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Odifreddi Piergiorgio - Caro Papa, ti scrivo | Nell'autunno del 1959 Piergiorgio Odifreddi varcò la soglia del Seminario di Cuneo. La sua intenzione era quella di diventare un giorno papa, e benedire da una finestra di Piazza San Pietro la folla estasiata. Ma presto imparò che "il cammino che porta al soglio pontificio è più accidentato e tortuoso di quanto un bambino avesse ingenuamente potuto immaginare". E, soprattutto, che "per poter un giorno comandare bisognava iniziare subito a obbedire" e a essere rispettosi: cosa che già allora non gli piaceva particolarmente. Cinquant'anni dopo, il matematico impertinente ricorda quei tempi e, contenendo per una volta il suo abituale tono urticante e provocatorio, scrive con grande rispetto e sincerità a chi papa lo è diventato per davvero. Anche se, da scienziato, non abiura al dovere intellettuale di rimanere saldamente ancorato ai fatti della realtà fisica, storica e biologica. Ed è dunque costretto a confutare punto per punto il teologo Joseph Ratzinger, che crede invece in ciò che va "oltre" la realtà e sconfina nella metafisica, nella metastoria e nella metabiologia. In questa lettera si confrontano così due metodi, due atteggiamenti, due visioni del mondo. Da un lato il "comprendere per credere", che accetta prudentemente di dar credito soltanto a ciò che si capisce e si conosce. E dall'altro il "credere per comprendere", che si azzarda a scommettere su ciò che ancora non si capisce o non si conosce, nella speranza che tutto poi si chiarificherà o giustificherà.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Gabriele Martufi (05-09-2011) Come ha scritto giustamente Karlheinz Deschner: «Le chiese cristiane vivono grazie al fatto che i loro seguaci non conoscono la storia della loro stessa chiesa». (cit. Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente). Ma non solo, la religione cattolica in particolare, sopravvive grazie alla credulità popolare, con la complicità del potere costituito (Stato), dopotutto è certamente più facile gestire un gregge di pecore che un branco di lupi. E non potrebbe essere diversamente, visto che la religione cattolica è insostenibile dal punto di vista teoretico e perfino dal punto di vista metafisico è piuttosto grottesca; per esempio, come è noto, secondo la religione cristiana gli animali sarebbero automi, senz'anima e senza coscienza, di conseguenza non proverebbero né emozioni né dolore: c'è bisogno di commentare? Per dirne un'altra, il Papa recentemente e in tutta tranquillità, ha dichiarato che «L'inferno esiste e non è vuoto» ma Dio è amore: c'è bisogno di commentare?
Odifreddi è un pensatore che non si fa addomesticare, al contrario di molti "filosofi" contemporanei, è uno spirito libero direi, e in questo libro partendo dal libro Introduzione al cristianesimo di Joseph Ratzinger, intavola una sorta di dialogo virtuale con il Papa, dimostrando l'inconsistenza della religione cristiana a tutto vantaggio della vera religione/spiritualità, quella cosmica einsteiniana, sentiamo direttamente Einstein: «I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né dèi concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi». (cit. Albert Einstein, Come io vedo il mondo) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno (06-07-2011) Come argutamente commenta Amedeo Balbi, a volte sembra che Piergiorgio Odifreddi scriva i suoi libri anticattolici per avere la facoltà di pubblicare anche quelli matematici. In effetti non ho ancora avuto il tempo di leggere "Più spazio per tutti", ma mi è capitata tra le mani questa sua ultima fatica, visto che sono stato invitato alla presentazione ad usum blogger. Odifreddi ha affermato che questo suo libro è stato scritto non per gli atei o gli agnostici, ma per i credenti, con il dichiarato intento di convincerli a cambiare campo; in effetti la sua foto in copertina con la camicia bianca e lo sguardo leggermente verso l'alto fa chiaramente capire il suo posizionamento al riguardo.
È ovvio che scrivere al Papa prendendo un suo testo e controbattendolo punto per punto significa darsi un vantaggio competitivo, visto che si possono scegliere i controesempi preferiti senza che l'avversario possa controbattere - a meno che uno non pensi che Ratzinger si metta a replicare; ma questo non è un problema. In fin dei conti spesso si conoscono le cose da un singolo punto di vista; è sempre bello vederle da un punto di vista totalmente opposto, e almeno per quanto mi riguarda la cosa è utile.
