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Volponi Paolo - Corporale | Fra avventure d'amore, traffici e speculazioni, in un tumulto di eventi veri o fantastici, su cui domina un incombente disfacimento, quel terrore atomico che gli fa progettare un solitario rifugio appenninico, il protagonista di questo romanzo è l'Ulisse senza ritorno di un'Oiissea del vivere d'oggi.
luca82 (10-12-2004) Si tratta di un romanzo pletorico e disordinato, forse perfino sconclusionato, ma vale la pena leggerlo (o almeno provarci, perché finirlo è un'impresa!) Alterna lunghe parti inerti e un po' noiose a pagine di autentica poesia. Tutto può accadere, ma sembra che niente succeda per davvero. Gerolamo Aspri, intellettuale comunista nonché improbabile trafficante (di cani da corsa ma forse anche di droga e di donne) che ama farsi chiamare Joaquin Murieta, è una figura indefinita e indefinibile perché ha troppe sfaccettature, troppi lati nascosti, perfino una famiglia che poi abbandona come se niente fosse dopo la morte oscura del figlioletto... Il messaggio che Volponi vuole trasmettere attraverso il suo protagonista è l'incapacità di relazione e l'instabilità dell'uomo contemporaneo. Il suo apice è la lunga parte terza (circa 180 pagine), in cui Aspri costruisce un solitario rifugio antiatomico sulle colline vicino a Urbino. Purtoppo, a mio avviso, la quarta parte non conclude efficaciemente un romanzo ostico ma incredibilmente affascinante ed espressivo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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