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Marzano Michela - Volevo essere una farfalla |
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Titolo | Volevo essere una farfalla |
| Autore | Marzano Michela | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
|  | | Dati | 2011, 208 p., brossura |
| Editore | Mondadori
(collana Strade blu) |
| | Disponibile anche usato a € 8,75 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Michela Marzano è un'affermata filosofa e scrittrice, un'autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all'università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all'insegna del "dovere". Un diktat, però, che l'ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. "Lei è anoressica" le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent'anni. "Quando finirà questa maledetta battaglia?" chiede lei anni dopo al suo analista. "Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene" le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. "L'anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L'anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. (...) Oggi ho quarant'anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè... sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente. In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità." Michela Marzano “Peso”, “pesante”, “pesare”
Per anni, ho fatto di tutto per diventare leggera come una farfalla. E ci sono quasi riuscita. In termini di chili, s’intende. Perché per il resto, la vita è stata spesso “troppo pesante”. È stato pesante dover essere la più brava. È stato pesante cercare sempre di adattarmi alle aspettative altrui.
Michela Marzano, affermata filosofa, sceglie in questo testo di abbandonare saggi e scritti per raccontarci la storia della sua vita. Giovane donna appena quarantenne, affermata docente all’università di Parigi, decide in queste pagine di narrare l’esperienza che ha più profondamente segnato la sua vita, il passaggio attraverso una malattia: l’anoressia. Michela racconta della sua infanzia, delle promesse di una mamma che troppo presto si è allontanata, delle assenze. Descrive i tempi della scuola media e le prime attenzioni. Poco importa se sono quelle di un uomo di quarant’anni, di uno dei suoi professori. Non fa niente, purché facciano sentire importanti. Perché “Vuol dire che esisto. Che non sono trasparente”.
A questi seguono gli anni del liceo, i pianti per i compiti di latino non perfetti, della sua continua ricerca della perfezione, degli studi per vincere il concorso alla Normale di Pisa. L’impegno per andare via di casa, a tutti i costi, unico modo per sfuggire al fallimento, per dimostrare di essere la più brava, per costringersi e sforzarsi di essere la migliore, per essere la persona perfetta che suo padre voleva che fosse e per soddisfare le aspettative degli altri.
“Peccato che, nel frattempo, avessi cominciato a sentirmi in colpa quando mangiavo.
E peccato che nel giorno della sua laurea il suo peso fosse di appena 35 chili: “Le ossa appuntite. I capelli corti corti.” perché aveva iniziato a perderli.
Nel suo impegno esclusivo per raggiungere la perfezione e ottenere successi, ci racconta anche delle punizioni per ogni cibo ingerito, del calcolo ossessivo delle calorie assunte a ogni porzione di torta e il conteggio delle vasche in piscina per poi smaltirle tutte.
Michela riesce a offrire una testimonianza sincera delle fragilità di una giovane donna, del desiderio di attenzioni, della sua silenziosa richiesta di aiuto. E ci mostra anche il coraggioso cammino per affrontarle, quello che ha percorso lei, nel corso degli anni, per sconfiggere la malattia e il senso di disperazione e inadeguatezza: le sedute dall’analista, i gruppi di mutuo aiuto, le difficoltà. Fino al giorno in cui ha detto basta. Basta “onnipotenza”, basta perfezione.
Il giorno in cui ha iniziato ad acquisire consapevolezza di ciò che davvero l’avrebbe aiutata nel suo percorso: riconoscere i propri limiti, le proprie paure, le proprie sofferenze. Guardarle e accettarle, perché non tutto può essere controllato, perché le sconfitte, “gli imprevisti, le delusioni, i tradimenti… fanno tutti parte della vita. Capita. Succede”.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804606963
Volevo essere una farfalla
Michela Marzano è un'affermata filosofa e scrittrice, un'autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all'università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all'insegna del "dovere". Un diktat, però, che l'ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. "Lei è anoressica" le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent'anni. "Quando finirà questa maledetta battaglia?" chiede lei anni dopo al suo analista. "Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene" le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. "L'anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L'anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. (...) Oggi ho quarant'anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè... sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente. In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità." Michela Marzano
