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Soriano Osvaldo - L' occhio della patria |
Simucca simucca@yahoo.it (19-11-2004) Un romanzo sconnesso e slegato,solo a tratti poetico,di quella poesia cui Soriano mi aveva abituata negli altri suoi scritti.Un romanzo sull'identità, o sulla mancanza di essa.Non a caso per strada la gente gira normalmente con maschere di Madonna, James Dean o Gardel sulla propria faccia.La debole trama ci racconta la storia di una malinconica spia argentina in Europa che alla fine della guerra fredda è costretta ad inventarsi intrighi per sopravvivere,senza capire più per chi lavora e chi siano i suoi nemici.Ad un certo punto Carrè assiste perfino al suo finto funerale -la sua tomba è vicina a quella di jim morrison- e gli costruiscono una faccia nuova (quella di Richard Gere o forse Harrison Ford?) affidandogli l'incarico di scortare la mummia parlante di un Personaggio della Rivoluzione cui finisce per affezionarsi. Memorabili alcuni incontri fugaci, come quello con lo scrittore alcolizzato che fa parte di un'associazione di autori che non pubblicano per scelta poichè il vero culto può nascere solo per ciò che non è in vendita.
"L'ascensore è guasta"
"Non ho fretta". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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