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Luzzatto Sergio - L' autunno della Rivoluzione. Lotta e cultura politica nella Francia... |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bongiovanni, B., L'Indice 1994, n.10
I primi a riparlarne nel nostro secolo sono stati i menscevichi. Il ripiegamento leniniano della Nep apparve loro come un Termidoro. Un loro nemico acerrimo, Trockij, riprenderà il concetto per denunciare l'involuzione e la degenerazione burocratiche dello stalinismo. Ma qual è il segreto e la seduzione storiografica del 9 Termidoro? È presto detto. La cacciata e poi l'esecuzione di Robespierre simboleggiano, in qualunque modo li si osservi, il passaggio alla fase discendente della Rivoluzione, una svolta involutiva e "storicizzante" addebitabile non a una controrivoluzione esogena (le classi interne spodestate o la reazione politica internazionale), ma al processo endogeno della rivoluzione stessa. Abbiamo ora finalmente, a opera di un giovane studioso italiano, un libro (pubblicato nella collana "Pbe S. Marino") ricchissimo per ricognizioni e riflessioni sulla Convenzione termidoriana, vale a dire sul periodo storico, ambiguo e affascinante, che si situa tra la fase giacobina e il Direttorio. In questa straordinaria stagione, già studiata da Cobb e da Baczko alla luce della difficoltà di arrestare la Rivoluzione, si spezza il legame organico tra borghesia rivoluzionaria e movimento popolare. Nasce però anche la repubblica moderna fondata sull'opinione pubblica. È un'epoca liberale che si conclude con il dirigismo politico. È un'epoca di fedeltà ai princìpi e di azioni squadristiche dei 'muscadins' che corrono a bastonare i giacobini. È un'epoca infine che, dopo le peripezie del dualismo tra esecutivo e sezioni parigine, ha dovuto fare i conti con la precedente implosione democratica.
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