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Forte Franco - Il segno dell'untore | Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L'aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque. In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene convocato dal capitano di Giustizia per risolvere un difficile caso di omicidio. La vittima è Bernardino da Savona, commissario della Santa Inquisizione che aveva il compito di far valere le decisioni della Corona di Spagna sul suolo del Ducato di Milano. Bernardino aveva ricevuto l'incarico di occuparsi degli ordini ecclesiastici in odore di eresia, come quello misterioso degli Umiliati, messi al bando dall'arcivescovo Carlo Borromeo e desiderosi di vendetta. Contemporaneamente, Niccolò Taverna deve riuscire a individuare il responsabile del furto del Candelabro del Cellini trafugato dal Duomo di Milano. Ma ben presto si accorge che sta seguendo una pista sbagliata perché un altro oggetto, ben più prezioso, è stato sottratto... Nella Milano piagata dalla peste e su cui grava l'incubo della Santa Inquisizione, Taverna deve fare appello a tutte le sue sorprendenti capacità investigative per venire a capo di questi casi che rischiano di compromettere la sua carriera e la sua stessa incolumità, ma che conducono anche sul suo cammino la giovane e intrigante Isabella, nei cui occhi Niccolò ha l'impressione di annegare.
Media Voto: 4.75 / 5Miller (08-03-2012) "Il Segno dell'Untore" è un romanzo storico narrato da un regista contemporaneo . Ho trovato un Franco Forte diverso, c'è qualcosa di nuovo nello stile, almeno questa è la sensazione che ho avuto durante la lettura. Il tempo ristretto e le azioni dilatate potrebbero essere le cause. L'ho trovato molto più "cinematografico", le immagini e le scene sono più moderne o meglio contemporanee nella loro proposizione e studio della luce e della fotografia. E questo mi è piaciuto molto, un romanzo storico con una fotografia contemporanea. Il lato "Romance" dell'auotre esce fuori in ogni lavoro e rende i personaggi femminili vivi e adorabili. Anita e Isabella sono indimenticabili. E quel quadrello finale... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Manuela Costantini (27-02-2012) Fin dalle prime parole sono stata catturata dalla magia della scrittura dell'autore.
Eccomi, d'improvviso, nel 1576, in una Milano cupa e sofferente. Si svolge tutto nell'arco di una giornata, con i capitoli scanditi dalle ore che passano e a ogni capitolo un'incantevole citazione dello stesso autore, ti lascia pregustare quel che sta per accadere.
Un lettura scorrevole, ricca e suggestiva e gli eventi si susseguono veloci insieme ai colpi di scena. L'equilibrio della narrazione è poi mirabile, si alternano momenti di tensione a brevi e intensi scorci più lenti e mai noiosi, anzi, rendono l'atmosfera assolutamente godibile e verosimile. I personaggi sono perfettamente disegnati, ognuno con sue caratteristiche precise al punto che non ho potuto fare a meno di diventare virtualmente loro amica (o nemica) e immaginarli reali.
Uno sfondo storico abilmente ricostruito. Così realistico che mi è sembrato davvero di essere lì, nonostante siano trascorsi quasi cinquecento anni.
E una storia così appassionante che non sono riuscita a chiudere il libro prima di arrivare alla fine.
Con la bella sorpresa di scoprire che Niccolò Taverna farà ancora parlare di lui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (27-01-2012) "Il segno dell'untore" è un romanzo bellissimo. Ogni volta che la lascio, non vedo l'ora di tuffarmi nuovamente nella lettura. . La cosa che salta subito agli occhi è l'abilità dell'autore nel mescolare i dettagli storici, direi proprio l'erudizione, con la scorrevolezza della trama. Forte fa rivivere la peste, la milano dell'epoca con le sue magistrature e gli intrighi politici. Ci permette di respirare l'aria del Cinquecento, le abitudini, le mode, i costumi. Ci mostra con incredibile dettaglio le tecniche investigative ma, tutto ciò, non va mai a discapito dell'azione, del rapido incalzare della trama. La profonda preparazione dello storico si percepisce dallo svolgimento, trasuda dall'intreccio; come se si fosse presa la macchina del tempo. Altro aspetto di grande pregio riguarda il linguaggio. Questa considerazione è connessa a quanto detto prima; non si tratta certo di un linguaggio rinascimentale, lento, macchinoso o di difficile comprensione, però è un linguaggio, quello parlato dai personaggi, che permette al lettore di tuffarsi nell'ambientazione. Attraverso piccoli dettagli, qualche termine, atteggiamento, gesto. Documentazione, ricostruzione ambientale, raffinatezza e accuratezza stilistica, costruzione impeccabile della trama, attenzione estrema ai dialoghi, perizia tecnica. C'è un lavoro incredibile dietro a questo romanzo, anche considerando il grande ruolo che svolge, nella narrazione, l'elemento thriller. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LadyAileen (20-01-2012) Il segno dell'untore è un romanzo thriller/giallo storico ed è il primo di una serie che vede protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna alle prese con intricati casi da risolvere nella
Milano del 1576, anno in cui domina la Corona di Spagna e afflitta dalla peste.
Il volume si legge benissimo singolarmente in quanto ogni libro ha il suo bel mistero da risolvere anche se l'autore nelle ultime pagine getta le basi per quella che sembra la prossima indagine.
Per chi ha avuto l'opportunità di leggere I bastioni del coraggio ritroverà alcuni personaggi come Anita Polidori (la moglie del protagonista) e Guaraldo Giussani l'inquisitore ma non preoccupatevi perché non c'è altro che colleghi i due romanzi.
Le vicende sono narrate in terza persona e l'unico punto di vista è quello di Niccolò Taverna per cui il lettore segue passo passo le sue scoperte, le sue intuizioni e i suoi sforzi fino ad arrivare alla risoluzione del caso.
Niccolò Taverna (non è dato sapere se è un personaggio di pura fantasia o veramente esistito) è un uomo arguto, coraggioso, intelligente, sensibile, generoso, d'onore, astuto, minuzioso ama il suo lavoro e non si arrende facilmente.
Uno stile fluido, una trama originale, il risvolto giallo è incalzante ed intrigante (amo i gialli) e per finire non manca quel pizzico di romanticismo che non guasta (quest'ultimo aspetto resta molto marginale).
Se state cercando un giallo storico con una minuziosa e curata ricostruzione storica di ambienti, luoghi, personaggi, usi e costumi questo è proprio il romanzo che fa per Voi. Inoltre questi dettagli si amalgamano bene con le vicende di pura fantasia e non appesantiscono in alcun modo il ritmo.
Una lettura che mi ha conquistato sotto tutti i punti di vista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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