|
|  |
Grisham John - Io confesso | Quando in una fredda mattina d'inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell'incontro cambierà la sua vita per sempre. L'uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l'omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all'esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? "Io confesso" è un thriller dal ritmo teso che riconferma profondo interesse di John Grisham per i grandi temi sociali e di attualità, offrendo un'amara riflessione sul sistema giudiziario americano e soprattutto sulla pena di morte. Un innocente sta per essere giustiziato. Solo un criminale può salvarlo.
"Senta, reverendo, io ho fatto cose terribili, ma ce n'è una in particolare che mi tormenta da parecchi anni. Devo confidarmi con qualcuno e non ho nessun altro posto dove andare. Se io le parlo di un crimine terribile che ho commesso anni fa, lei non può dirlo a nessuno?"
Grisham appartiene a quella categoria di autori anglofoni che si scelgono a scatola chiusa.
Pensandoci bene non sono tantissimi, ma sono stabili e consolidati nel tempo.
Era così per Crichton, è così per Wilbur Smith, la Cornwell, Stephen King, James Patterson, P.D. James, Frederick Forsyte, Le Carre e pochi altri.
A unirli la straordinaria capacità di creare storie avvincenti, che siano legal thriller come in questo caso o romanzi d'avventura poco importa. E, inoltre, una dote che accomuna molti altri autori anglosassoni: la capacità di scrivere dialoghi efficaci e coinvolgenti.
Forse se leggessimo le prime pagine di un romanzo come questo, scritto però da uno sconosciuto, non lo reputeremmo granché originale.
Quante volte ci è stata raccontata - o abbiamo visto in un film - la storia di un assassino che confessa (o che si dice sul punto di confessare) a un religioso, certo che questo non possa raccontare a nessun altro i fatti di cui viene a conoscenza, il suo crimine?
Eppure c'è già nel primo capitolo del romanzo - in cui appunto vediamo un criminale malato di tumore in fase quasi terminale, arrivare da un pastore protestante e denunciare la sua sofferenza nel vedere che un innocente sta per essere condotto alla sedia elettrica per un delitto che non ha commesso -, qualcosa che esula dalla banale ripetizione di un tratto narrativo già ampiamente svolto da altri.
E man mano che la storia procede questo quid narrativo si amplia, prende forma e riempie le pagine con prepotenza. Il criminale malato nei fatti è tutt'altro che determinato a scagionare il ragazzo nero ingiustamente imprigionato nel braccio della morte, pur mancando poche ore all'esecuzione, e la storia diventa un conto alla rovescia drammatico e travolgente verso quella che sembra una inevitabile terribile ingiustizia.
L'avvocato del ragazzo contemporaneamente sta cercando in tutti i modi di fermare i tempi dell'esecuzione, cercando di convincere un testimone - ai tempi dell'omicidio rivale in amore del giovane e dunque determinato a fargliela pagare - a ritrattare quello che ha affermato al processo.
E quando il pastore protestante si mette in contatto con lui per parlargli della possibile testimonianza del criminale assassino, non gli crede, pensando che il tutto sia frutto dell'ennesima esaltazione di un mitomane.
Mentre le ore passano e la fine del ragazzo si avvicina, l'ansia cresce accanto a un sentimento di impotenza ma anche alla rabbia e alla determinazione di tentare veramente il tutto per tutto.
Grisham riesce così a raccontare una storia credibile, avvincente, ma anche a mettere in luce una ennesima volta (molti sono gli autori americani che l'hanno fatto prima di lui) il dramma della pena capitale, le ingiustizie e la disumanità che l'accompagnano, facendo riflettere noi, ma soprattutto i suoi concittadini, sull'insensatezza e l'inutilità di questa scelta.