Il problema che io - ma non solo io, a giudicare dalle domande fatte durante la presentazione - ho è banalmente metodologico: proprio come non è che un teologo possa parlare di scienza usando le categorie teologiche o filosofiche - e qui do ragione a Odifreddi - non è che uno scienziato possa parlare di metafisica o teologia usando le categorie scientifiche. Odifreddi inizia affermando questa ovvietà, ma in pratica se ne dimentica spesso. La mia sensazione è che il testo non cambierà le credenze di nessuno; poi è ben noto che le mie previsioni sono sempre errate! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Zotik gianluca.gemelli@poste.it (27-06-2011) E' un occello? E' un aereo? No: è Odifreddi! Più ateo di Dawkins, più intelligente di Einstein, più filosofo di Pascal, più resistente di Valzania, più evoluto di Darwin, più teologo del papa! Ci ha già detto in passato se possiamo o no essere credenti e en passant ci ha spiegato per chi dobbiamo votare. Ora insegna teologia al papa, dimostrando, tra l'altro un altro potere non comune: quello di dialogare con qualcuno che ne è ignaro. A quando una lettera a Dio per dimostrargli che non esiste? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Claudio pepoletto@libero.it (24-06-2011) Ottimo libro, scritto da una persona colta, intelligente e simpatica. Colgo sempre qualcosa di spirituale nei discorsi del prof. Odifreddi e questa severa critica alle certezze del Cattolicesimo mi appare come uno sforzo per andare oltre, non tanto per confutare teorie religiose che lasciano il tempo che trovano. Non è un testo contro Dio o contro le religioni, è un lavoro che si oppone alla dogmatica e credo che questo sia il carisma del nostro piacevole matematico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cesare cesare.pucci@libero.it (12-06-2011) Un libro pessimo da tutti i punti di vista. Ripetitivo e noioso come tutti gli altri dell'autore. Pieno di citazioni che al 98% NON corrispondono ai passi Biblici pretesi.
L'unico merito che ha è quello di far conoscere ed apprezzare il sublime ed illuminato pensiero del Papa.
Innocuo da un punto di vista ideologico-teologico (dice le solite cose trite e ritrite ampiamente superate) è un vero spreco di soldi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giorgio.Gherardi (03-06-2011) Ennesimo coraggioso saggio scientifico che confuta ironicamente ma con dovizia di particolari il grave e pericoloso travisamento che questo papato sta cercando di portare nel mondo della scienza. Non si riesce a comprendere ancora oggi il perchè della cieca perserveranza da parte della Chiesa nel voler inculcare concetti simbolici ammantati di religione e da fatti storici non del tutto comprovati da parte di questo Papa che ha bandito una sanguinosa crociata intellettuale contro chi è laico in nome di un ritorno ad un assolutismo che la storia degli ultimi tre secoli ha sconfitto pesantemente. Mi rincresce leggere commenti contrari basati su rancori e odi intellettuali (forse personali) che non fanno assolutamente bene e che impediscono un dialogo serio e rispettoso tra le parti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arkadin70 (30-05-2011) Graffiante ed ironica lettera indirizzata al Pontefice attuale dal vulcanico Prof.re Odifreddi, matematico impertinente e ateo irriducibile che però in questo saggio con grande e gentile rispetto confuta tutti i punti in cui non si trova (e mai si troverà) d'accordo con questo Pontefice che sempre di più sembra aver dichiarato una guerra totale contro la modernità e la scienza.
Nel saggio vengono evidenziate due visioni del mondo incommensurabili, quella che nel "comprendere per credere" l sposa le posizioni di chi crede che siano la scienze a riuscire a dare molte risposte sulla vita che ci circonda e quella che si basa sul "credere per comprendere" che fiduciosa nella cieca irrazionalità della religione vorrebbe avere risposte definitive sulla nostra vita.
Ai lettori in coscienza la scelta su quale visione alla fine prevarrà Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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