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Pivetti Veronica - Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione | Il problema vero della depressione è che non la puoi raccontare, non la puoi descrivere. È invisibile. E non è uguale per tutti. Ma per tutti è un male profondo e assoluto. E va affrontata, perché tanto non si scappa. Anche per questo Veronica Pivetti ha deciso di condividere con noi il suo momento buio. E lo fa con toccante onestà, senza censurare i momenti dolorosi che, come spesso accade nella vita, finiscono per diventare involontariamente molto comici. "Lei è malata, la sua tiroide non funziona più": questo si è sentita dire Veronica nel lontano 2002. Era così. La sua tiroide ha cominciato a dare i numeri, si è starata e l'ha traghettata verso una forte depressione, complici alcuni farmaci sbagliati che le erano stati prescritti. Così è iniziata la sua odissea medica. Alcuni dottori l'hanno salvata, altri massacrata, alcuni le hanno ridato la vita, altri gliel'hanno tolta. E finalmente, nel 2008, Veronica ha incominciato a rivedere la luce e a uscire da questo micidiale periodo nero. Sono stati sei anni infami, "anni nei quali mi sono detta continuamente che era inutile vivere così. Il tempo triste sembra sempre tempo perso". Anni difficilissimi che, però, non sono passati senza lasciare un segno. "Una volta ero perfettamente funzionante, ero nuova di trinca. E credevo che fosse quella la verità. Ora sono un po' rattoppata, ho un'anima patchwork e una psiche in divenire. Ed è questa la verità. Ma va bene così, perché la vita si fa con quello che c'è...
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5ant lomell@libero.it (24-05-2012) Libro che tratta di un argomento terribile e delicatissimo come il problema della depressione, ma che grazie alla verve e alla brillantezza sia di spirito che di linguaggio di V.Pivetti diventa un happening delicato, godibile e addirittura in molti passaggi anche spassoso.
Da sottolineare la capacità dell'autrice di non essere mai banale, sempre molto attent...a e scrupolosa nell'affermare che certe problematiche non sono superserie, di piùùù...e certe patologie vanno affrontate affidandosi a medici preparati e non al primo che capita.
Proprio sull'approssimazione delle cure seguite, e non riuscite, vertono molte pagine del libro, infatti la Pivetti ci descrive con precisione e angoscia le scorribande da un medico all'altro e le dosi massicce di medicinali ingurgitati spesso a sproposito.
Il malessere della protagonista nasce da una disfunzione tiroidea curata un po' alla carlona che sfocia poi in una profonda depressione dovuta all'alterazione di valori vari e per la perdita di reattività e recettività causata da spossatezza e stanchezza congenita.
Otto anni di scuro inferno decritti con sensibilità e delicatezza dalla Pivetti, che magari potranno essere di aiuto a chi è nelle stesse condizioni e che attraverso queste pagine potrà trovare un minimo di conforto e aiuto .Un personaggio cardine del libro è sicuramente l'amica Giordana capace di ascoltare e comprendere l'amica in difficoltà, dimostrando quella rara capacità che è lo stare vicino alle persone senza giudicare. Per stemperare e concludere la recensione vi consiglio le pagine in cui la Pivetti ironicamente descrive le cure al radioiodio a cui si è sottoposta e soprattutto le controindicazioni del caso(non espletare i propri bisogni in luoghi frequentati da donne incinte o bambini piccoli con relative fughe da un autogrill all'altro dell'autostrada)
Così come ho trovato molto simpatiche le digressioni a riguardo del filiale rapporto col suo cane ed i siparietti vari con i suoi vicini di casa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alessia (04-05-2012) Libro scorrevole ed ironico nonostante l'argomento trattato; concordo però nel dire che la Pivetti e la sua amica, a tratti, sembrano due macchiette napoletane alla ricerca dello specialista idoneo e competente!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MauBau (05-04-2012) Il voto medio per la verve della Pivetti che qui non si smentisce, ma pensare che il libro possa essere di aiuto e conforto ai depressi mi sembra una grande esagerazione.
Io l'ho trovato un racconto molto superficiale ed egocentrico, dove la Pivetti sta al centro di tutto e dove i rapporti interpersonali sono praticamente nulli, a parte quelli con l'amica, che tra l'altro dovrebbe essere un'esperta di psichiatria, ma che solo dopo sei anni ha un'intuizione piuttosto banale su come risolvere il problema...
