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Amis Martin - L' informazione | Il romanzo mette in scena uno dei sentimenti più diffusi: l'invidia. Due amici, entrambi scrittori, nati e cresciuti insieme, sono in realtà divisi da una rivalità feroce. La satira di Amis colpisce senza pietà gli aspetti più grotteschi della cultura-spettacolo.
Media Voto: 3.75 / 5patroclo (05-05-2006) un ottimo Amis, uno dei migliori romanzi che abbia come tema i romanzi stessi e gli scrittori.
scritto da dio - come Amis ci ha sempre abituato - spesso divertente, ma in ultima analisi, come qualcuno giá ha scritto, una riflessione sull´invidia e sul successo.
lo metto tra i capolavori di Amis insieme a "London Fields" - piú ambizioso e complesso ma disuguale (a propós, qualcuno dovrebbe decidersi a ristamparlo) e "Money", il miglior Amis satirico secondo me. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tania rostania@libero.it (22-12-2005) Lo sto leggendo ora, ed è il mio primo Amis. Concordo con quanto scritto da gprbzz@tin.it.
La sola differenza è che non sono certa che parlerei propriamente di invidia (anche se sono consapevole che così viene regolarmente indicata). Direi piuttosto che racconta l'amarezza e lo scacco laceranti di una meritocrazia smaccatamente disattesa. Non è esattamente la stessa cosa. Secondo me, chiaramente :-) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano zero73@inwind.it (12-11-2002) Assolutamente deludente. Dopo una grande prova (Money) Amis tenta di ripercorrere la stessa strada, peccato che manchi l'ispirazione e l'immediatezza che hanno caratterizzato il romanzo d'esordio, finendo questo per risultare sempre un poco sforzato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gprbzz@tin.it gprbzz@tin.it (22-08-2001) Questo racconto lungo è la vivisezione, la scarnificazione, l’autopsia di chi sa scrivere ma non ha successo, nel confronto quotidiano, diuturno, semprepresente ed ossessivo col collega-amico-rivale che non sa scrivere - è un idiota che non ha un’idea originale, che non sa scrivere - eppure ne ha, ne ha comunque giri, ne ha qualunque cosa dica, ne ha con chiunque qualsiasi cosa faccia.
E’ un lento viaggio al massacro, giacché è l’invidia il più acre dei veleni. Lentamente intossica e tra spasmi atroci inesorabilmente uccide.
Non so dire di più. Io mi sento inadeguato a recensire un libro così bello. Consiglio di leggerlo. Con molta attenzione.
10/08/97
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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