A cura di Wuz.it
Recensioni 1 - 20 di 56 recensioni presenti. Media Voto: 3.80 / 5Filippo (25-04-2012) Prolisso. Si legge a fatica. Da un tale scrittore ci si attende altro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elisa (26-02-2012) L'ho letto molto volentieri, è un romanzo scorrevole e tratta argomenti molto interessanti, peró mi aspettavo più colpi di scena e punti salienti. Comunque consigliato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elisabetta (06-10-2011) Grande libro, con il finale amaro che Grisham mette in quasi ogni libro.Ancora una volta sono stata contenta di avere acquistato un suo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
wehrkelt elvor@hotmail.it (28-08-2011) Se vuol essere un romanzo avvincente, è troppo noioso.
Se vuol essere un pamphlet contro la pena di morte, c'è di meglio.
Se vuol essere l'ennesimo bestseller venduto col marchio GRISHAM, vabbé... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Annette (23-08-2011) Troppo, troppo, troppo lento!!! In tutte quelle pagine non succede niente di entusiasmante...
L'ho comunque terminato perchè volevo sapere come sarebbe andato a finire, se Robbie sarebbe riuscito a salvare Donté, ma diciamo che sono andata avanti un po' per inerzia, perchè l'avevo cominciato e mi dispiaceva lasciarlo a metà.
Davvero sono troppe quelle pagine per ciò che in esse avviene!!! Troppi particolari su detective, governatore, membri delle varie corti...
L'unica cosa per cui questo Grisham è apprezzabile è l'evidente sforzo che fa per combattere la pena di morte.
Dalla trama ci si aspetta di più.
Molto, molto lontano dal Grisham de " Il rapporto Pelican ". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Pippo33 (23-08-2011) Il romanzo è lento, prolisso e si trascina per oltre 400 pagine quando ne sarebbreo bastate meno della metà, ma è scritto bene e ciò ti consente di arrivare in fondo.
Inoltre si basa tutto su una confessione estorta ad un innocente da un poliziotto irresponsabile e in mala fede. Ma com'è possibile estorcere una confessione particolareggiata ad un ragazzo di 22 anni intelligente, istruito ed in perfette condizioni fisiche senza ricorrere alla tortura, ma solo con insinuazioni, argomentazioni fasulle e false minacce? La cosa non regge. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Max Ratta (09-07-2011) Grisham è una garanzia, ho letto tutto quello che ha scritto, quindi conosco l'autore da molto tempo, e ne apprezzo lo stile e la profondità, che hanno una peculiarità in comune: la riflessione su un sistema giustizia gestito dagli uomini, ed in quanto tale suscettibile a sbagliare. Questo è un grande romanzo, forse uno dei suoi migliori, insieme al "Momento di uccidere", "Il testamento" e "Il partner".
Ma è anche un libro che ci fa riflettere su un tema verso il quale, ancora oggi, non si è raggiunta una risposta univoca: E' giusto uccidere un uomo come espressione della legge? Può arrogarsi un sistema giustizia, il diritto di uccidere qualcuno?
E soprattutto... se viene giustiziato, ingiustamente, un uomo innocente, chi pagherà per l'orribile errore commesso?
Domande che noi tutti forse ci poniamo, ma che riecheggieranno ancor più forti nella nostra coscienza dopo aver letto questo splendido libro, l'ennesimo gioiello di Grisham.
