|
|  |
Eugenides Jeffrey - La trama del matrimonio | Madeleine Hanna era l'unica laureanda a non aver capito. Siamo, significativamente, all'inizio degli anni Ottanta, e mentre tutti gli altri attorno a lei leggono Roland Barthes e studiano lo strutturalismo ("la prima cosa che profumava di rivoluzione"), Madeleine rimane felicemente attaccata a Jane Austen, George Eliot e Henry James. Un po' troppo elegante per i gusti dei suoi amici bohémien, Madeleine è la studentessa perfetta e avvenente la cui vita amorosa non è mai stata all'altezza delle proprie aspettative. Ma ora, all'ultimo anno di università, si è iscritta al corso di semiotica: visto che tutti ne parlano, sedotti e affascinati, vuole almeno capire di cosa si tratta. Non sa che da quel momento, indipendentemente dallo studio, per lei vita e letteratura non saranno più le stesse. Tutto cambia quando, imbattutasi nei Frammenti di un discorso amoroso ed essendone rimasta folgorata, decide di cedere al fascino di Léonard Bankhead, un giovane dallo strano carisma che soffre di profonde crisi depressive, fino a convincersi di esserne davvero innamorata. Ma siccome la vita spesso sembra giocare con quei romanzi che Madeleine ha tanto amato, ricompare anche all'improvviso Mitchell Grammaticus, un vecchio amico che ha preferito dedicarsi allo studio delle religioni, ossessionato dall'idea che Madeleine è la donna della sua vita. Nel corso di un anno, da quando si laureano e muovono i primi passi nel mondo, si vedranno costretti a rimettere in discussione tutto quello che hanno imparato... Parlando di figli ribelli di buone famiglie in disarmo, quante citazioni si possono fare? E parlando di figli per bene di buone famiglie felici? Impossibile non pensare a Joyce Carol Oates, ad esempio, o a Jonathan Franzen e a tutto un filone di scrittori contemporanei che sul disarmo della famiglia borghese e sulle derive Post punk di giovani figli ribelli hanno fondato il romanzo americano.
Jeffrey Eugenides lo sa. Sa che "il romanzo come genere è finito", si è dissolto come si è dissolto il discorso letterario dopo la vulgata strutturalista. Il romanzo ha toccato il suo apice parlando del matrimonio e delle grandi storie che nel matrimonio trovavano compiutezza: Jane Austen, George Eliot, Henry James. Poi, con la parità dei sessi e, ancora di più, con il divorzio, la sua disfatta è stata irrimediabile: dove può trovarsi, al giorno d’oggi, un romanzo sul matrimonio se non nel passato o negli autori non occidentali che descrivono società tradizionali?
Il vecchio professor Saunders, un gentiluomo del New England che nell’anno accademico 1982-83 tiene il seminario intitolato “La trama del matrimonio” alla Brown, ne è convinto e lo è anche Madelaine: è il matrimonio il perno del romanzo. Il professore e la sua giovane studentessa sono forse gli ultimi gloriosi baluardi della tradizione che resistono di fronte all’invasione della nuova critica e della semiotica. Contro il predominio del lettore, contro Derrida, Barthes, Eco, La grammatologia e la fine del linguaggio.
Madelaine Hanna era arrivata al college a digiuno da tutte queste nozioni, ma con la certezza che l’unico modo per superare la solitudine estrema è tuffarsi nella lettura. La sua è una famiglia sana, aristocratica e tradizionalista, lei è intelligente e carina, quindi la sua vita è destinata al successo. Forse.
Ma la lunga, ottimistica, premessa si conclude a pagina 160, quando il primo baratro si apre sotto i piedi della giovane Madelaine innamorata. Il suo bel fidanzato, Leonard Bankhead, è finito nel reparto psichiatrico dell’ospedale pubblico di Provindence proprio il giorno della cerimonia per la consegna del diploma, il giorno in cui i genitori di Madelaine sono arrivati per applaudire i suoi successi e raccogliere gli elogi. Un cielo plumbeo che sembra disegnato da El Greco incombe sul Campus, i ragazzi sono sfatti dopo una notte di alcol e droghe, Madelaine indossa il vestito lurido della sera prima, con una vistosa macchia non identificata sul bordo della gonna. Teme che sua madre possa decifrarne l’origine, teme che il suo fidanzato sia pazzo e teme per il suo futuro.