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8 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5cristina (30-09-2012) Michela Marzano l'ho vista e sentita per caso un paio di anni fa in televisione. Mi aveva colpita per la sua erudizione ma anche determinazione, e per il fatto che fosse un raro esempio di donna italiana che "ce l'ha fatta", anche se ha dovuto trasferirsi all'estero. Questo suo libro mi capita tra le mani per caso e leggendolo resto colpita dal risvolto della medaglia. Un libro coraggioso perché autobiografico, perché in esso l'autrice si mette a nudo e si "analizza" a 360 gradi. Il tema centrale non è realmente l'anoressia, di cui non si avvertono quasi quella crudezza e quell'acidulo odore di disperazione e morte che si trovano in altri testi simili sul tema. Nel libro trovano spazio soprattutto riflessioni molto dolorose sull'amore e sul senso di perdita e di abbandono, sul complesso rapporto con i genitori e sui demoni interiori che ognuno di noi combatte fin dall'infanzia, sulla ricerca del senso profondo del vivere e dell'amare. La scrittura in sé è molto semplice, a volte forse troppo astratta e disorganizzata. La stessa suddivisione in capitoli e paragrafetti è pressoché irrilevante. Di fatti è un monologare libero, un libero flusso di coscienza. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefania (16-07-2012) Consiglio questo libro a tutti, in quanto tutti hanno provato o provano sofferenze e disagi e lottano per trovare se stessi. E' un libro, quindi che potrebbe essere stato scritto da ognuno di noi, o meglio, da coloro i quali hanno un amore particolare per l'esistenza. Michela, donna molto intelligente e profonda, e per questo straordinariamente sensibile e attenta alla vita, ci comunica che in fondo siamo tutti parte di un unicum dove c'è sì tanto dolore ma può e deve essere cercata la gioia; bisogna solo saper accogliere ed elaborare i messaggi che il nostro corpo e la nostra mente ci trasmettono.Grazie Michela per la sincerità con la quale ti sei raccontata, è raro oggi trovare persone così! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudia (22-06-2012) Vorrei conoscere Michela (mi viene così spontaneo darle del tu, dopo aver scandagliato tra le righe la sua vita) e vorrei fare quello di cui ho avuto voglia leggendo il libro: abbracciarla. Onore alla forza, al coraggio, alla lucidità di questa donna, capace di reinventarsi una nuova vita, un nuovo vero sé, dopo aver sperimentato l'abisso. In uno stile volutamente frammentario, proprio come se fosse una seduta psicanalitica, racconta la sua infanzia, l'adolescenza e una parte di vita adulta all'ombra di un padre che la ama se è perfetta, se corrisponde a ciò che lui vuole, non la ama in quanto figlia e basta, bambina e persona come tutte, con le sue fragilità, paure e debolezze. Ce lo racconta non in ordine cronologico, ma così come viene in mente e al cuore, ma al lettore non sfugge nulla... Un libro forse a tratto ripetitivo e un tantino 'filosofico' in alcune espressioni, ma vero, sentito, difficile. Sincero. Un'analisi lucida, per quanto frammentaria, dei sintomi di una malattia che ti corrode fuori e che nasconde angosce esistenziali profonde che corrodono ancor di più dentro. E la storia di una rinascita, perché è la battaglia più vera che Michela ha vinto! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
annalisa (14-04-2012) Michela mi ha lasciata basita...un libro di rara bellezza, struggente. Non viene trattato solo il tema dell'anoressia ma ogni tipo di dipendenza che ci viene inculcata fin da piccolissimi...questo senso del dovere incombente. Un racconto che ti avvita e a volte ti travolge in un turbine di emozioni quasi violente. Lo consiglio proprio Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (04-04-2012) Un ottimo libro che tratta il problema dell'anoressia. Anche se ad una prima lettura sembra non abbia un buon ordine cronologico, in realtà non è cosi, in quanto la lettura è molto scorrevole, e si capisce benissimo il pensiero dell'autrice. Trattandosi di una storia personale, non mi pare il caso di intervenire su singoli episodi. La cosa da sottolineare in questo libro, è che l'autrice avendo vissuto in prima persona il dramma dell'anoressia, intende sottolineare che l'anoressico non è un debole, al contrario è dotato di un ostinata forza interiore, il suo problema è quello di non deludere nessuno "nel caso specifico il padre". Questo voler accontentare un po' tutti finisce per scontentare se stessa, da qui poi in un vortice interiore si genera il problema anoressico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nadotti elisa (03-04-2012) Libro molto interessante, che consiglio. Ad una prima lettura ne è seguita una seconda più attenta, tanta era la voglia di cogliere, per quanto possibile, il messaggio dell'autrice, di cercare di capire il significato di ogni singola frase. Ed alla fine quello che più mi ha colpito è la franchezza, la lucidità di Michela Marzano... ed il coraggio: mi rendo conto di quanto sia stato difficile scrivere di vicende tanto intime e personali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorso57 (25-03-2012) Innanzitutto un plauso incondizionato all'autrice per la sua vicenda personale. Michela Marzano è una grande donna che ha saputo trovare la sua strada di accademica in Francia risollevandosi più volte dopo essere passata dalla tragedia dell'anoressia, dal rapporto complicatissimo con un padre troppo ingombrante, da un tentativo di suicidio e da un matrimonio fallito: giù il cappello davanti alla sua tempra di combattente.
Meno convincente mi è parso tuttavia il risultato di questo lavoro, un testo piuttosto frammentario, con eccessivi flashback e di lettura non agevole, che cerca di descrivere questo sofferto percorso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Antonello Bellanca mailto@antoniobellanca.it (14-09-2011) Di una bellezza disarmante. Già dalla presentazione del libro Michela rivela una bellezza ed una serenità d'animo difficile da descrivere ma, sopratutto, una leggerezza che si contrappone al peso esitenziale (già imponente per chi vive una vita cosìdetta normale) del "dovere kantiano". L'imperativo categorico, diverso dalla massima, di natura soggettiva, s'impone e viene imposta ma Michela trova la forza di reagire, di battere le ali e di volare. La stessa lucidità visibile nei suoi occhi si riscontra in questo splendido libro che suggerisco vivamente come manifesto di un nuovo esistenzialismo, figlio di una società dell'essere e dell'apparire. Antonello Bellanca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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