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Torregrossa Giuseppina - Manna e miele, ferro e fuoco | Romilda Gelardi viene alla luce in una notte di tormenta. Nel caldo della loro casa, Marica e Alfonso si illuminano davanti al miracolo di quella figlia femmina tanto desiderata, bella e polposa come una spiga di grano a giugno. Romilda si rivela subito una bambina speciale, capace di stabilire un dialogo istintivo con cose e persone. E suo padre Alfonso si rende conto che, di tutti i figli, forse solo Romilda ha le capacità per ereditare i segreti del suo mestiere. Sì, perché Alfonso è un mannaluoro: uno dei pochissimi depositari dell'arte di estrarre dai frassini la manna, sostanza dalle miracolose virtù nutritive e curative. Romilda cresce così tra gli insegnamenti della madre, e quelli del padre. Ma Romilda è destinata a incontrare presto la violenza del ferro e la prepotenza del fuoco: don Francesco, barone di Ventimiglia, la chiede in sposa ancora bambina. Seguire don Francesco significherà lasciare il bosco, conoscere le durezze di una vita più agiata ma profondamente inautentica - in cui anche l'esperienza della maternità può finire per espropriare una donna di se stessa. Giuseppina Torregrossa torna ai temi che le sono visceralmente cari: la sua terra e la femminilità. Una Sicilia nobile é feroce, terra di pazzi e sognatori, di aranceti e solfatare, è il palcoscenico sul quale si muovono personaggi memorabili, sul quale grandezza e miseria delle umane passioni prendono vita nel canto di una donna alla ricerca della propria libertà.
Media Voto: 3.2 / 5massimo (04-04-2012) Un libro che aveva suscitato ottime impressioni nelle persone a me vicine; l'ho iniziato a leggere sperando di trovarmi davanti finalmente un buon testo. ad un inizio promettente in cui la figura di Romilda cattura l'attenzione del lettore, pian piano si sostituisce un mucchio di pagine fatte di sesso, sesso e ancora sesso, come a voler cancellare quanto di buono era stato creato nella prima parte del libro.
Sembrava potermi coinvolgere in modo prepotente ed è finito con l'aspettare che terminasse il prima possibile.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Tiziana (29-02-2012) fin dalle prime righe cattura per lo stile fluido e suadente, il fraseggio curato e la capacità di dare tridimensionalità a personaggi e scenari. per tutto il libro si visualizzano eventi e sfondi. appassionante e originale, mi è piaciuto tantissimo e mi ha riempito di piacevoli sensazioni. leggerò volentieri altre sue opere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio S. (21-11-2011) Troppo lungo e macchinoso.
Alcuni comportamenti/atteggiamenti dei personaggi sono mutevoli e privi di uno sviluppo verosimile o, quanto meno, credibile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
daniela (31-10-2011) peccato, dopo "La conta delle minne" questo libro e' proprio noioso, si dilunga, manca di spirito, insomma ho fatto proprio fatica a finirlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
art (07-05-2011) La scrittura dell'autrice è poetica, avvolgente, dolce come il miele. La vicenda si muove su uno sfondo storico, ma scava profondamente nell'animo dei suoi personaggi. La protagonista rimarrà nella mia memoria a lungo, con la sua magia e la sua determinazione.La Cattedrale di manna è un'immagine di rara bellezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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