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Giordano Paolo - La solitudine dei numeri primi. Con cofanetto | Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima 2008. Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
Media Voto: 3 / 5MICHELA (15-11-2011) IO LO BOCCIO senza dubbio. Un libro che a distanza di qualche anno mi ha lasciato zero di zero. Una storia che mentre la leggevo e tutt'ora mi ha fatto porre una domanda a cui non ho mai trovato risposta: "ma..che senso ha?". Questo, è l'unico libro, che ho acquistato perché mi è stato consigliato dalla stessa commessa della Libreria dov'ero andata. Beh, da allora, ho sempre scelto di testa mia..che è meglio! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lucia D (29-09-2011) Non mi sono fatta influenzare dalle tantissime critiche negative che ho letto su questo sito. Sono stata felice quando mi hanno regalato questo libro perchè mi incuriosiva molto. A me è piaciuta tantissimo la storia di questi ragazzi. Puo' sembrare assurdo ma ci sono tantissime persone con una profonda solitudine interiore ed una razionalità da paura che non riescono a superare nemmeno davanti all'amore della loro vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiarangela Mistretta (25-09-2011) Non so che dire. Come a tutti credo sia successo la prima parte mi ha preso molto la lettura è stata scorrevole e la parte in cui Alice vede Michela, una donna della sua stessa età e uguale a Mattia mi ha lasciato col fiato sospeso e credo che questo abbia amplificato la mia delusione nel leggere un finale dove non si è concluso niente. E la storia di Alice e Fabio? E quella di Nadia e Mattia? E quella dei due protagonisti? E ,infine, Michela è viva o no? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
A.M. 17masant@gmail.com (17-06-2011) E' un romanzo che suscita emozioni estemporanee. Le vite dei protagonisti Alice Della Rocca e Mattia Balossino sono segnate dagli episodi descritti negli ottimi due primi capitoli, certamente funzionali alla trama ma mal sfruttati sul piano lessicale, in particolare nella narrazione della vita adolescenziale e adulta di Mattia. Errori grammaticali e di stampa a parte (comunque contenuti), il corpo del romanzo racconta le delicate fasi della crescita umana, in cui ci si riesce ad immedesimare e in parte commuovere. La costruzione di alcuni flash-back è magistrale, oserei dire di follettiana memoria ed anche il titolo nasconde una profonda e ben congegnata metafora che lascio scoprire. Tuttavia né "La solitudine dei numeri primi" aleggia un senso d'incompiutezza; Giordano sembra voler dare un tocco di poesia al suo lavoro, ma non sempre ci riesce; vorrebbe, più avanti, suscitare nostalgia nei lettori, ma non colpisce al cuore e allo stomaco? si perde poi in un finale asettico e indolore, tra l'irreale e l'insospeso che non offre vie di fuga. Una storia difficile, senza dubbio, che richiedeva esperienza e maturità artistica di cui l'autore non poteva usufruire data la giovane età. Pertanto, nell'attendere al varco Paolo Giordano, è consigliabile una rilettura del libro che capolavoro non è, ma godibile, scorrevole e accettabile rispetto al classico Premio Strega si! Tre e mezzo, sperando di poter attribuire (finalmente) il tanto sospirato quattro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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