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Rossi Di Marignano Federico - Carlo Borromeo. Un uomo, una vita, un secolo | La figura di Carlo Borromeo spicca nel panorama del Rinascimento come quella di un gigante. Nominato a ventidue anni cardinale segretario di Stato dallo zio papa Pio IV, a Roma ebbe la singolare occasione di collaborare con il pontefice nel riaprire, concludere e attuare il concilio di Trento, che riformò per quattro secoli la Chiesa universale. Ritornato a Milano per applicare i decreti tridentini, fu contrastato, vilipeso, minacciato di spada e colpito alla schiena da un'archibugiata, venendo alla fine, dopo la peste del 1576. acclamato santo da estimatori e avversari. Distaccandosi da ogni consuetudine del Cinquecento, come nobile differenziò il proprio ascetico costume di vita da quello sfarzoso dei ricchi; come milanese, di fronte alla carestia e alla peste, superò per coraggio e iniziativa ogni concittadino; come cardinale arcivescovo si distinse nettamente dagli ecclesiastici del secolo per religiosità, carità e vastità delle innovazioni, segnando indelebilmente i caratteri della riforma cattolica che. insieme a quella luterana, aprì la strada all'Europa moderna. Federico A. Rossi di Marignano ripercorre la vicenda umana del Borromeo come in un romanzo. Facendo ricorso alla viva voce di testimoni coevi e a brani di lettere edite e inedite restituisce viva sulla pagina, oltre alla personalità delluomo e del riformatore, anche l'atmosfera di un mondo, il Cinquecento, ricco di avvenimenti, colori e personaggi singolari.
Media Voto: 4.5 / 5M.T. (15-02-2012) Un romanzo storico avvincente e arguto che "trasporta" di peso il lettore nel 1500 accanto alla figura di un santo "ricco" di umanità e carità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro landonio (09-02-2012) A San Carlo Borromeo é stata eretta una statua che, con i suoi 33 metri, risulta la più alta in Italia, eppure, mi sembra che la figura del santo sia relativamente poco nota.
La biografia del Rossi di Marignano con un estesa bibliografia e con una narrazione semplice e scorrevole permette di avvicinarsi al personaggio storico cogliendo i diversi aspetti della sua azione nella società dell'epoca.
Volendo trovare un difetto, la vicenda storica rasenta in certi punti l'agiografia e questo, a mio parere, svilisce leggermente l'enorme lavoro di ricerca fatto dall'autore, che supporta ogni affermazione col riferimento relativo.
Lascia poi sconcertati l'approccio verso la vicenda delle streghe in Mesolcina; afferma infatti l'autore : "Allora come oggi molte streghe si servivano di parole misteriose", incipit che ricorda più certe pagine del libro del 1858 di Antonio Sala che non quelle di uno studioso del 2010. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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