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Corona Mauro - La fine del mondo storto | Premio Bancarella 2011. Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.
Recensioni 1 - 20 di 52 recensioni presenti. Media Voto: 2.19 / 5elena papa accorneribeach@tiscali.it (17-02-2012) L'idea è molto originale, ma dopo un inizio folgorante il libro diventa ripetitivo e monotono. Poteva essere un racconto di 20 pagine (bello) e invece è diventato un romanzo di 160 (noioso).
Forse ciò è dovuto anche alla mancanza di personaggi a cui affezionarsi Voto: 3 / 5 |  |  |  |
adriano (15-02-2012) Purtroppo tutto quello che c'è in questo libro, pian piano si sta avverando.
Consegneremo ai "nostri figli e ai nipoti" molto meno di quello che abbiamo ricevuto.
Mi ricorda una scena del film MATRIX dove l' agente Smith parla con Morpheus : Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FrancescoR (05-01-2012) Dopo aver letto quasi tutti i libri di Mauro Corona, questo "romanzo" ha deluso ogni aspettativa.
L'idea di partenza, che si colloca nel filone apocalittico, può in parte considerarsi interessante, in quanto il tema non parte da una catastrofe di qualsivoglia tipologia, ma dal semplice esaurimento dei combustibili fossili.
Da quest'idea di partenza (possibilità non molto remota) c'erano infiniti modi per sviluppare il tema, dall'analisi sociale agli aspetti più pratici, cosa che in questo volumetto non avviene. . I caratteri del testo enormi da libro per bimbi delle elementari, atti ad incrementare il numero di pagine per giustificare un libro che altrimenti sarebbe un fascicolo rendono ancor più ridicola questa opera il cui contenuto, tolti i girotondi di frasi (spesso le stesse si ripresentano più e più volte nell'arco della brevissima lettura, in un cerchio ripetitivo e avvilente) potrebbe ridursi a qualche facciata.
Un buco nell'acqua. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Silvia (03-01-2012) Questo libro è stato il primo di Mauro Corona che ho letto... e mamma mia che brutto!! Ero partita entusiasta: l'argomento mi attirava moltissimo. Ma l'ho trovato pieno di luoghi comuni, pregiudizi, pessimismo, incoerenze, banalità, ripetizioni. A tratti mi ha addirittura infastidita. Tanti mi hanno assicurato che Corona scrive molto meglio di così e che devo provare a leggerne un altro... ma per ora non ho sperimentato. Questo libro, per quanto mi riguarda, non è da consigliare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sabry (02-01-2012) L'ho comprato con entusiasmo convinta che sarebbe stato bello ed interessante.... invece è stato una totale delusione, prolisso fino alla nausea! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (10-12-2011) Un libro che fa riflettere sulla vera natura dell'uomo,a dove siamo arrivati,al poco che siamo!Mi ricorda quasi alla fine "la fattoria degli animali"di Orwell. Lo consiglio a tutti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
steve (01-12-2011) Carino... ma non di piu. A tratti ripetitivo.
Sicuramente puo far riflettere...che non fa mai male.
Personalmente darei 2 stelle e mezzo ma non si puo, quindi arriviamo a 3...e va bene cosi.
ciao Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Orobico76 (28-11-2011) Bel titolo, bella spunto. Le note positive sono solo queste. Libro scritto male, ripetitivo, noioso. Una vera delusione per chi ha letto tutti i libri di Corona. Questo è lontano un abisso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca (22-11-2011) buon titolo su copertina invitante.
Stop.
caro Mauro aspettiamo la riscossa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco (25-10-2011) Banale e prolisso dall'inizio alla fine. Mi ha colpito anche la faciloneria con la quale si paragona tutto ciò che è moderno al male più assoluto, come se la soluzione di tutti i mali fosse il ritorno all'età della pietra (mah!?). Una buona idea di base in definitiva, ma sviluppata malissimo. Peccato, avevo letto altri libri di Mauro Corona (Aspro e Dolce in particolare) di ben altro spessore... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alberto (10-10-2011) era un buon tronco, ci hai cavato un orrore di libro. E' praticamente illegibile, noioso, sguaiato. Mi è venuta in mente un'orazione di un matto in un parco... Torna a raccontarci dei boschi, degli alberi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Franko 56 (07-09-2011) Ho letto il libro e sono stato colpito dall'idea espressa nel romanzo che può essere considerata dai più banale ma non per questo meno valida.
Ribadisce in maniera cruda l'incapacità dell'uomo a riflettere sul proprio futuro, a fare propri i segnali che la natura ci manda quotidianamente ed a spogliarsi dell'egoismo che soffoca la nostra società.
Difetto da me riscontrato è la ripetitività di alcuni concetti.
