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Fallada Hans - Ognuno muore solo | "Ognuno muore solo", ultimo romanzo (uscito postumo nel 1947) di Hans Fallada, è un documento sulla Germania nazista, oggetto oggi di ogni sorta di rivisitazione. Gli avvenimenti narrati seguono i testi della Gestapo sull'attività svolta da due coniugi, Anna e Otto Quangel, che possono essere presi a simbolo del comportamento di tutto un popolo. La loro è la storia di un risveglio alla notizia della morte in guerra, nel 1940, dell'unico figlio e di una determinazione ad agire, deponendo cartoline contro Hitler e il regime un po' ovunque a Berlino (ne depositeranno 285 in due anni, ma solo 18 non saranno consegnate alla polizia). Una resistenza silenziosa che si concluderà fra torture, sofferenze e speranze.
Media Voto: 5 / 5luigi cotrufo cotruf@libero.it (19-03-2007) E' stata una piacevole sorpresa sapere, tramite ibs.it, che almeno un libro di Hans Fallada viene ristampato in Italia. Io per trovare il suo libro più famoso: "E adesso pover'uomo?" ho dovuto cercare una vecchissima edizione in una libreria antiquaria.
Se "E adesso pover'uomo?" è un ottimo libro, devo dire che "Ognuno muore solo" è ancora meglio.
Hans Fallada con il suo linguaggio crudo ed essenziale descrive perfettamente il clima sordido della Berlino dei primi anni quaranta. I personaggi che popolano il suo romanzo e che lo scrittore paragona a uccelli, topi e volpi sono indimenticabili, sia, nella maggior parte di loro, per cinismo ed efferatezza, sia quelli che prendono coscenza dell'abisso in cui sono precipitati e cercano di reagire in qualche modo.
Spero che qualcuno si decida a ristampare i libri di Hans Fallada e che questo grande scrittore venga rivalutato come merita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valerio valerio.feltrin@tin.it (02-12-2003) Libro di rara bellezza in cui l'Autore comunica le paure, le ansie e le angoscie di un periodo alquanto triste della nostra storia recente. Pur trattando un argomento crudo (le discriminazioni, le vessazioni e le violenze a cui erano sottoposti i cittadini tedeschi "non allineati" durante il nazismo) non per questo diventa pesante o lamentoso, anzi e' molto scorrevole, intenso e a volte ironico.
Quando il rispetto, la dignita', l'umanita' vengono sistematicamente calpestate, dove l'odio e la violenza sono la normalita' , la prevaricazione e la forza il modo per fare giustizia, come puo' un uomo conservare ancora la propria ragione, come puo' scendere a patti con questa barbaria e restare indifferente? Accetta e ignora la propria coscienza e automaticamente diventa come "loro" oppure si ribella, protesta, non ubbidisce e viene atrocemente soppresso prima psicologicamente e poi fisicamente. In tutte e due i casi una tragedia umana. Preghiamo di cuore e facciamo l'impossibile che certi "mostri" non ritornino mai piu'!
E' questo il messaggio che l'Autore vuole trasmettere a noi in questo splendido libro, a noi che possiamo ancora scegliere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco piantoni arbores@inwind.it (12-02-2001) Ognuno muore solo
Il romanzo di Fallada scorre veloce come la vita dei suoi personaggi che si intrecciano più volte fino a far perdere l’orientamento al lettore che ogni volta che riapre il libro si chiede cosa ne sarà dei Quangel, dei Hergesell, di Kluge e dei Borkhausen, o meglio si chiede come moriranno.
Per mano di chi.
È un libro che entra nella quotidianità della Berlino nazista degli anni 40-42, dimenticata dai libri di storia; è la storia fatta dalle storie della gente comune che combatte una battaglia solitaria o che si schiera col più forte per paura o per timore, di chi cerca di vivere alle spalle dei cittadini onesti o presunti tali.
È un libro che mostra la paura della gente che sa di poter essere incarcerata per un qualsiasi motivo: “tutti hanno qualcosa da nascondere, basta tirarlo fuori” è il credo della Gestapo ben espresso da Escherich, Prall, Zott ed il commissario Laub.
Il sottofondo del libro è proprio la paura di essere scoperti dalle autorità: la paura di Kluge e Borkhausen nell’appartamento della Rosenthal, dei Quangel mentre scrivono e consegnano le loro cartoline, la paura di Escherich di essere rispedito nel bunker.
Si muove con abilità Fallada tra la disperazione dei suoi personaggi, nel descriverne gli ultimi attimi di vita, nel raccoglierne i terrori ed i segreti.
Se il sottofondo è la paura, lo scenario storico è invece il nazismo. Anch’esso però non si esprime nelle sue più alte cariche (Hitler, Himmler, Goebbels) che restano lontane , inarrivabili per la gente comune; esso si manifesta nelle figure dei commissari che cercano di risolvere il caso delle cartoline, nella figura di Baldur Persicke, promettente membro della gioventu hitleriana, che manderà poi a morte il padre.
È la storia narrata da nostro nonno o dal vicino di casa che ci racconta gli anni della guerra, della sua guerra, l’oggetto del racconto di Fallada che ha il grande merito di farci affezionare alle persone della suo romanzo, svelandoci che dietro i grandi numeri c Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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