È la fine dell’età dell’innocenza, il crepuscolo della letteratura romantica, il punto da cui Jeffrey Eugenides decide di partire per salvare i suoi giovani protagonisti e, insieme, il genere. Ancora una volta l’autore parte da una frattura, un baco del sistema, per spiegare il problema dell’America. Nel suo sconvolgente romanzo d’esordio Le vergini suicide, il punto di partenza era il suicidio, consumato nelle primissime pagine del libro, inteso come morte di una Nazione tranquilla. In Middlesex invece il tema è la devianza, ma anche la deriva dell’uomo nella sua percezione di sé, il post-human. Oggi la conferma arriva con una grande epopea familiare, che parla della dissoluzione dei valori tradizionali ma anche della loro persistenza. Un romanzo straordinariamente colto, acuto nelle descrizioni e perfetto nell’ordito, capace di restituire energia e senso al romanzo contemporaneo. Se vi sembra troppo, provate a leggerlo. Anzi, provate a smettere di leggere.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5Pulgarcita (04-02-2012) Sono l'unica ad aver trovato il personaggio di Maddy irritante? Mi è sembrata la classica ragazza che non riesce a concepire la propria vita senza un uomo accanto, non sa che fare se il progetto di partire con Leonard per Cape Cod non andrà a buon fine, vive all'ombra dell'intelligenza degli uomini con cui sta. Significativo è che il suo saggio venga pubblicato quando ormai è (momentaneamente???) libera da vincoli sentimentali. Probabilmente è un po' la storia della sua evoluzione verso la maturità e verso una forma di amore più profondo, meno adolescenziale perché meno basato sulla dipendenza fisica (che diventa anche dipendenza psicologica,come mi sembrava essere quello per Leonard). Concordo anch'io sul fatto che alcuni passaggi siano troppo "americani", il calore della Smirne di Middlesex torna solo a tratti, in particolare nei capitoli dedicati al viaggio di Mitch in Europa e in Asia. In ogni caso i personaggi sono delineati magistralmente e le pagine ti tengono incollato fino alla fine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (01-02-2012) Romanzo-capolavoro assolutamente da leggere. Colto, intelligente e profondo. Credo che all'ottimo Eugenides sia costata una certa fatica... Grande suo merito è non farne sentire alcuna a noi lettori; ma solo puro piacere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristiana (24-01-2012) Rispetto a Franzen,Jeffrey ha avuto il coraggio di non finire con un happy end. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lorella - 14 gennaio 2012 (14-01-2012) Splendido!....ecco spiegata la mia passione per la letteratura!....ma Leonard non assomiglia incredibilmente a David Foster Wollace?... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabien arkelios2006@yahoo.it (14-01-2012) è sempre difficile,quasi impossibile per me commentare un capo-lavoro.Dovrei,nella fattispecie,ripetere molto di quanto scritto da IBS.
Comunque,la straordinaria figura femminile di Madeleine,rimane impressa nella mente e nel cuore.Vorrei incontrare una ragazza del genere,o quanto meno che le assomigli.
Stupendo romanzo.
fabien Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vani vaniglia53@yahoo.it (08-01-2012) Non so a quante persone ho consigliato (e regalato) Middlesex da quando l'ho letto nel 2004. Non credo accadrà altrettanto per La trama del matrimonio, un libro che mi ha coinvolto molto meno e che non mi pare altrettanto ben riuscito. Come ha detto qualcuno, è un testo molto "americano" e anche molto "Franzen", condivido. Ma non ci vedo una accezione positiva in questi aspetti, aggravati secondo me da una traduzione che non ha alleviato affatto gli echi americani e che spesso mi ha reso la lettura poco agevole.
Queste sono le critiche. I pregi del libro sono lo studio profondo dei personaggi, che crescono come persone via via che scorrono le pagine, e la cultura smisurata dell'autore. Apprezzo in modo particolare quel tanto di biologia e medicina che Eugenides coraggiosamente inserisce nei suoi testi, la curiosità con cui si accosta a ricerche scientifiche che suppongo molto distanti dalla sua cultura umanistica e la corretezza con cui controlla le sue fonti. Anche questo libro, come Middlesex, ha sullo sfonmdo la lettura di un articolo scientifico, peccato che la maestria nel contestualizzarlo e inserirlo nella trama non sia pari a quella dimostrata nel romanzo precedente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Curreri (04-01-2012) C'é Eugenides dietro quella scrittura, e si sente.
