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Pinto Francesco - La strada dritta | Il 19 maggio del 1956, il giorno in cui su uno sterrato di poche centinaia di metri viene dato inizio ai lavori, non c'è nulla: non un progetto definitivo, non le tecnologie, non le competenze professionali, non i soldi necessari. Il 4 ottobre del 1964 - appena otto anni dopo e in anticipo sui tempi previsti una striscia di asfalto lunga 755 chilometri collega Milano con Napoli, il Nord con il Sud: è l'Autostrada del Sole. Durante quegli otto anni un esercito di manovali, carpentieri, tecnici, progettisti combatte per rispettare la promessa della sua costruzione. E su quella strada trova il suo destino. Lì va a cercarlo Fedele Cova, l'amministratore delegato della Società Autostrade. Lì va a cercarlo Gaetano De Angelis, operaio emigrato al Nord che con Cova fa un giuramento: lo finiranno insieme quell'abbozzo di strada, e lui potrà ritornare a casa, come ha promesso a Maria. Lì troveranno il loro destino Giovanni Nigro, un ingegnere che nel gelo della campagna di Russia aveva perduto il suo onore, e Bruna, una dei progettisti, che ha bisogno di quella strada per continuare a correre. All'interno di una rigorosa ricostruzione storica, mescolando personaggi di invenzione e protagonisti reali, "La strada dritta" è il romanzo epico e corale di quell'esercito e della sua strada. Ufficiali e soldati, uomini e donne, ognuno con un sogno da rendere vero e una promessa a cui tenere fede. Tutti italiani, tutti con la schiena dritta, come la strada che devono costruire.
Media Voto: 3.2 / 5archipic (22-02-2012) Quando l'Italia era abitata da persone coraggiose, competenti, propositive, illuminate, ma soprattutto persone che avevano dei sogni. Questo è lo spaccato di questo bellissimo libro che narra la voglia e il sogno di un gruppo di italiani che, muovendosi nei tempi in cui la nuova Italia degli inizi del boom si staccava da quella vecchia, ancora in uscita dalla guerra, misero in piedi un sogno lungo 755 km che poi è diventato realtà per tutto il popolo italiano. Fondendo realtà e fantasia Pinto mette su carta un gran bel romanzo che in modo non banale dipinge eventi e personaggi che riescono a coinvolgere ed a farci riflettere su quanto siamo cambiati. Realizzare in soli 8 anni l'autostrada del sole, oggi sarebbe pura fantascienza! Bel libro, davvero. Ps. è un romanzo non una cronaca di eventi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Riker (04-12-2011) L'ho trovato davvero molto interessante e la mia recensione non può che essere positiva. Forse chi si attendeva di più avrebbe fatto meglio a leggersi un saggio e non un romanzo. Lo consiglio dunque a chi vuole scoprire qualcosa sulla storia dell'Autostrada del Sole, a tratti divertendosi ed a tratti commuovendosi per la storia del protagonista del romanzo che è lì a rappresentare l'universale condizione dell'emigrante (sia di quello con la valigia di cartone, sia del giovane laureato di oggi che va via dal proprio posto di origine).
Del resto è scritto bene e si lascia leggere velocemente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Armando Barbieri (31-08-2011) Romanzo leggero. Ci si aspetterebbe, trattando della costruzione della più importante strada d'Italia, simbolo principe del Boom Economico degli anni '60, un qualche riferimento in più. Non una nota a piè pagina per approfondire qualche situazione. Non si sa dove finisce la realtà ed inizia la fantasia; nemmeno su alcuni dei nomi citati si sa se siano realmente esistiti. Brutta la scelta di mettere nero su bianco una bestemmia, offensivo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nello (29-05-2011) L'Italia che decideva e lavorava, l'Italia che entrava nel G8 dopo le macerie della guerra, da popolo di contadini a primi nella tecnica...Un Nuovo Rinascimento che si è spento. Romanzo storico avvincente che ci costringe a rifelettere su quale sarà il futuro dell'Italia.
Da leggere in maniera leggera e godibile, sotto l'ombrellone o nelle serate estive. Costringe alla discussione sul perchè oggi in Italia ci vogliano anni per chiudere una buca in una strada e progettare lo smaltimento dei rifiuti.
Incapacità oggi di una nazione di avere al vertice, politico e economico, persone di qualità che sappiano operare per il bene comune, con il coraggio delle scelte, anteponendo l'interesse collettivo a quello personale.
Le leggi "ad personam" metafora del sentire comune, il potere deve garantire me e i miei, del doman non c'è certezza
Nello Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro@virtualgate.it (16-05-2011) E' un romanzo interessante che però si ferma a mezza strada tra le vicende personali dei protagonisti e le peripezie della nascente autostrada, senza, a parer mio, sceglier di approfondire un pò di più, come avrebbero meritato, le une o le altre. Resta comunque uno spaccato interessante della nostra storia, della storia che ha unito l'Italia attraverso le sue migliori opere realizzate da uominisicuramente motivati, che tuttavia sapevano come arrivare ai nodi del potere che allora contava. Tra la trattoria di allora ed i salotti di oggi il parallelo viene spontaneo.
Qualche pagina di troppo e soprattutto una bestemmia ingiustificata in chiaro nel testo mi hanno disturbato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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