John sei un GRANDE!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fred31 (01-07-2011) grisham non delude mai. con Io Confesso conferma la sua grande inventiva e originalità. il romanzo si legge d'un fiato, intrigante dall'inizio alla fine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianni (24-05-2011) Letto in poco più di 2 giorni. Mi è piaciuto moltissimo anche se c'è stato un calo nel finale. A volte pensavo che alcune cose fossero troppo esagerate, troppo spinte per farle andare in un certo modo, voglio dire, chi sano di mente anche a fronte di un interrogatorio di 15 ore ammetterebbe un omicidio? E questo lo ammette dicendosi "così finalmente potrò tornare a casa" Ma che storia è? Poi pensi che son cose talmente lontane da te da non sapere come reagiresti, e che in fondo qualcosa di simile in Innocente una storia vera è veramente accaduta e vai avanti nella lettura. Devo dire che il libro è piacevolissimo i temi in ballo sono interessantissimi e trasmettono emozioni molto forti qualsiasi posizione abbiamo nei confronti della pena capitale. Molto bello, bravo John sicuramente ne faranno un film. Certamente non è una lode al romanzo ma all'attualità della storia e la lunga corsa contro il tempo in un susseguirsi di eventi ti tengono incollato al libro per ore. A me è successo così Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Robin (23-05-2011) Intenso, struggente, amaro e tanto tanto triste.
Molto bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vito (20-05-2011) Un capolavoro degno del più grande autore americano. Bellissimo, intrigante. Magnifica la descrizione di luoghi, personaggi, avvenimenti.....eventi che si susseguono in modo incredibile.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina V. (18-05-2011) Questo libro non mi ha entusiasmata, già dalle prime pagine sai come andrà a finire, non c'è suspance, nessun colpo di scena. Non è il miglior Grisham. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giusi (26-04-2011) Lentissimo, pallosissimo, un dilungarsi e basta, niente colpi di scena. Ok scrive bene, ok il suo pensiero contro la pena di morte, però poteva inventarsi una trama più corposa per i lettori. Abbasso quindi la media. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luigi La Carrubba (25-04-2011) Non basta essere considerati grandi scrittori per poter scrivere qualsiasi cosa e ottenere critiche positive comunque. Credo di aver letto raramente un libro così noioso con descrizioni inutili e stiracchiate all'inverosimile, tutta la storia poteva essere raccontata non in 437 pagine ma in 97, penso questo sia il classico caso di chi cavalca l'onda del successo ad ogni costo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antonio (16-04-2011) Gran bel libro, si gioca - a mio parere - il 5 per un finale troppo lento e stirato.
Insieme a "Innocente", induce a molte riflessioni sulla pena di morte e sulla possibilità che innocenti vengano condannati (a tal proposito, mi sembrava che Grisham avesse forzato un po' troppo la mano dipingendo un sistema che volesse per forza condannare un uomo senza averne le prove; dopo aver letto il libro mi sono documentato ed ho visto che, purtroppo, negli USA questi casi non sono rari, anche a seguito di confessioni estorte, quasi con la tortura, dalla polizia). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Brunella (31-03-2011) Bel romanzo, scrittura scorrevole e storia appassionante. Forse non doveve essere così lento il finale. Una storia che mi ha colpito e che ho "vissuto" assieme a Keith, Roberta e Robbie. Consigliato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Magic32rn (30-03-2011) Solita magistrale capacità narrativa di Grisham. Scrittura fluida, semplice, diretta ma mai banale. Anche in questo libro emerge la sua dote migliore, tipica dei grandi narratori: storia e personaggi sono tratteggiati in modo tale che si possa letteralmente "vedere" ciò che si legge. Anche questa volta sembra tutto vero... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico (30-03-2011) oddio che libro palloso!!! poteva riassumere tutto in 10 pagine! non accade niente dall'inizio alla fine. non vedevo l'ora di finirlo. metto 2 solo per la grande ammirazione che provo per l'autore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesca puccinifra@live.it (28-03-2011) Non è il genere che preferisco, ma sicuramente Grisham si legge bene, perchè scorrevole e anche coinvolgente. In più fa pensare alla pena di morte. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Riccardo 77 (22-03-2011) Gran bel libro del mitico Grisham! Personaggi principali indimenticabili e descritti in modo tale che ci sembra di esser lì con loro. La trama ti prende sempre più ad ogni pagina. Il voto corretto sarebbe 4 1/2. Il mio 5 quindi è per alzare leggermente la media... ^__^ Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 56
|
 | I più venduti di Grisham John |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|