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Zagrebelsky Gustavo - Il «Crucifige!» e la democrazia | La democrazia è un fine o un mezzo? Zagrebelski propone nel volume tre visioni della democrazia: dogmatica, scettica e critica. Ad esse corrispondono tre mentalità, tre visioni del mondo. Il dogmatico non vede che la verità alla quale tutti devono aderire. Lo scettico, la realtà alla quale bisogna piegarsi. Il critico, invece, si fa strada responsabilmente tra le possibilità. La tesi dell'autore è che solo coloro che possiedono una visione critica della democrazia la concepiscono come fine. Per chiarire questo concetto si rifà a uno dei simboli tragici della democrazia: il processo a Gesù dove il dogma dell'infallibilità della volontà popolare si profila come quintessenza della democrazia dogmatica.
| La recensione de L'Indice |

Fatti di casa (rubrica) Papuzzi, A., L'Indice 1995, n. 7
I contenuti di questo istruttivo testo sono stati in parte divulgati su quotidiani e riviste: il processo a Gesù viene riletto come esempio delle contraddizioni della democrazia. O meglio, delle contraddizioni in cui si può cadere quando la democrazia è interpretata come mero appello a una volontà del popolo, dietro la quale si nascondono in realtà gli interessi di chi al populismo fa ricorso e del popolo vuole servirsi.
La pilatesca scelta fra Gesù e Barabba non è una primitiva forma di democrazia assembleare, ma è una lotta fra poteri che ricorrono alla democrazia per servirsene. A parte i riferimenti a questioni di attualità dall'idea di democrazia dell'Unto del Signore all'inflazione di referendum -, il saggio sul "Crucifige!" applica a un evento storico l'ipotesi d'un diritto mite e la necessità d'una democrazia critica, oggetto di un precedente saggio di Zagrebelsky. Fra Pilato e Gesù, non il primo ma il secondo è un esempio di democrazia.
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