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Camilleri Andrea; Dipasquale Giuseppe - Troppu trafficu ppi nenti | "Immaginiamo una Messina in mezzo al Mediterraneo così come Shakespeare se la poteva immaginare: esotica, viva, crocevia di magheggi, che avrebbero fatto di una festa nuziale il complicato intreccio per una giostra degli intrichi. Immaginiamola seguendo con le orecchie la parlata di quei personaggi che, nel vivo di un dialetto carico di umori e ambiguità, dipana le trame di una vicenda originariamente semplice, ma dai risvolti complicatissimi. Immaginiamo che tutto ciò sia il frutto di un carattere tipicamente mediterraneo, se non propriamente siciliano, ed ecco che potremo anche credere, anche solo per una volta, che William Shakespeare, di Stratford, sia potuto essere quel tale Michele Agnolo Florio Crollalanza partito in fuga da Messina. Poiché non c'è nulla di più meravigliosamente siciliano che il poter complicare, da un dato semplice, una vicenda fino a farla diventare surreale. Ecco, questo 'Troppu traffici ppi nenti' è il modello eterno di un carattere terribilmente semplice, come quello siciliano, che ama complicarsi l'esistenza in un continuo arrovugliarsi su se stesso."
Maunakea (26-03-2011) Come debbo aver già detto compro Camilleri a scatola chiusa (con l'unica eccezione degi scritti politici) da questo libretto mi aspettavo qualcosa in più, invece, alla fine è la traduzione in siciliano di Molto Rumore per nulla di Shakespeare.
Avrei capito una commediola sulla falsariga mentre questa è proprio la traduzione, il testo in italiano si trova anche, se non lo avete, nel libro stesso, ossia c'e' prima il racconto siciliano e poi quello italiano classico.
Mai avuto problemi a capire il siciliano di Cmilleri fino a questo libro. Da stare concentrati perchè il dialetto è stretto. Faticoso.
Non lo consiglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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