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Corona Mauro - Come sasso nella corrente | In una stanza immersa nella penombra un donna, giunta all'autunno della vita, si muove lentamente appoggiandosi a un bastone. Intorno a lei sculture di ogni tipo. La donna le sfiora e insegue il ricordo di un uomo. Un uomo schivo, selvatico, che però ha saputo rendere eterno nel legno il sentimento che li ha uniti. Ogni statua evoca un episodio della vita avventurosa che quell'uomo ha vissuto e amava condividere con lei, le difficoltà di un'infanzia di povertà e abbandoni, in cui la più grande gioia era stare con i fratelli e i nonni attorno al fuoco, la sera, imparando a intagliare legno, o sentire la vibrante intensità della natura durante una battuta di caccia. Ogni angolo arrotondato delle sculture fa affiorare in maniera dirompente l'orgoglio e la rabbia di quel giovane che, crescendo, aveva voglia di farcela da solo, cancellando le ombre del passato che lo tormentavano. Ma quei profili, quelle figure che ancora profumano di bosco, raccontano anche che l'amore può trovare pieno compimento solamente nella trasfigurazione, nel sogno, perché l'unica via per non rovinare quel sentimento vero e cristallino è allontanarlo dalle mani dell'uomo che, nella sua intrinseca incapacità di essere felice, finirebbe inevitabilmente per sprecarlo. Dai boschi che Mauro Corona ci ha insegnato ad ascoltare e ad amare si leva in questo romanzo una voce nuova, per molti versi inaspettata, a tratti dolente ma non perciò men energica.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5Christian Valtorta (11-04-2012) Molto meglio su un palco che davanti a un foglio di carta. Però diamo a Cesare quel che è di Cesare. Non è così un brutto libro, del buono c'è. Del di nuovo meno. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dolores (14-03-2012) Questo libro é poesia, é profondo, ti fa pensare...
Bella scrittura, grande scrittore.
In questa autobiografia Mauro Corona non fa sconti a nessuno e soprattutto non ne fa a se stesso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pina Muscas (26-02-2012) Il libro è veramente splendido, volevo raccontare una coincidenza particolare: ho dipinto un quadro a ottobre 2011 e terminato da poco, c'è una piccola baita su una roccia isolata nel cosmo, c'è molta neve e una grande luna piena che rischiara il cielo blu notte,in primo piano un enorme tronco di albero antico, come una strada e 2 cervi che contemplano il paesaggio, ora a Febbraio ho letto il libro e mi sono veramente commossa e sorpresa, anch'io ho immaginato di stare in quella baita... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna Maria (19-02-2012) Non ho ancora finito di leggere questo libro,ma il mio parere collima con quello di Beatrice .Bellissimo,profondo e crudele con se stesso,Corona
si apre a tutti noi con grande coraggio.Grazie per essersi esposto cosi' alla platea dei suoi lettori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (23-01-2012) Questa volta Mauro Corona ha deciso di ripercorrere la storia della sua vita, riprendendo diversi episodi che noi lettori abituali dei suoi libri abbiamo già conosciuto. Ora però lo scrittore è maturato e il suo scrivere è diventato più intenso e letterario. Le ultime quaranta pagine poi, sono un vero colpo di scena, oltre a raccontare la vita futura dello scrittore come se fosse già avvenuta e a introdurci in un nuovo racconto che certamente uscirà dopo questo, ci colpisce per la forma della scrittura mai così intensamente poetica e triste. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (10-01-2012) Quella di Beatrice non è una recensione ma una dichiarazione d'amore per Mauro, però ha ragione, questo libro ci fa sentire cosi piccoli e stupidi che vale la pena di leggerlo per scoprire che non è tutto oro quello che luccica, l'uomo di Erto merita la nostra stima suo malgrado. P.S. Tra l'altro il libro è scritto bene! Uno che ha preso 7 dal compianto Giorgio De Rienzo non poteva aver dimenticato come si scrive. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (10-01-2012) Anche questa volta non mi ha deluso, ormai ho letto l'intero lavoro di Mauro Corona sin dagli esordi. Solo una cosa, come dice Beatrice nella precedente recensione, Mauro ti vogliamo bene e non ti abbandoneremo. Libro che non deve mancare in nessuna biblioteca. Acquistatelo, fatevelo prestare, ma non perdetelo. Emozionante, malinconico, duro, impietoso. Mauro Corona e' cosi', prendere o lasciare. Io ho preso, fate la vostra scelta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beatrice Zanetti (03-01-2012) Per apprezzare e capire questo libro è necessario leggere Aspro e Dolce ed i libri precedenti. E' la fine del percorso di un uomo che, raccontandoci la sua vita e le sue vicende, non riesce a liberarsi dai suoi demoni. Per chi ha apprezzato ed amato gli scritti di Corona, per chi lo ha conosciuto, per chi si è emozionato con le sue pagine più forti, per chi ne ha avuto pietà, per chi ne ha grande ammirazione, ebbene per tutti noi questo è un regalo. Di una sincerità commovente, di una durezza estrema, com'è il suo carattere. Mauro Corona è durissimo con se stesso nel bilancio della sua vita ed è durissimo nella sua punizione autoinflitta. Le difficoltà dell'infanzia e dell'adolescenza diventano un disagio comportamentale ed affettivo. Sembra impossibile che nonostante una famiglia con quattro figli veramente in gamba Mauro non sia riuscito a trovare un ecquilibrio di uomo, di padre, di essere umano. Sembra che questa polemica con i critici di Letteratura e questi Premi ricevuti passi sopra la vera ricchezza che sono i suoi lettori. Noi ti vogliamo bene Mauro. Non sei solo. Compratelo, leggetelo ed imparate qualcosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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