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Padrini e padroni. Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente
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Padrini e padroni. Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente - Nicola Gratteri,Antonio Nicaso - copertina
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Padrini e padroni. Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente

Descrizione



Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.

Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti – molti dei quali tornati dall'America per l'occasione – causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti – occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti – sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Anche lo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti. E le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. In questo vermicaio c'è di tutto: oltre al riciclaggio di denaro, ci sono partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, e ultrà che gestiscono attività illecite. Il vero problema è che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo dissennato del territorio, né il degrado di opere e servizi sembrano più scalfire l'opinione pubblica. In Italia l'incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni. C'è un'assuefazione che sconcerta. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l'economia, provocando gravi disuguaglianze sociali o se la mafia ammorba l'esistenza di tanta gente, con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla? E perché nessun governo ha mai inserito fra i propri obiettivi primari la lotta alla corruzione e alla criminalità economica? Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.
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Dettagli

2016
207 p., Brossura
9788804668923
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Indice


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Prologo

Parte prima. La genesi: la collaborazione fra 'ndrangheta e colletti bianchi (fra i due secoli passati)
I. Da Reggio Calabria a Bardonecchia
Il caso Bardonecchia

II. Il terremoto del 1908
L'ascesa del boss Michele Campolo - I boss tra fascismo e antifascismo

III. Il summit di Montalto
Peppe, Mico e 'Ntoni

Parte seconda. La transizione: 'ndrangheta e colletti bianchi si strutturano (il secolo scorso)
I. I De Stefano e la Santa: massoneria e servizi deviati
La prima guerra di 'ndrangheta - La Santa - Il primo omicidio eccellente - La strage di Razzà - L’omicidio di Giorgio De Stefano

II. La svolta: il traffico di droga

III. La seconda guerra di n’drangheta e gli omicidi eccellenti
L’uccisione di Bruno Caccia - La seconda guerra di n’drangheta - L’omicidio di Giuseppe Galluccio - L’omicidio di Lodovico Ligato - Lo stragismo dei Corleonesi - l’omicidio di Antonio Scopelliti - La pace - Tangentopoli calabrese - Il venerdì nero di Taurianova - L’omicidio di Giuseppe Nirta - Il suicidio del notaio Marrapodi

Parte terza. L’assetto attuale: l’osmosi fra n’drangheta e colletti bianchi (tra il vecchio e il nuovo secolo)
I. La colonizzazione

II. Annus horribilis

III. Il «capitale sociale»: la zona grigia dei professionisti al servizio della ‘ndrangheta

IV. Il «coso»: nuova ‘ndrangheta o nuova massoneria deviata?

V. Il voto di scambio e gli accordi inconfessabili

VI. Le nuove tecniche di consenso sociale e di arricchimento
Riciclaggio di denaro

VII. Conclusioni

Note
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Toni
Recensioni: 5/5

Un libro di notevole interesse che riporta le parti fondamentali di sentenza. La lettura, tenendo conto che si tratta come detto di una sentenza di un tribunale, non sempre è agevole, ma le rivelazioni che riporta spingono il lettore curioso oltre le difficoltà, fino a scoprire le verità agghiaccianti.

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bellissimo libro
Recensioni: 5/5

Bel libro che descrive gli intrecci tra politica e ndrangheta e che permette di aprire gli occhi su determinati argomenti. Leggetelo tutti.

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Gabriele
Recensioni: 5/5

Per capire il presente, bisogna studiare il passato. Un libro non facile perché noi calabresi per nostra natura manchiamo completamente di autocritica, attaccati (giustamente) alla nostra terra anche a costo di mettere la testa dentro la sabbia per non vedere quelle cose che, invece, la mortificano. In questo libro si ripercorre la storia del legame fra 'ndrangheta e politica, un legame che nasce sin dai tempi dell'Unità d'Italia. Lo consiglio anche a chi pensa che tutti i mali del meridione vengano dal Nord cattivo e conquistatore: non è esattamente così. Tutti i mali del meridione vengono da un cancro allevato in seno allo stesso meridione: la malavita.

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Conosci l'autore

Nicola Gratteri

1959, Gerace

Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla 'ndrangheta e vive sotto scorta dall'aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta. Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico.  Con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo, ha scritto numerosi libri tra cui: Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta...

Antonio Nicaso

1964, Caulonia

Antonio Nicaso, nato in provincia di Reggio Calabria, oggi vive in Canada. Giornalista, scrittore e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso. Ha dedicato particolare attenzione all’analisi comparativa delle mafie italiane con quelle straniere, con riferimento a strategie di partenariato nella gestione di attività illecite, come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro. Insegna storia delle organizzazioni criminali all’Università di Middlebury, in Vermont (Usa). È autore di 18 libri sulla criminalità mafiosa, tra cui alcuni successi internazionali, tradotti in diverse lingue. Nel 1995 ha pubblicato Global mafia, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale; del 2010 è invece La...

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