Libro che sicuramente consiglierei ma sopratutto lo consiglierei a tutti i giovani che si apprestano a diventare protagonisti attivi nel nostro mondo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia (31-08-2011) Buoni i concetti di base, che tuttavia non sentiamo per la prima volta.
Pessimo lo stile narrativo, ripetitivo e banale.
Deludente Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gemma (28-05-2011) giudizio negativo per questo suo ultimo libro. l'idea di partenza era buona, ma purtroppo il libro è ripetitivo e banale e poco scorrevole. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
simona (23-05-2011) Scusate ma siete sicuri che lo ha scritto Mauro Corona? Gli ho letti quasi tutti ma questo proprio non mi ha dato le emozioni e la voglia di leggere che mi avevano dato gli altri.
Spero di ritrovare in altri libri il Mauro che qui non ho riconosciuto! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dave (19-05-2011) E'il primo libro di Corona che leggo e sono rimasto totalmente deluso.Condivido i post precendenti; buona l'idea di partenza del mondo post petrolio(peraltro già un pò abusata ultimamente) ma la realizzazione è davvero imbarazzante.
Dal punto di vista della forma da Corona non mi aspettavo certo una prosa alla Umberto Eco ma il livello è davvero misero. Ripetitivo all'inverosimile senza una vera trama l'unico movente del racconto è il passare delle stagioni, non un protagonista non un personaggio che sia uno in parole povere è difficile definirlo romanzo, senza ripetizioni e cambiando persona forse ne sarebbe uscito un discreto pamphlet.La trama parte dal presupposto che il petrolio finisca così di un punto in bianco da un giorno all' altro ( del tutto inverosimile dato che quando succederà sarà pittosto un processo graduale ovvero ce ne sarà sempre meno e costerà sempre più) con questa premessa fantastica la narrazione avrebbe dovuto rimanere fantastica invece si aprono continue invettive dirette dell'autore contro i ricchi i politici i cittadini ( perchè tali sono non avendo uno straccio di personaggio a far almeno da controfigura).
Dal punto di vista dei contenuti trovo pretenzioso pensare che la fine del benessere possa portare i benefici che l'autore sembra augurarsi " Non c'è nulla come la paura della morte per migliorare le persone"; "non esiste gerarchia", "la tragedia del petrolio uccide tre quarti dell'umanità ma regala ai superstiti pace e tempo libero" (!!!???)" "la voce corre in un lampo e tutti adottano novità per vivere meglio" cioè che una disgrazia planetaria regali all'uomo tutto questo mi sembra un pò troppo. Insomma se il testo è un romanzo manca di trama personaggi e luoghi anche fantastici e le opinioni sarebbero dovute trasparire da essi , se il testo è o voleva essere anche una critica giunge a conclusioni che non condivido. Un piede in due scarpe. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
stefano (09-05-2011) Di Corona apprezzavo i libri nei quali raccontava storie, miti e sogni delle popolazioni di montagna, senza mitizzarle però, perché anche lì si consumano omicidi, tradimenti, vite buttate via inutilmente.
In questo libro di 160 pagine, che senza le ripetizioni sarebbero potute essere benissimo 40, elargisce un incredibile pippone su quanto l'uomo moderno di città faccia schifo e abbia dimenticato i lavori manuali, mentre gli uomini di montagna e di campagna sono saggi e previdenti. Si arriva alla fine solo per vedere se l'autore riesce a dare una svolta alla narrazione, e invece continua imperterrito su quel registro. da evitare come la peste, ridateci il corona narratore di storie. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pollo (20-04-2011) Di Corona ho letto diverse cose, e ho amato la poetica di Storia di Neve, de Il Canto delle Manere e di altri sui romanzi precedenti... Questo libro invece, opinione personale, è veramente brutto.
Una paraboletta un po' pretenziosa e di una banalità stucchevole, nella quale la ripetizione continua degli stessi concetti (che in altri libri di Corona è una costante utile per riprendere il filo) diventa dopo poche pagine veramente irritante... Senza entrare nel merito di ciò che viene detto, che è condivisibile anche se in alcuni casi utopico... mi permetto di giudicare (da lettore) il "come".
Meglio come romanziere che come filosofo, spero Corona torni ai racconti di Erto, lo leggerò con gioia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
pier luigi (19-04-2011) un libro povero nella trama e nel linguaggio, speriamo che Corona ritrovi un minimo della vecchia creatività .
( p.s candidato al premio Bancarella (sic)...) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mark (06-04-2011) paurosamente banale. Un romanzao senza una base ne una trama. Mi sembra un libro scritto perchè lo "doveva" scrivere. Ammiro Corona e lo strimo sia come uomo, sia come artista ma stavolta ha fatto un clamoroso passo falso. non dubito che la casa editrice abbia premuto parecchio e questo pessimo libro ne è lòa dimostrazione. Molto deludente, veramente molto deludente. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 52
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