Va benissimo l'ironia e la sdammatizzazione, ma un po' di approfondimento non sarebbe guastato. E poi se non li trova la Pivetti i medici giusti chi li deve trovare? L'operaia da mille euro al mese? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Brunella (02-04-2012) Fortunatamente non ho ancora avuto l'esperienza della depressione ma questo libro mi ha fatto capire quali potrebbero essere i campanelli d'allarme e soprattutto, cosa importantissima, trovare medici che sappiano capirti e ascoltarti. La Pivetti ha descritto questa malattia in maniera ironica, come nel suo stile, ma molto toccante. La sua amica Giordana le è stata di grande conforto e avere una persona vicino che ti capisce e che ti aiuta è molto importante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Letizia (15-03-2012) Penso tutti noi, chi più chi meno, ha toccato con mano la depressione. Di sicuro questo libro e la Pivetti stessa sono di grande aiuto....Lei, con la sua grande ironia, la sicurezza di quel che dice proprio perchè purtroppo ci è passata, sa essere di enorme conforto insegnando che avendo vicino le persone giuste che non ti abbandonano, i giusti medici e le giuste cure se ne può uscire e anche più forti....anche dando un bel calcio nel sedere alla vita che ci ha messo alla prova. Consigliatissimo, per chi ci è passato, per chi ci si trova e per chi, non lo sa, ma la depressione è sempre dietro l'angolo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ottavia (23-02-2012) il libro dovrebbe essere letto da tutti.sia chi
non conosce l'argomento,sia chi suo malgrado
ne ha sofferto,per sentirsi meno solo.
una storia che potrebbe succedere a chiunque.
Un libro molto utile da tenere sul comodino Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Raffaella (22-02-2012) leggere il libro di Veronica Pivetti é stato come entrare in me stessa. Descrive talmente bene la sua situazione di malessere che chi ci é passato non può non rispecchiarsi.
Molto vero tutto quello che scrive: l'importanza dell'assunzione dei farmaci nei dosaggi giusti, quindi trovare gli specialisti capaci e intuitivi, e la presenza costante di una o più persone sulla quale/i puoi contare anche di notte.
Mi é molto piaciuta la scrittura scorrevole e diretta, quasi "parlata" di Veronica che con una terminologia semplice é riuscita a descrivere un male così grande. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
monica (10-02-2012) Una delle più belle sorprese letterarie di quest'anno!L'ho comprato solo perchè adoro Veronica-attrice: brillante, spiritosa, disincatata, reale e realistica!Non mi aspettavo molto..anzi mi aspettavo l'avesse scritto il solito passacarte..no!Si riconosce l'ironia intelligente e acuta della Pivetti, la sensibilità di chi ha toccato con mano il male oscuro..la cosa meravigliosa è che un è libro DIVERTENTE su un argomento devastante..leggendolo si ride, ci si commuove, ci si riconosce..e come con tutti i 'buoni libri' alla fine ci si sente 'orfani'..Va letto soprattutto da chi non ha 'problemi', sempre che ci esista questo qualcuno..perchè permette di capire un 'qualcosa' che purtroppo è troppo frequente! E' DA REGALARE SOLO A PERSONE INTELLIGENTI, MA RIPETO E' TANTO MA TANTO DIVERTENTE! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito (03-02-2012) Consiglio a tutti il libro di Veronica Pivetti "Ho smesso di piangere"
(La mia odissea per uscire dalla depressione). L'argomento è medico
(un malfunzionamento della tiroide che sfocia in sofferenza psichica)
ma scritto con pertinenza e divertita ironia.
L'approccio con i medici è diverso, a seconda del luminare consultato.
Verso la fine del volume l'attrice ipotizza una silenziosa guerra dei
sessi tra medico uomo e paziente femmina, laddove la malata dovrebbe
corrispondere al target di persona posata e remissiva, non esuberante
per carattere, perchè tale vivacità sarebbe fuori luogo per il sesso
cosiddetto debole.
La Pivetti ci racconta il suo cammino alle prese con la
disfunzionalità, assistita da un'ottima amica che la segue passo passo
nel pellegrinaggio con psicologi, psichiatri, naturopati e
quant'altro. L'ironia ma anche l'umorismo dell'autrice corrodono e
rallegrano: ella non ci risparmia nulla, dalla puzza del corpo causata
da mancate abluzioni( a causa della sua depressione) alla voglia di
essere imperfetta ( finanche con lo ""scorreggiare", per non
risultare per forza simpatica e comica) che sta a metà tra il
lasciarsi andare e la rivendicazione che le donne non sono solo
pupattole da compagnia, ma esseri consapevoli che a volte amano
mostrarsi nella loro sgradevolezza. La resurrezione è lenta e per
gradi, motivata sì da forza di volontà, ma in particolare da illuminazioni della
stessa paziente che, aiutata dall'esperienza con farmaci e approcci
medicali, riprende in mano la sua situazione. Esilarante, ma anche
profondo.
ROMOLO RICAPITO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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