulla di indimenticabile. La mia sensazione è che le cose rimangano un po' troppo sullo sfondo (il movimento anarchico, la corsa all'oro ma anche le vicende più private) e che in certi momenti il tutto sia un po' didascalico. Pure i dialoghi non sembrano spontanei. Comunque credo che leggerò altri scritti di Folco Quilici. Diciamo un 7-. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Romina (30-05-2011) Più che recensione un modo per ritornare tutte quelle emozioni che mi ha lasciato.Ci sono uomini che non si fanno catturare neanche dal vento. Sono uomini liberi e che tali rimangono. Sono scappata via con Beccio, Strale, Grecale..Come venti hanno viaggiato nella vita muovendomi e smuovendomi in quei territori tanto lontani, alla scoperta di sentimenti di passione e come venti son soffiati via e mi hanno lasciano orfana delle loro avventure. Grazie Folco! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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