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Manfredi Valerio M. - Otel Bruni | I Bruni - Callisto, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine - e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica, e la grande stalla, albergo e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d'inverno, ascoltando le storie meravigliose di una tradizione millenaria. Come quella della capra d'oro, idolo demoniaco la cui apparizione è presagio di orribili sciagure... Da questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime, un altro terribile conflitto e ancora la guerra civile, con le distruzioni e i cambiamenti che portano con sé. Con gli occhi di Floti, Gaetano, Armando, delle loro donne, dei loro fratelli, animi generosi e intelligenti, attraverso le vite dei Bruni, compiremo un viaggio straordinario che va dall'aia di casa fino a Bologna, dall'Africa alla Russia, dal 1914 al '49, dall'inconsapevolezza alla capacità di lottare per i diritti dei più deboli, per una giustizia in cui credere fino all'ultimo. Fino a quando la solitudine, il fuoco, la storia non avranno compiuto il loro corso... Non che avesse proprio l’aspetto di un “Otel”, la stalla dei Bruni, ma era ospitale, questo è sicuro. Si trattava di un grosso capannone distante una cinquantina di metri dalla grande casa colonica della famiglia. Nelle sere d’inverno i Bruni, sette fratelli maschi, invece di raccogliersi nella grande cucina andavano a sedersi sugli scomodi sgabelli da mungitura nella stalla, dove le bestie riscaldavano l’aria con il loro fiato e le storie antiche scorrevano via insieme a grosse sorsate di vino nuovo. Callisto, il vecchio padre, riusciva raramente a seguire i suoi figli, così come le donne di casa. C’era invece tutti gli inverni qualcuno di passaggio a cui i Bruni offrivano generosamente un riparo e un piatto di minestra in cambio di storie affascinanti provenienti da paesi lontani. Si trattava sempre di vecchi reietti o pellegrini, contadini senza terra o vagabondi. Nell’inverno del 1914, quando inizia questa storia, nella stalla dei Bruni c’è un ombrellaio, un vecchio che in realtà non ha mai riparato un ombrello, ma che sa tutto sulle vecchie leggende di paese, sulla magia dei boschi e le sue superstizioni. È lui, una sera infausta, a interpretare i segni del destino e ad annunciare l’arrivo una grave calamità che si sarebbe abbattuta sulla famiglia.
Ma i Bruni sono giovani e pieni di vita e non lo prendono troppo sul serio. Gaetano è un ragazzone alto e pieno di muscoli, Floti è il più sveglio, il vero perno della famiglia, e poi Armando, Dante, Fredo, Checco e Savino, sono tutti bravissimi nel lavoro dei campi e ognuno è capace di badare a se stesso. Sanno arare e mietere, potare i tralci e lavorare la canapa, curano le bestie e gli alberi, conoscono ogni angolo della loro terra e sanno trarne il meglio per la famiglia e per il padrone. Sono mezzadri. Il padrone, il notaio Barzini di Bologna, pretende ogni stagione la metà del raccolto, ma a loro non è mai mancato niente, nemmeno per i poveri di passaggio.
Fino a che, all’improvviso, tutto precipita. Forse l’ombrellaio aveva ragione, la Grande Guerra è iniziata.
Saranno più di mezzo milione i morti sul fronte italiano. Centinaia di migliaia di ragazzi, il meglio della società, caduti in difesa dei confini della nascente Nazione italiana. Naturalmente anche i giovani Bruni dovranno partire e lasciare la terra alla cura loro donne. Una notte terribile, sul suolo bagnato dal fiume Isonzo, guardando il sangue di quindicimila soldati, Floti penserà con rimpianto alla fatica e all’arsura della terra.
Ma quello sarà solo l’inizio. Questa mite famiglia emiliana, insieme a molte altre famiglie per bene di tutta Italia, dovrà vivere ancora molte altre sciagure: la grande fame del dopoguerra, poi l’instaurarsi di un regime liberticida e poi di nuovo una guerra ancora più atroce e sanguinaria che porterà alla guerra civile e allo scontro tra fratelli.
