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Roca Eduardo - La bottega dei libri proibiti | Colonia, primi decenni del Quattrocento. In un clima storico fatto di poche luci e molte ombre, in cui il sapere è ancora saldamente nelle mani di pochi che non hanno alcun interesse alla sua divulgazione, inizia infine a soffiare il vento del cambiamento. Un piccolo gruppo di intellettuali ed eruditi si riunisce in clandestinità con un sogno grandioso: la diffusione dei libri tra il popolo. Naturalmente la Chiesa si oppone con forza perché non vuole che opere definite pericolose vengano divulgate, e la nobiltà non ha alcuna intenzione di perdere i suoi privilegi. Solo un uomo, il mite e ingegnoso orafo Lorenz, ha il coraggio di affrontare questa sfida. Di origini modeste, dopo aver perso la moglie in un incendio ed essere rimasto da solo a crescere l'unica figlia, Lorenz ha un sogno nel cassetto condiviso con l'amico libraio Johannes, anima del gruppo di intellettuali: mettere a punto un sistema da lui ideato per la stampa meccanica che porterà alla nascita della tipografia. Il progetto è ambizioso e la sua invenzione in grado di cambiare il corso della storia. Ma il prezzo che dovrà pagare per una simile temerarietà è altissimo: a rischio c'è la sua vita e quella di chi lo circonda. Romanzo storico sulla passione per la lettura e l'amore per i libri, "La bottega dei libri proibiti" ci offre un efficace affresco del XV secolo, ma anche una storia d'amore e d'avventura, trasportando il lettore nella realtà di un'epoca in cui crudeltà e intolleranza si scontrano con il sapere, la giustizia e la sete di verità.
Media Voto: 3.75 / 5paola (29-04-2012) Libro incredibilmente bello, con una storia narrata in maniera originale, basata sugli intrecci amorosi e d'affari tra i personaggi.
Emblematico il personaggio di Ilse, Olga.
Commoventi i personaggi di Alonso , Lorenz ed Erika. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (12-04-2012) Un bel tomo, molto voluminoso ma per nulla pedante. Personaggi raccontati molto bene e anche l'ambientazione medioevale è grandiosa. Nessuno, credo, deve aspettarsi da un romanzo (seppur storico) verità assolute. Ci sono molti spunti interessanti. Qualche errore (svista) di traduzione che si poteva evitare, ma tant'è. Leggetelo se vi piacciono i romanzi con ambientazione storica. A me piacciono molto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (14-03-2012) Mi è stato regalato, forse non lo avrei preso in libreria di mia iniziativa, comunque è stata una bella lettura, lo consiglio agli amanti del genere. L'autore restituisce un medioevo autentico (almeno per un ignorantone come me), pieno di potenti crudeli, disuguaglianze sociali, intrighi e degrado, ma anche tanto ingegno e speranza che hanno permesso all'Europa di superare quest'epoca per dare vita al Rinascimento. Lo spessore è ben diverso dalla patina incolore di romanzi come Il mercante di libri maledetti. La trama è coinvolgente (al centro c'è il "libro" fra amanuensi e primi approcci alla stampa), il ritmo perde ogni tanto il passo, ma va crescendo in intensità con lo scorrere dei capitoli. Lo stile è gradevole e ricorda un po' I pilastri della terra di Ken Follett, ma con una maggiore profondità dei protagonisti. Complessivamente mi è piaciuto, anche se non fa parte degli "imperdibili"! Se possibile gli dare un pò più di "3", ma meno di "4". Buona lettura a tutti Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo Gatta massimo.gatta2@tin.it (20-02-2012) Romanzo torrenziale, con capitoli francamente inutili o paradossali dove sembra di stare tra Le Mille e una Notte. Il tema è di quelli intriganti e, per coloro che amano i libri e la stampa, fonte di indubbio interesse. Ma se l'autore, il solito barcellonese, ne avesse fatto una cura dimagrante diciamo di 120 pagine avremmo un bel libro da leggere disinvoltamente. Che dire poi della traduzione? che a pagina 260 di fronte a "Si asciugò le lacrime con la palma della mano" mi stavo sentendo mancare? ho chiuso il libro in attesa di tempi migliori; che sono venuti tre giorni dopo facendomi terminare (finalmente) questo mattone spagnolo, ma in fondo simpatico anche perchè pare sia il primo romanzo del suo autore. Gli auguriamo di continuare o di fermarsi qui? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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