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Giordano Paolo - Il corpo umano |
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Titolo | Il corpo umano |
| Autore | Giordano Paolo | Prezzo Sconto 20%
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€ 15,20
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 3,80)
|  | | Dati | 2012, 309 p., rilegato |
| Editore | Mondadori
(collana Scrittori italiani e stranieri) |
| | Disponibile anche usato a € 9,50 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 9,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L'ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l'area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, "un recinto di sabbia esposto alle avversità", dove non c'è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Ad attenderli laggiù, c'è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all'interno di quella precaria "bolla di sicurezza", di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco. Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti. In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle "nuove guerre". E, nel farlo, ci svela l'esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804616252
Il corpo umano
È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L'ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l'area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, "un recinto di sabbia esposto alle avversità", dove non c'è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Ad attenderli laggiù, c'è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all'interno di quella precaria "bolla di sicurezza", di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco. Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti. In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle "nuove guerre". E, nel farlo, ci svela l'esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.
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Recensioni 1 - 20 di 47 recensioni presenti. Media Voto: 2.82 / 5Loris (16-05-2013) La scelta di uno scenario di guerra vincola la narrazione, ma lascia spazio anche a riflessioni di maggior respiro ed ambizione. La costruzione corale e 'generazionale' del romanzo è tutto sommato efficace. Mi ha convinto meno l'insistenza su certi retroterra familiari 'complicati', quasi a fissare una linea di continuità col best-seller d'esordio. Dopo qualche passaggio a vuoto iniziale, le qualità stilistiche di Giordano si fanno apprezzabili nella sezione centrale del racconto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
antonio (02-04-2013) Di certo scritto bene e "sentito" nelle sue sfumature, anche e soprattutto emotive dei personaggi. Ciononostante lascia poco. Forse un po' immaturo l'autore nel salto da una storia più adolescenziale a una narrazione più strutturata e complessa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mario (20-03-2013) Paolo Giordano si conferma scrittore moderno e coinvolgente con un libro non eccelso ma comunque ben scritto che, alla resa dei conti, ci dà l'idea di quanto sia fasullo chiamare "di pace" le missioni dei militari italiani all'estero. Questo è il suo pregio maggiore e non è poco! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Betta1988 (12-03-2013) Veramente poco coinvolgente, lo stile di Giordano non conquista... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elena (11-03-2013) la prova che non basta il marketing a fare un autore. rispetto ai "numeri primi" giordano è pure peggiorato. un libro un poco squallido, che non dice niente sul tema della guerra e che non riesce a volare sopra frasette da bacio perugina e qualunquismi triti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (09-03-2013) Un libro non banale,tratta un argomento non semplice con i toni giusti,preciso e realistico.Sa farti immedesimare! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ELENA (21-02-2013) E'bellissimo.I protagonisti diventano i tuoi parenti,pensi ad ognuno di loro...Non e'divertente? Afganistan non e' Disneyland.I ragazzi sono volgari?Perche'a 20 anni un ragazzo normale non pensa al sesso,non parla con i suoi amici?Il romanzo è diverso dal primo? Si, e per questo è bello.
E' un libro che ti fa pensare,ti fa ridere e ti fa piangere.La tragedia finale ti piomba addosso,senti la disperazione dei vivi,i loro rimorsi e il loro dispiacere di rimanere in vita.Ognuno di loro se la cava,ma è come se fosse morto insieme agli altri nelle montagne afgane.
Leggendo questo libro provi il rispetto nei confronti dei nostri ragazzi,che spesso vengono chiamati " mercenari".Ricordiamo che loro rischiano la vita e la vita non ha un prezzo.Non esiste una cifra che ricompensa l'esistenza.
Il libro è profondo,assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina (18-02-2013) Banale, noioso e prevedibile. Ho fatto una fatica terribile ad arrivare alla fine. Una delusione totale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca (03-02-2013) Se con "La Solitudine dei Numeri Primi" Giordano era risciuto a realizzare un buon romanzo, con questo secondo lavoro ha fatto un notevole passo indietro. Trama banale, personaggi vuoti a cui non ci si affeziona. Ne viene fuori una storia che si trascina avanti stancamente e noiosamente.
Fortemente sconsigliato Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paola (01-02-2013) Libro scritto benissimo, in cui la maestria di Paolo Giordano si evince dalle sue pagine descritte nella maniera piu' precisa che ci possa essere.
Le azioni e i movimenti del fisico vengono esplicati chiaramente e i sentimenti correlati ad essi.
Anima e corpo sono fusi insieme:binomio perfetto per questa opera. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (30-01-2013) E'un romanzo coinvolgente,scorrevole,attraente e interessante, tutte note di merito x l'autore, ma...a mio avviso sullo stesso tema la Fallaci col suo "Insciallah" fu più profonda e cerebrale.