Dal 1914 al 1949, lungo le tappe di una storia intrisa di sangue, Valerio Massimo Manfredi tratteggia la vicenda di una famiglia moderna adoperando i suoi stilemi classici: l’eroismo e la tragedia. Lo fa con una prosa sciolta e veloce, sapendo cogliere la grande forza dei valori del passato ma sottolineando anche le debolezze di un’umanità forse ancora ingenua e fragile nelle proprie convinzioni. Un grande autore che trasforma, ancora una volta, la storia tramandata in una grande avventura epica.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 3.59 / 5Roberto Lo Duca (01-03-2012) Bello, bello ed emozionante. 35 anni di storia italiana del '900 dalla prima alla seconda guerra mondiale, visti attraverso gli occhi di una famiglia che conosce gli orrori e la miseria delle due guerre, l'odio fratricida della guerra civile. Manfredi per una volta mette da parte la Grecia antica e le battaglie tra gli sterminati possedimenti persiani, ci racconta un pezzo di storia contemporanea, poteva forse arricchire di dettagli storici il contenuto del romanzo, che resta un piccolo capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (15-01-2012) Sinceramente non capisco il motivo di tante critiche. Il libro è semplicemente meraviglioso, soprattutto nella prima parte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valeria (02-12-2011) Buon italiano, piacevole lettura, ma se si pensa un attimino e' la brutta copia di "Canale Mussolini". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nino (01-12-2011) Banalotto anzichenò, soprattutto nei dialoghi. Non ho letto Alexandros et similia, ma credo che Manfredi abbia scritto Otel Bruni con lo stesso clichè. Per rimanere al genere "saga familiare contadina", senza scomodare Bacchelli e il suo Mulino, molto ma molto meglio Canale Mussolini di Pennacchi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gianni (29-11-2011) Romanzo dal sapore antico e con l'aggiunta di frasi scritte in dialetto che ne esaltano la lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianca (16-11-2011) Concordo con le precedenti opinioni: romanzo con una scarsa caratterizzazione dei personaggi ed una storia trattata con molta superficialità. C'è di meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
MARCOTUZ (05-11-2011) Poteva essere un bel modo per far conoscere meglio la situazione italiana in quel tempo ma purtroppo il libro dopo un inizio promettente si perde in tanti personaggi neanche troppo ben collegati fra loro...peccato Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Floriano Fè floriano@planetsound.it (02-11-2011) Premetto che ho letto TUTTI i libri di Manfredi e ne sono un profondo ammiratore, ma per me questo libro non lo ha scritto lui. Come si può dire che alla morte di Cecco Beppe gli succedette il figlio!!!!!!! il principe Rodolfo era morto da ben 27 anni!!! E gli succedette il pronipote Carlo I. Come si può liquidare l'8 settembre con una fuga tipo scampagnata del nostro re e i nostri generali si misero a litigare....La sventura di vivere in campagna a mezzadria Manfredi l'ha conosciuta molto edulcorata, c'era una miseria vera, che noi non abbiamo nemmeno idea...a quei tempi se uno riusciva a fare la seconda elementare era grassa, altro che la quinta! Ripeto, per me non lo ha scritto lui, è il peggio dei suoi libro che ho letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gianca (04-10-2011) Tuttto sommato un buon romanzo. Storia realista di una famiglia emiliana dalla 1^ guerra mondiale alla fine della 2^. Si susseguono vicende storiche e familiari, avventure, dissapori, vendette ecc. L'autore dopo aver strutturato una buona trama non approfondisce tuttavia l'aspetto storico lasciandolo in superficie, affrontandolo come potrebbe affrontarlo un contemporaneo che narra le vicende di una famiglia del posto. Manca l'approfondimento del quadro storico. E' un occasione che l'autore ha sprecato e che avrebbe potuto dare una maggiore valenza al romanzo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio De Rosa (25-09-2011) Splendido libro, il primo che ho letto di Valerio Manfredi. Bellissima atmosfera, trama avvincente, e alcuni dei personaggi (per esempio Clerice) davvero affascinanti e italiani. Bravo Manfredi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonella gussi@inwind.it (06-09-2011) Volevo fare i complimenti a Manfredi: ha creato un capolavoro nello stile narrativo, nella ricostruzione storica. Mi ha affascinata sin dalla prima pagina. Lo consiglierò