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Cazzullo Aldo - Viva l'Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo... | La Resistenza non è di moda. È considerata una "cosa di sinistra". Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che volle morire con i parrocchiani dicendo "vi accompagno io davanti al Signore", e dei militari come il colonnello Montezemolo, cui i nazifascisti cavarono i denti e le unghie, non i nomi dei compagni. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili; e che i "vinti", i "ragazzi di Salò", per venti mesi ebbero il coltello dalla parte del manico, e lo usarono. Neppure il Risorgimento è di moda. Lo si considera una "cosa da liberali". Si dimentica che nel 1848 insorse l'Italia intera. Oggi è l'ora della Lega e dei neoborbonici. L'Italia la si vorrebbe divisa o ridotta a Belpaese: non una nazione, ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l'Italia è una cosa seria. È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati. Aldo Cazzullo ne racconta la storia. Respinge l'idea leghista e la retorica del Belpaese. Prefigura la nascita di un "partito della nazione". E avanza un'ipotesi: che in fondo gli italiani siano intimamente legati all'Italia più di quanto loro stessi pensino. Prefazione di Francesco De Gregori.
rinaldo massarini (14-12-2011) Asciutto libello dal taglio giornalistico-cronachistico, "W l'Italia" non sfigurerebbe tra tomi ampollosi di storici inveterati nel programma di un esame di storia contemporanea. L'autore, focalizzando l'attenzione sulle maggiori epopee popolari vissute tra la chiostra delle Alpi e Capo Passero negli ultimi due secoli, offre l'opportunità di saperne di più su molti campioni d'amor patrio, figure femminili in primis, che hanno contribuito a plasmare la nostra identità. E, oltre a quelli di grosso cabotaggio, guadagnano il proscenio, in resoconti talvolta poco analitici, personaggi generalmente considerati di secondo piano. Circumnavigando l'arcipelago degli episodi cruenti che hanno accompagnato il processo unitario e la storia del primo Novecento, Aldo Cazzullo ci ragguaglia, con toni antiretorici e senza reticenze, sulla nomenclatura e la contabilità degli orrori bellici che hanno preluso alla nascita del Belpaese e contraddistinto i suoi primi decenni di vita. Indimenticabile è il racconto dell'ultimo fante, incastonato come una gemma preziosa nella carrellata, forse un po' troppo compendiaria, sulla Grande Guerra e i suoi cantori. Più ampia e commovente la panoramica sulle vittime della guerra di Liberazione: un autentico martirologio che celebra i nomi, tanto gloriosi quanto dimenticati, di donne, uomini, ragazzi, laici e religiosi capaci di fungere da simboli in rapporto all'ideale libertario dell'indipendenza nazionale. Insomma, questo sapiente volumetto disvela e illumina, paragrafo dopo paragrafo, l'essenza più profonda dell'italianità: uno "gnommero" inestricabile di doppiogiochismo, idealità e spirito di sacrificio. Caldamente raccomandato a quanti difettano di orgoglio patriottico e, per dirla con le parole di Metternich, si ostinano a considerare l'Italia nulla di più che una pura espressione geografica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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