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Banti Anna - Noi credevamo | È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l'ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l'attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l'impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l'impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per "rovesciarsi come un guanto": ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall'inizio dell'Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.
Media Voto: 5 / 5giorginio (10-12-2010) Attualissimo. Leggendolo l'impressione è quella di aver perso 150 anni. A metà dell'800 un gruppo di giovani aveva in mente una forza politica democratica e progressista con un sogno che purtroppo non si è ancora completato. Una visione del Risorgimento che dà speranza nel futuro e fa sperare, per quanto sembri impossibile, nella creazione di un paese moderno. Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cris khinna@libero.it (22-10-2010) Ci voleva un film per ristampare uno dei tanti bei libri ormai introvabili di Anna Banti; dire che questo testo potrebbe essere proposto nelle scuole come conoscenza della "Resistenza del sud", altro periodo altra storia certo ,ma la Resistenza antifascista studiata a scuola appare a volte solo come fenomeno localizzato, pur essendoci stata sicuramente una resistenza antifascista nel Sud; in tempi diversi prima al sud poi al nord l'Italia si è ribellata alla prepotenza e all'oppressione.
A parte queste discutibili opinioni, considero il libro della Banti un piccolo capolavoro della narrativa italiana, la scrittura è fluente, ricca e colta, il romanzo avvincente. Consiglio a chi è disposto a spendere, cercare tra i libri introvabili altri testi, come La camicia Bruciata ecc. Anna Banti dovrebbe essere riscoperta e ristampata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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