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Tobino Mario - La brace dei Biassoli | Tobino, ne "La brace dei Biassoli" (1956), il suo libro più personale e doloroso, rende omaggio alla figura della madre, Maria Biassoli, da poco scomparsa. Come nella "Vita nova" dantesca, lo scrittore muove dal dolore per la perdita di una donna amata assurta ad archetipo di femminilità, snodando poi il racconto, quasi un succedersi di quadri di una sacra rappresentazione, o di stanze di una canzone, tra prosa e poesia, in una continua alternanza tra opposte tensioni emotive e stilistiche. Al centro, la figura di Maria che, tornando a Vezzano, il paese di famiglia incastonato tra monti e fiume, in un entroterra ligure aspro e dolcissimo, sente rinascere le antiche emozioni, la brace rifarsi fiamma; e attorno a lei, i membri della famiglia Biassoli, un formicolare di volti e vicende che spingono l'autore - in un romanzo che a detta di Italo Calvino si presenta come "il più sciolto e limpido nella sua prosa" - a rimeditare "sugli affetti e i legami fra chi vive e chi muore, sul valore e il segno del nostro stare al mondo".
jane (26-05-2011) Struggente ed elegiaco nel ricordo della madre,ultima dei Biassoli: davanti agli occhi della signora Maria morente si ripresentano le immagini dei suoi parenti, emergono dall'oblio non come vecchie foto sbiadite, ma "vive, presenti"; morti e vivi sono uniti in una scrittura visionaria e poetica fatta di traslati,anacoluti, sottintesi che accentuano l'aspetto descrittivo e lasciano un senso di sospensione o di affanno. Un libro molto personale, che inizialmente lascia un po' incerti, ma poi resta dentro come una musica triste che ritorna: cercare (e trovare)le lapidi di Maria, Alfeo e gli altri Biassoli nel cimitero di Vezzano dà un'emozione particolare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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