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Tani Cinzia - Io sono un'assassina. Ventuno storie di ragazze che uccidono | Affrontare apertamente il comportamento criminale femminile ha sempre rappresentato una sfida in una società che spesso tende a relegare la donna nel ruolo tradizionale di custode del focolare domestico. Una sfida che Cinzia Tani raccoglie in Io sono un'assassina, sostituendo i tanto celebrati miti dell'amore e della cura, della mitezza e della dedizione con moti dell'animo più odiosi, ma forse più veri: rabbia, invidia, vendetta, avidità, passione, perversione erotica... E ci narra ventuno storie di giovani assassine, dipanate in due secoli e in otto nazioni diverse: dal delitto di Road Hill del 1860, in cui Costance Kent uccise il fratellastro di appena quattro anni, alla parricida Violette Nozière, cantata dal movimento surrealista francese come icona del ribellismo, alla ventenne Irma Grese, "la Belva di Belsen", sadica torturatrice in un campo di concentramento nazista, alla nostrana Pupetta Maresca, assassina per vendicare l'amato sposo, alla diciannovenne Florence Rey, una "terrorista per caso", autrice, insieme al fidanzato, di una sanguinosa mattanza per le strade di Parigi nel 1994, fino al delitto passionale di Anna Maria Sacco, che ha ucciso a Dublino il marito violento e fedifrago. Cinzia Tani ripercorre le tappe delle indagini, dalla scoperta della vittima all'identificazione della responsabile, descrivendo i drammatici istanti del delitto e i suoi retroscena, sulla base dei rapporti ufficiali di polizia, dei verbali di interrogatorio, dei fascicoli del processo...
Media Voto: 4.33 / 5zombie49 (26-11-2011) 21 omicidi al femminile nell'arco di due secoli, dall'800 a oggi. Storie molto diverse fra loro, come diverso è il movente: la timida ragazza russa che confessa al sacerdote di avere ucciso x conservare il segreto sul suo amante, la sadica torturatrice di un lager nazista, la domestica spagnola che avvelenava le sue padrone, la vendetta di camorra di Pupetta Maresca, la ragazzina inglese che uccideva x divertimento bambini più piccoli, la strage familiare di Vercelli, la mattanza x fanatismo politico in una notte di follia a Parigi. Alcune assassine suscitano comprensione e pietà, x altre è difficile provare empatia, come x Doretta Graneris, che sterminò la famiglia nell'ingenua speranza dell'eredità. In questo libro Cinzia Tani ha trovato l'equilibrio perfetto tra la rigorosa veridicità dei fatti e una narrazione emotivamente coinvolgente. Gli eventi narrati sono più recenti che negli altri suoi libri, e la memoria della cronaca rende maggiormente partecipi. Forse è vero che in fondo a ciascuno di noi si nasconde un assassino potenziale, c'è una miccia di violenza che attende di essere innescata, ma resta difficile provare empatia x chi dal crimine cerca di trarre profitto economico, scrivendo libri di memorie e partecipando a show televisivi. I moventi degli omicidi sono diversi: passione, avidità, vendetta, sadismo, esasperazione, e diversi sono i comportamenti dopo il delitto: alcune assassine non sopravvivono al rimorso, altre tentano di espiare dedicandosi ad opere di carità, altre si vantano del crimine, la maggior parte desidera solo essere dimenticata x ricostruirsi una vita normale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito (23-08-2011) Mi ha colpito "Io sono un'assassina", denso di cronache sulle criminali più famose : italiane, europee o statunitensi, dalla metà dell'Ottocento ad oggi.
Da quanto ho letto, emerge che chi uccide ed è donna, lo fa spesso anche soltanto per crudeltà, le cui origini risalgono spesso ai primi rapporti coi familiari, non sempre sereni.
Il sesso femminile ha una capacità tutta sua di mentire e spergiurare, spesso adoperata in azioni illegali.
Sono rimasto impressionato anche dal dopo , ossia da quello che succede in seguito alla condanna o alll'espiazione della pena. Molte colpevoli si rifanno una vita, altre no, ma tutte ( o quasi) vengono giustificate dall' opinione pubblica o da intellettuali, incapaci di credere che un essere di sesso femminile possa dare la morte . Quindi la responsabilità più grande non può che essere di qualcun altro, un uomo. Di tutte le storie, la più legata alla cronaca attuale è quella di un'americana che ferì gravemente con un colpo di pistola la moglie del suo amante, un camionista. Scontata la pena, la ragazza si esibisce ancora oggi in spettacolini sexy, dopo aver girato dei film pornografici. L'uomo, tale Joey Buttafuoco, responsabile morale del tentato omicidio, per avere istigato l'amante , è diventato finanche un attore e presentatore della tv statunitense.
Mi è sembrato che questa storia risalente agli anni '90 anticipasse quanto accade anche da noi, con indagati dei delitti o testimoni che si fanno pubblicità in tv e vorrebbero diventare parte della scuderia di Lele Mora. Lo stile del libro è perfetto: scorrevole e leggibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (04-07-2011) Sicuramente bisogna essere interessati all'argomento e al genere, altrimenti potrebbe essere noioso. Una scrittura semplice, diretta ci porta davanti alla descrizione di 21 casi di donne che uccidono, donne tra le più diverse tra loro, nate e vissute in periodi diversi, in zone differenti e con età diverse nel momento del reato.
Nessun giudizio da parte dell'autrice che racconta i fatti in maniera giornalistica e dettagliata, trascrivendo anche parte degli atti giudiziari. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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