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Verga Massimiliano - Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile | "Metà di quello che ho scritto è uscito in una notte. Il resto sul tram, mentre andavo al lavoro" racconta Massimiliano Verga, padre di Jacopo, Cosimo e Moreno, un bellissimo bambino di otto anni, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. "Così ho raccolto gli odori, i sapori e le immagini della vita con mio figlio Moreno. Odori per lo più sgradevoli, sapori che mi hanno fatto vomitare, immagini che i miei occhi non avrebbero voluto vedere. Ho perfino pensato che fosse lui ad avere il pallino della fortuna in mano, perché lui non può vedere e ha il cervello grande come una Zigulì. Ma anche ai sapori ci si abitua. E agli odori si impara a non farci più caso. Non posso dire che Moreno sia il mio piatto preferito o che il suo profumo sia il migliore di tutti. Perché, come dico sempre, da zero a dieci, continuo a essere incazzato undici. Però mi piacerebbe riuscire a scattare quella fotografia che non mi abbandona mai, quella che ci ritrae quando ci rotoliamo su un prato, mentre ce ne fottiamo del mondo che se ne fotte di noi." Queste pagine sono una raccolta di pensieri e immagini quotidiane su che cosa significhi vivere accanto a un disabile grave (la rabbia, lo smarrimento, l'angoscia, il senso di impotenza), pensieri molto duri, ma talvolta anche molto ironici, su una realtà che per diverse ragioni (disagio, comodità, pietà) tutti noi preferiamo spesso ignorare. E che forse, proprio perciò, nessuno ha mai raccontato nella sua spietata interezza.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5gabriela (14-05-2012) solo un silenzioso rispetto per questo libro, per questa storia di vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roger (28-04-2012) Straordinario... stento a credere che lo abbia scritto un interista!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angelo angebet@hotmail.com (24-04-2012) Ingredienti:
un cuore (di padre) troppo duro per piangersi addosso, un cervello (di figlio) troppo piccolo per crescere sano, la ragione di un uomo incazzato col cosmo, il corpo di un handicappato isolato dal mondo.
Consigliato: a chi è diventato adulto mangiando Zigulì da bambino, a chi vuol ricevere insieme un pugno nello stomaco ed una carezza sul viso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anto (15-04-2012) Questo librino è meravigliosamente crudo, essenziale e realistico. E' la storia di un padre e di un figlio con "una Zigulì al posto del cervello".
E' una raccolta di pensieri scritti senza seguire un ordine preciso, ma dai quali emergono sentimenti e sensazioni intensi: rabbia, disorientamento, paura, insofferenza, disperazione, preoccupazione...
Da queste parole emerge la difficoltà della vita quotidiana, del rapportarsi con un handicap grave, ma anche le difficoltà e gli ostacoli che frappone la burocrazia.
Ma soprattutto emerge un amore sconfinato per un figlio sfortunato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cri (13-04-2012) ho provato e riprovato a scrivere un commento sensato, ma davanti a questo personale testamento mi sono sembrate inutili, retoriche e vuote -
lo consiglio e basta Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federica spano' (04-04-2012) Stralci di vita - dura - vera. Senza ricami, senza nemmeno il condimento minimo, solo i nomi propri. Un genitore nel dolore, cerca di sperare, poi smette, cerca di ridere, cerca di capire, cerca di pensare il futuro. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isa (22-03-2012) Ho letto questo libro in poche ore, perchè letteralmente non riuscivo a smettere.
La potenza espressiva, spesso lapidaria, di queste pagine colpisce direttamente al cuore (e più volte anche allo stomaco),fa riflettere e stravolge la prospettiva da cui guardiamo le cose nella quotidiana cura del nostro personale orticello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cate (06-03-2012) Concordo con chi ha commentato prima di me che ha descritto il libro come "un pugno nello stomaco". Ecco, è proprio questa la sensazione che mi ha pervaso per quasi tutta la lettura....finito in poche ore, travolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna Maria (01-03-2012) Un libro scritto con sincerita',con rabbia e con amore infinito.Ottimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (25-02-2012) Chi sono io per giudicare questo libro?
Perchè questo non è un romanzo, non è assolutamente possibile classificarlo in un genere letterario.
E' un intenso sfogo, il desiderio di comunicare la propria rabbia e dolore, la manifestazione di un amore incondizionato per un figlio cieco, muto "con il cervello grande come una zigulì".
Pensieri, riflessioni, effimere ed eterne sensazioni, ricordi, spesso formati da poche parole e con un linguaggio molto forte e volgare, quasi liberatorio, si susseguono senza fine, scorrendo come foglie trascinate sulla superficie dell'acqua dalla corrente di un fiume.
Combattuto tra odio, amore, rassegnazione e tanta rabbia (sentimenti che lo rendono scrittore), Massimiliano Verga racconta la propria vita con il figlio disabile e tutte le sue emozioni chiaramente emerse da questa vita.
Che dire? Quando mi sentirò triste mi verrà inevitabile pensare a tutto questo e sentirmi fortunata.
Ho ammirato il coraggio, la determinazione e la battaglia di quest'uomo contro il disagio e l'ipocrisia propria e altrui.
Una gran tristezza e una forte speranza. Sono queste le cose che mi ha regalato questo libro, e sono contenta di essere stata triste, perchè ho ritrovato un po'di quelle forza di andare avanti che ho sempre cercato.
Grazie Massimiliano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
beatrice (09-02-2012) Un pugno nello stomaco. La realtà vista con tagliente ironia. Un' ondata di emozioni che ti travolge. Splendido. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manu (15-01-2012) Le cose che vorrei scrivere in questa recensione sono troppe. Mi limito così a esprimere il mio giudizio solo con il voto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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