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Ghosh Amitav - Lo schiavo del manoscritto | La storia dello schiavo č depositata nel manoscritto H. 6 che č stato redatto nel 1156 e ritrovato nella sinagoga di Ben Ezra al Cairo. Questa sinagoga č stata il pių ricco archivio di testi arabo-ebraici. Con in mano soltanto il frammento di una lettera Ghosh si mette alla ricerca di un ignoto schiavo di cui non conosce neppure il nome, e che tuttavia gli appare come una chiave per intendere e raccontare i legami tra la sua India e l'Antico Egitto. Punti di partenza e centro della vicenda sono due piccoli villaggi egiziani di oggi. Nei vicoli di terra battuta, nelle amicizie con i loro abitanti, nel profondo rispetto reciproco e nelle differenze di usi e religioni l'autore cerca vecchi legami. Cosė le storie dell'antico schiavo e del ricercatore si intrecciano.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Castelnuovo, E., L'Indice 1995, n. 7
Merita di essere un cult book. Un libro dentro un libro e, in qualche modo, un libro sul viaggio, il viaggio come esperienza, confronto, conoscenza, un viaggio nel tempo e nello spazio, alla ricerca di un altro spazio, ma anche di un altro tempo. Un giovane bengalese per fare la sua tesi di dottorato in sociologia rurale si stabilisce in un paesino di contadini prossimo al Cairo, ne impara la lingua, ne osserva i comportamenti, i valori, i modelli, i pregiudizi. La sua inchiesta si intreccia e si sovrappone a un'altra molto più antica che nasce dal vortice di carte della Geniza - il luogo dove per secoli venivano accumulati gli scritti in cui appariva il nome di Dio - di una sinagoga del Cairo. Questi sacri archivi erano di tanto in tanto svuotati dei loro contenuti, non questo cui tra l'altro, a detta dei custodi, vegliava arrotolato sulla soglia un serpente, e che conservò così uno straordinario tesoro cartaceo. Dalle carte della Geniza prendono vita la figura e gli itinerari di un mercante ebreo del XII secolo che viaggia e commercia dal Maghreb all'Egitto, alla Sicilia, all'India e dietro di lui si precisa la figura del vero protagonista, il misterioso schiavo indiano Bomma suo uomo di fiducia e alter ego. A questa singolare frontiera meridionale del mondo medievale, ricca di scambi, di crocevia, capace di adattamenti, d'incontri, fiduciosa e tollerante, si sovrappone nel romanzo lo stesso mondo visto oggi, frammentato, pur nella tendenziale unità di consumi, valori e comportamenti, chiuso, diffidente, ostile.
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