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Lutero Martin - Degli ebrei e delle loro menzogne | Martin Lutero scrisse questo aspro e violento documento antisemita negli ultimi anni della sua vita. Si tratta di un saggio così duro da richiedere un commento che ne tenti una contestualizzazione, addentrandosi nell'intrico di violenza che ispirò quest'opera. Risulta allora fondamentale la ricostruzione che Adriano Prosperi fa dei rapporti del fondatore della Riforma con gli ebrei e più in generale dei rapporti fra il mondo cristiano e il mondo ebraico. Prosperi analizza poi l'enorme eco che il saggio ha suscitato nel mondo protestante dove l'antisemitismo si è rivelato ancora più tenace e devastante che nel mondo cattolico.
stefano pelagatti (17-01-2006) Certamente il contenuto di quest'opera è aberrante, e vani e cavillosi i tentativi, seppur fatti in buona fede, di "ricontestualizzarlo"; basti considerare la chiusa di pag. 222: " Io il mio dovere l'ho fatto. Qualcun altro, adesso, veda di fare il suo". Che cosa mai fecero i tedeschi della seconda guerra mondiale, se non essere i fedeli esecutori di questo ideale lascito testamentario? Ma, prescindendo dal contenuto, la veemenza dello stile è tale da imporsi all'ammirazione di tutti noi. Quella stessa ferocia tellurica che anima il bachiano doppio coro " Sind blitze, sind donner", appare qui quale tratto distintivo di un carattere imperioso, che Lutero seppe tuttavia assoggettare ad un disegno di vasta portata, alla cui realizzazione dedicò l'intera esistenza. Quando si riesce a concentrare tanta furia devastatrice in pochi tratti, si possiede indubbiamente uno stile: e chiunque voglia ricercare nella parola non la luce che conforta, ma il fulmine che annienta, troverà per sempre in Lutero un maetrso supremo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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