Da quello che scrivo s'intuisce che la trama e il plot del romanzo siano incentrati nel mondo militare(il riferimento a Insciallah), infatti è così, a differenza però del libro della Fallaci che parlava di un gruppo di militari italiani in missione in Libano; nel libro di Giordano si parla di un gruppo di soldati italiani in Afghanistan .
Si vede che Giordano ha vissuto a stretto contatto con i militari in quell'area ed il libro è ben sviluppato su due fronti:
1)Le descrizioni psicologiche di ogni componente del gruppo e le vicissitudini da affrontare in territorio afgano
2)Il vissuto familiare che ognuno dei militari presenti, chi più chi meno, vorrebbe dimenticare.
Su tutti i protagonisti della narrazione spicca la figura del tenente medico Alessandro Egitto(ritratto anche in copertina), personaggio complesso, molto provato psicologicamente, molto sensibile che fa da tramite e da collante fra i vari componenti della spedizione.
Un finale strambo chiude il libro che lascia al lettore un senso d'incompiuto.
Cmq buona prova x Giordano che si conferma scrittore molto capace Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio (21-01-2013) Un bel libro da leggere senza la puzza al naso. Da un autore giovane e reduce da un indiscusso successo ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di banale, ecco qua nulla è banale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuverde (18-01-2013) Noto dei preconcetti nei confronti di quest'autore, che invece, a parer mio, si conferma un ottimo indagatore della psiche umana ed è dotato di una sensibilità fuori dal comune. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (12-01-2013) Giordano con "La Solitudine dei numeri primi" aveva proposto un romanzo trampolino di fattura decente, il secondo romanzo avrebbe potuto eseguire un salto perfetto, o sarebbe potuto cadere nel baratro sottostante al trampolino.
Così è stato: "Il corpo umano" che era iniziato benissimo con una meravigliosa citazione del Dio Remarque, raccoglie tutta la banalità e la scontatezza che è possibile inserire in un libro di pseudo guerra. Trama inutile, personaggi SCONTATISSIMI. Questo libro potrebbe piacere a gente che come massimo libro sulla guerra ha letto "Le avventure di Topolino", per chiunque abbia letto i classici Stern, Remaraque e co..beh è palese di quanto questo libro sia PENOSO. Che delusione! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giacomo (11-01-2013) Apprezzai molto il primo libro di Giordano..purtroppo questa volta non ci siamo, lo scrittore Giordano può fare molto meglio, a tratti si percepisce che qualcosa di buono c'è ma stavolta non basta..Poco ispirato e troppo forzato questo libro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo (07-01-2013) Non l'ho trovato all'altezza del primo romanzo, sono rimasto abbastanza deluso. La trama decolla troppo tardi, alcune tematiche mi sono apparse trattate un po' banali (es. i frequenti passaggi su argomenti "sessuali/passionali"). Interessante il tema delle missioni di guerra. Libro di lettura scorrevole. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
brunei (07-01-2013) Un mistero il successo di questo libro, come del resto del primo dell'autore... Scrittura caotica, personaggi poco definiti, passaggi inutili e divagazioni che non aggiungono niente alla narrazione. Per chi volesse capire come un vero scrittore racconta le stesse tematiche, consiglio il libro della Mazzucco. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
CLAUDIA (04-01-2013) ..non è un capolavoro di letteratura..ma dopo tutti i commenti negativi mi aspettavo veramente un libro mediocre..invece mi ha molto coinvolta..mi è piaciuto il fatto che non si tratta di un'ennesima storia d'amore..e mi ha dato molte emozioni..letto in due giorni..lo consiglio! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura Z. (02-01-2013) Dopo il meraviglioso esordio con "la solitudine dei numeri primi" questo nuovo romanzo, per l'argomento trattato, non mi ha entusiasmato. Giordano ha una scrittura straordinaria e dota i suoi protagonisti di una capacità introspettiva strepitosa che manca nella maggior parte dei romanzi contemporanei. L'argomento e l'ambientazione non mi sono piaciuti, ma lui è riuscito a trasmettermi tracce di emozioni e sensibilità di personaggi calati in ruoli che rischiavano di diventare duri e asettici. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (18-12-2012) Giordano aveva già mostrato all'esordio chiari segnali di incarnare un vero profeta del dubbio e delle angosce. Dategli un problema relazionale, un trauma giovanile, un'infanzia difficile e lui in qualche modo ne può fare una storia interessante. Figuriamoci cosa riesce ad inventare in questo suo secondo romanzo tutto focalizzato sulle vicende di un manipolo di giovanotti (e giovanotte) che operano in un ambientino sereno e disteso come la missione "di pace" in Afghanistan. C'è realmente di tutto e di più e questo non rende la lettura serena e rilassante: emerge tuttavia la capacità dell'autore di tenere tutto insieme in maniera credibile, coinvolgendo il lettore e creando una storia ricca di pathos ed in cui vale decisamente la pena immergersi. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 47
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