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La fotografia di una generazione, quella di normali ragazzi nati negli anni Sessanta. Come lo è Carlo Conti, il popolare conduttore amato da grandi platee televisive, giunto al traguardo dei suoi primi cinquant'anni. Tra memoria comune e nostalgia privata, Carlo Conti questa volta racconta di sé e ripercorre la sua vita, componendo un ritratto leggero, divertente, condiviso. I suoi ricordi privati sono memoria collettiva. Come le figurine si possono scambiare in un infinito gioco di società, sono i ricordi di tutti, perché Conti è uno straordinario sensore della memoria collettiva nella sua versione più rara, la normalità. Conti è ancora un "ragazzo" normale che ha il senso del limite e soprattutto la consapevolezza che da ciò che fa, con serietà e con passione, non dipende la sopravvivenza di un uomo, come invece dalle mani di un chirurgo, ma al massimo di un punto di share. Uno dei suoi pregi è proprio quello di ricondurre tutto a estrema semplicità, e questo lo rende un comunicatore in grado di parlare a così tanta gente. Ecco allora un vademecum per i ragazzi d'oggi, prezioso per conoscere meglio e meglio comprendere i gusti e le fisime dei loro genitori. Il primo catalogo delle passioni di chi aveva vent'anni negli anni Ottanta.
Media Voto: 4 / 5Manuela campaner manu58.manu@gmail.com (28-02-2012) Mi e' capitato per caso di vederlo sul comodino di una zia che si e' offerta di prestarmelo, un po' per curiosita' e un po' perche' lo sento reclamizzare tutte le sere nella sua trasmissione l'ho preso e velocemente l'ho letto. A noi degli anni sessanta ha fatto venire in mente quasi se non tutto quello che e' descritto, e' stato come tornare ad allora quando davvero non c'erano ancora tutte le cose di oggi ma a mio parere si stava tanto bene lo stesso. Consigliato a chi vuol tornare seppure per poco... Ai nostri tempi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito romolo.ricapito@gmail.com (15-11-2011) Gradevole questa biografia di Carlo Conti e ben divisa in capitoli.
Non è tutta farina del suo sacco, però: essa è messa in ordine dai due autori dei Migliori Anni.
Ciononostante, è il racconto di un cinquantenne di oggi, nel quale però possono riconoscersi tutti i nati negli anni Sessanta.
Conti è un caso a parte: figlio unico, orfano di padre dall'età quasi neonatale,riesce comunque a trascorrere un'infanzia allegra, grazie all'abnegazioie della madre. Rivivono nella mente aneddoti personali e che attengono al vissuto degli ex giovani: le feste in casa, la nascita delle prime radio libere, il telefono a gettoni.
Le figurine Panini, i 45 giri, i primi appocci con le ragazze.
Conti, impacciato a causa di un'educazione rigida (non può guidare il motorino, alle feste fa il dj perché timido e poco attraente) si riscatta col tempo, acquisendo sicurezzza grazie al lavoro di dj. Nel libro egli narra come ha cosciuto Pieraccioni, Panariello. Molti i riferimenti familiari e personali . Piacevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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