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Maalouf Amin - Le crociate viste dagli arabi | La storia del rapporto fra Oriente ed Occidente ha nelle Crociate uno dei suoi punti nodali: quella logica espansionistica che ieri ha opposto Europa e Islam, con alterne vicende, oggi è di attualità drammatica. Questo libro racconta le Crociate dalla parte degli storici arabi: è l'altra versione dei fatti che riserva non poche sorprese.
Media Voto: 5 / 5Marco (10-10-2007) Un bel libro che racconta "la faccia nascosta" delle crociate, cioè quella vista dal mondo arabo. Un reconto interessante, a tratti anche divertente, di tutti gli episodi storici avvenuti in quel periodo in medioriente e che sono pressoché sconosciuti. Abituati a veder raccontate le crociate come una gloriosa corsa alla liberazione di Gerusalemme, si può rimanere stupiti dalla realtà dei fatti avvenuti. Ovverosia che i crociati erano in gran parte dei fanatici in lotta per il potere, e che la "liberazione" della città santa non fu altro che il massacro della sua popolazione. Un libro semplice per tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianfranco gianfranco.baratti@tiscali.it (17-11-2004) Il libro è un'agile cronaca delle vicende che hanno coinvolto il Medio Oriente dall'XI al XIII secolo, in relazione ovviamente alle crociate. Non è un libro contro l'Occidente, sia ben chiaro. Non racconta un'altra storia, ma la stessa storia vista dal punto di osservazione islamico. L'oggetto della cronaca è il mondo islamico in sé, con le sue particolarità, che spesso sono state ignorate; soprattutto ignorate sono state le sue divisioni interne: etniche tra arabi, turchi e kurdi; religiose tra sciiti e sunniti; politico territoriali e dinastiche: un vero ginepraio. Spesso infatti erano impegnati più a lottare tra di loro che contro i "Franchi". Una ricostruzione lucida e attenta, non lesina critiche al mondo ed al potere islamico: si badi bene, islamico non arabo; questi ultimi erano in minoranza, specie nei posti di comando. Inizialmente per il mondo islamico la guerra contro i Franchi non era l'obiettivo principale. Primario era lottare e sconfiggere i principi turchi confinanti. Il vero nemico "esterno" in un primo tempo era Costantinopoli. Queste lotte interne emergono a disegnare una situazione multiforme dell'arcipelago musulmano; basti pensare ai vari principi-sultani morti uccisi dai loro stessi servi, ad immagine dei peggiori anni dell'Impero Romano. Molto interessante la riflessione sulla setta degli assassini, se confrontata con i kamikaze di oggi; soprattutto significativo scoprire l'etimologia della parola assassino(= fumatore di "hasis"). La conclusione merita un accenno e un approfondimento, soprattutto in relazione alla tesi secondo cui le crociate, al di la della "loro conclusione", avrebbero sancito il declino della civiltà islamica e lo sviluppo invece di quella occidentale europea. Una lettura attraente, stimolante, scorrevole, piacevole. L'unico neo è la stampa a caratteri troppo minuscoli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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