a tutti nella biblioteca dove lavoro. In alcuni contenuti ricorda Eraldo Baldini.Si basa poi su una storia vera: quella della nonna materna di Manfredi. Fantastico da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (27-08-2011) Manfredi cambia registro, e dall'antichità si sposta alla contemporaneità più dura e discussa: il Novecento con tutte le sue drammatiche contraddizioni e distruzioni. Fantastica la minuziosa ricostruzione delle tradizioni contadine e delle famiglie numerose e povere che hanno fatto la storia del nostro Paese. L'intreccio con i fatti della Prima guerra mondiale è superbo, degno del miglior Manfredi. L'unica perplessità, che vale un voto in meno dell'eccellenza, è (ancora una volta) il finale affrettato e "un po' così". Un classico di Valerio Massimo Manfredi. Otel Bruni è da leggere, lo si divora in poco tempo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Guglielmo (26-08-2011) Il problema di Manfredi è che non sa dare una struttura ai suoi libri, che se ne vanno di qua e di là tenuti insieme da un linguaggio pieno di superlativi. Sono arrivato a tre quarti, poi ho ceduto alla noia e ho restituito il libro all'amica che me l'aveva voluto prestare a tutti i costi. Qualche decente capitolo sulla prima guerra mondiale gli evita il voto minimo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Eliseo (24-08-2011) Valerio Massimo Manfredi supera di nuovo se stesso in questo capolavoro, che non è un semplice romanzo ma è LA STORIA DI TUTTI NOI, delle guerre che hanno devastato l'Italia e le nostre famiglie, narra dei nostri nonni e bisnonni e di un tempo in cui le cose semplici erano apprezzate molto più di oggi... La narrazione è scorrevole e nonostante i momenti di tristezza e commozione, la magia è unica. Mi sorprendono alcune delle recensioni, vuol dire non aver capito nulla dell'opera. BRAVO MANFREDI, sempre unico! 10 e lode Voto: 5 / 5 |  |  |  |
micaela (25-07-2011) Delusione rispetto ai libri passati di Manfredi: la prima parte della vicenda famigliare sicuramente più "palpitante", le rievocazioni delle difficoltà di allora efficaci e a volte emozionanti, ma dal momento in cui la famiglia originaria si disgrega, il libro rimane senza pathos e si svolge come se l'autore faticasse a ritrovare il senso della storia. Sinceramente non lo consiglierei. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sony (11-07-2011) Adoro Manfredi,il suo modo di scrivre e di raccontare. Un romanzo un pò diverso dai suoi soliti,non focalizzato sulla storia di un personggio,ma su quella di tanti,e da questo forse la critica di alcuni di non aver approfondito tali personggi,ma è pur sempre un romanzo e non un saga. A mio giudizio un ottimo libro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anita (05-07-2011) letto tutto d'un fiato sia da me che da tutta la famiglia.....v.m.manfredi non si smentisce con la sua ricostruzione storica di fatti, luoghi e personaggi soprattutto quando li leggi da luoghi citati e conosciuti nel libro....la storia poi della guerra a monte sole e dei partigiani e' descritta proprio in modo da far capire perchè i tedeschi riuscirono a uccidere migliaia di civili inermi e disarmati...ANITA E C. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albano (25-06-2011) Mi dispiace dissentire dalle precedenti recensioni ma questo romanzo mi ha profondamente deluso. Veramente troppi personaggi e poco approfonditi per il periodo narrativo affrontato.
Il pessimismo e le disgrazie abbondano in maniera veramente eccessiva ed il romanzo non riesce quasi mai a decollare. Speriamo che sia solo un passaggio a vuoto ma mi sembra che l'autore degli ultimi romanzi stia perdento un po' della sua vena creativa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
TDLemon (24-06-2011) Stupendo: nel modo di scrivere, nella storia, nella velocità con cui scorri le pagine senza mai voler trascurare neppure una parola, perché ogni parola è importante e non è a caso ma non è pesante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ercole (22-06-2011) Un libro che appassiona e che si legge in un attimo...insomma, uno di quei libri che non vorresti finisse mai!! Unico difetto: le tante storie, che si svolgono in un periodo della storia italiana particolarmente denso di avvenimenti, mi sarebbe piaciuto fossero maggiormente sviluppate. Un libro ben scritto ma "a passo di corsa"! Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 22
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