Libro colto e raffinato, con personaggi che sembrano appena tratteggiati ma riescono ad emergere in tutta la loro bellezza e complessità.
Il lettore viene immerso da Eugenides nel loro mondo, nella loro giovinezza, nei loro percorsi di vita, nei loro studi, nelle loro letture, nella Letteratura che li circonda, li guida, li fa innamorare e ne influenza la vita.
Difficile non innamorarsi di Madeleine Hanna.
"...Madeleine si chiese se il fatto di aver passato tutta la notte a preoccupassi non fosse il segno evidente che si stava innamorando. Di certo, dopo i tre giorni a casa di Leonard passati a fare l'amore e a mangiare pizza, avendo ritrovato quel po' di serenità che le aveva permesso di venire almeno una volta ogni tanto, senza piú pensare ossessivamente all'orgasmo perché il suo desiderio veniva in qualche modo appagato dalla soddisfazione di Leonard; e dopomessersi spinta fino sedersi nuda sul suo divano lurido, e ad andare in bagno sapendo che Leonard le stava guardando il culo (non perfetto), e a rovistare nel frigorifero lercio in cerca di cibo, e a leggere la brillante paginetta di filosofia che spuntava dal rullo della macchina per scrivere, e dopo averlo sentito pisciare con forza taurina nella tazza del cesso, ecco, alla fine di quei tre giorni Madelaine ebbe la certezza di essere innamorata." Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Raffaele (30-12-2011) Eugenides scrive molto bene ed anche questo romanzo ne è la prova; rispetto al magnifico "Middlesex" l'ho trovato più maturo, più "americano" e forse un pò più....Franzen.
Comunque, un ottimo racconto con il quale si conferma tra i migliori scrittori del momento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (30-12-2011) Capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
philo (30-12-2011) libro inutile, protagonisti ventenni con saggezza, maturità e sangue freddo di un cinquantenne, trama deludente, puro esercizio narcisitico dell'autore nel descrivere la depressione di uno dei protagonisti. se vuoi sapere cos'è la depressione leggi IJ di wallace. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ameliemoon (08-12-2011) Questo libro mi ha deluso moltissimo. Non l'ho trovato coinvolgente, né particolarmente intenso. Sicuramente scorrevole e di facile lettura, ma niente più. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
paola (04-12-2011) Una storia basata su tre personaggi:Madeleine, Leonard e Mitchell, i loro intrecci,le loro debolezze, le loro colpe,narrate con molta intelligenza e intellettualita'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piera (02-12-2011) concordo pienamente con le altre recensioni. Ottimo libro, pieno di spunti di riflessioni, ben scritto, intriganti i 3 protagonisti con le loro storie... splendido! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (27-11-2011) Colto, ben scritto, personaggi interessanti, atmosfere intriganti. L'ho letto in pochi giorni e me lo sono davvero gustato. Uno scrittore bravissimo, pieno di cose da dire. Merita molta attenzione. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ianì Valastro (26-11-2011) STUPENDO! Prima ancora di iniziarlo mi aveva rapito l'epigrafe: "Nessuno si innamorerebbe se non avesse mai sentito parlare dell'amore".
Un libro meraviglioso, grande Eugenides. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (24-11-2011) "La trama del matrimonio" è un libro scorrevole, di facile lettura, che di pagina in pagina ci trasporta nella mente dei protagonisti senza indugiare troppo sulla loro complessità, ponendocela semplicemente davanti agli occhi. E questi tre ragazzi (Madeleine, Leonard e Mitchell) non saranno facili da dimenticare, dopo avere letto l'ultima pagina. Non aspettatevi una commedia a lieto fine, anche se in fondo un sorriso questo romanzo splendido lo lascia comunque. Finalmente un ottimo libro, dopo la delusione che mi hanno regalato le pubblicazioni estive. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Eugenides Jeffrey |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|