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Le Carré John - Il nostro traditore tipo | Perry e Gail, lui insegnante idealista a Oxford, lei avvocato rampante: una coppia di fidanzati inglesi in vacanza nello scenario da sogno di Antigua, nei Caraibi. E un russo di nome Dima, rozzo eppure magnetico, che possiede una tenuta sull'isola. Un incontro destinato ad avere conseguenze inimmaginabili per i due giovani, quando il russo chiede a Perry di giocare a tennis con lui è solo una normale partita quella che si svolge alle sette di mattina davanti agli occhi stralunati di Gail e alla più strana accozzaglia di persone che le si sia mai parata davanti? Chi è veramente questo russo carismatico che ostenta amicizia e giovialità nei confronti della giovane coppia? E, soprattutto, cosa vuole da loro? L'esito della partita di tennis andrà ben oltre il risultato. Ha inizio un'avventura che vede i due fidanzati coinvolti dai servizi segreti inglesi e dal "riciclatore numero uno al mondo" di denaro, dapprima chiusi in un asfissiante seminterrato, poi spettatori della finale del Torneo del Roland Garros a Parigi e infine catapultati in uno chalet sulle Alpi svizzere. La posta in gioco è alta: volti nuovi della mafia russa cercano una propria "rispettabilità ufficiale" nei mercati di tutto il mondo, intrecciando i loro affari con quelli delle multinazionali e inevitabilmente con le politiche degli Stati sovrani. John le Carré reinventa il romanzo di spionaggio, strappandolo alle sue definizioni classiche.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5gvo (11-03-2012) Ben scritto e leggibile fino a 1/3, poi la storia scompare nel nulla sino al finale, affrettato ed insulso, che non conclude gli spunti emersi nella trama. Evitabilissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniele (27-09-2011) Un bellissimo libro. I personaggi principali sono tutti descritti con sapienza psicologica, sono credibili fino in fondo. Forse per questo altri lettori non hanno apprezzato il libro, troppa psicologia e pochi cervelli sfracellati. Ma anche la trama, oltre ad essere ben congegnata, è soprattutto realistica, una storia dei nostri tempi che potrebbe essere vera fino all'ultima, amarissima, virgola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (06-09-2011) Le Carrè,scrive sempre molto bene,con dovizia di particolari,per cui egli invita a leggere con un ritmo lento,ma dal quale fuoriesce tutto il sapore dei bei libri del maestro;anche questo testo non smentisce i caratteri distintivi peculiari del suo autore.Chi cerca sparatorie e "action" ne stia lontano,ma il maestro è sempre pronto a focalizzare la sua attenzione su
aspetti nuovi dei nuovi crimini e reati,che oggi non riguardano più la Guerra Fredda e lo Est-Ovest,ma derivano,in parte, anche dalla disgregazione di quel sistema di conflitto.
Un buon Le Carrè,vista anche la concorrenza,ma
peccato che in una recente intervista abbia detto che pare non abbia più voglia di scrivere.
Sarebbe una grande perdita, pur considerando i suoi 80 anni,e tutte le belle storie con cui ci ha aperto gli occhi su molte cose.
Peccato se non scriverà più,ma rilascia interviste. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (01-05-2011) E' un libro che, all'inizio fa ben sperare: ambiente esotico come la caraibica Antigua, protagonisti un professore ed un'avvocatessa inglesi in vacanza ed un misterioso russo che li accosta e li coinvolge nei suoi misteriosi intrighi: ci sono tutti gli ingredienti per un thriller di cui le Carré è maestro. Ma quando la scena si sposta all'Inghilterra ed entrano in scena i servizi segreti, il ritmo si spegne, si susseguono pagine e pagine decisamente noiose ed anche quando la scena si sposta prima a Parigi e poi alla Svizzera la storia si avvia stancamente ad una conclusione che appariva scontata almeno un centinaio di pagine prima della fine, pagine che sinceramente ho stentato a finire. Speriamo in un'altra volta... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (11-01-2011) Una noia mortale! Credo che per un libro di spionaggio sia il massimo!Involuto,intorcinato su se stesso, ed il problema è che il lettore speranzoso giunge alla fine leggendo pagine il cui interesse è modestissimo. Brutto,brutto aiutatemi a dire brutto! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Rokossovskij (17-11-2010) Tipico esempio dell' "ultimo" Le Carré (dalle parti del Canto della Missione ma molto meglio di Yssa il buono). C'è il tentativo di riprendere l'epica spionistica intrisa di cinismo dei romanzi maggiori, adattandola a storie isolate, e che non sempre sembrano reggere il peso esemplare che le si vorrebbe dare (il meccanismo che, ad esempio, secondo me funzionava bene nella Tamburina).
Detto questo, sempre la consueta grandissima prosa, che segna e segnerà sempre la distanza fra il maestro ed i poveri allievi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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