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Bianchini Luca - Siamo solo amici | Giacomo è un portiere d'albergo veneziano. Rafael è un ex-portiere di calcio brasiliano. Sono entrambi a un appuntamento con il destino ma l'essere stati davanti a una porta è l'unica cosa che hanno in comune. Il primo, dopo cinque anni di attesa, sta per rivedere la donna della sua vita: una signora sposata il cui mantra è "non si bada a spese", eternamene in conflitto tra i precetti religiosi e quelli astrali. Il secondo insegue un'attrice di telenovela, in fuga dal personaggio che le ha rubato l'anima. In un incontro fortuito e surreale Giacomo e Rafael instaureranno un rapporto singolare a tratti equivoco, che li porterà a capire chi sono e cosa desiderano. A sparigliare i piani, in una storia squisitamente teatrale, ci si metteranno altre due donne: una prostituta d'alto bordo che pensa di assomigliare a Gesù, e una giovane cassiera ostaggio della famiglia meridionale e dei look di Lady Gaga. Sullo sfondo, oltre il via vai dei clienti dell'hotel, una Venezia tratteggiata come un acquerello, lontana dalle cartoline, in cui la gente parla ancora in dialetto, ha paura degli stranieri e non sa rinunciare a un prosecco prima di cena.
Pasquale Braschi (31-01-2012) Quante volte nella vita abbiamo precisato di essere solo amici? Ci pensa Luca Bianchini a definire e descrivere uno dei tanti possibili contesti con il suo romanzo Siamo solo amici. Un quaderno di appunti, una fotografia e un segreto sono gli ingredienti di questo "pasticcio" all'italiana in cui altri personaggi, nel loro insieme, contribuiranno a mettere in evidenza le diverse sfaccettature dell'essenza umana: Elena, l'imprenditrice, ovvero la "Madame Bovary con l'i-phone, ma senza alcuna consapevolezza del proprio malessere" (p. 33), che si affida alla benevolenza di Dio e alla complicità degli astri a seconda di ciò che desidera; Tamara, cassiera, sempre felice di fronte alla vita; Silvana, anziana in pensione, simbolo della saggezza e punto di riferimento per i giovani personaggi di questa storia. Dopo l'ennesimo trasloco Giacomo, portiere d'albergo, stretto tra il rimpianto per una storia mai chiarita e la speranza di veder tornare la donna amata tra le sue braccia, deve fare i conti con il proprio passato, intrecciando la sua vita con quella di Rafael, ex portiere di calcio, certo dell'amore ricambiato per una star di telenovelas. Per mettere ordine nella propria vita è necessario "non avere più paura degli anni, sapere che non importa come hai vissuto ma solo come andrà a finire la tua storia. Perché tutte le storie, anche le più piatte, possono regalare un gran finale" (p. 30). Il pregiudizio, la solitudine, il bisogno di amare e di essere amati, l'amicizia e la morte si fondono e si confondono nel gioco imperscrutabile delle coincidenze della vita, sullo sfondo di una Venezia che è al tempo stesso città vivace e felice, spenta e triste. "I momenti più belli vanno custoditi dentro bolle di vetro senza parole. Solo così conservano l'incanto, senza essere scalfiti dalle fragilità umane" (p. 104). Alternando il tono drammatico e quello comico, l'autore induce il lettore al sorriso, quello amaro e beffardo, persino di fronte alla morte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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